Apprendistato: quali agevolazioni per assunzione disoccupati

di Redazione PMI.it

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Assunzione in apprendistato di lavoratori in NASpI: agevolazioni previste, percentuali contributive e requisiti per la corretta applicazione.

Per le imprese e datori di lavoro la normativa vigente prevede alcune agevolazioni contributive in caso di assunzione a tempo pieno e indeterminato di beneficiari di NASpI o di assunzione in apprendistato professionalizzante, per la qualificazione o riqualificazione professionale e senza limiti di età, di beneficiari di NASpI, di indennità speciale di disoccupazione edile e DIS-COLL. Il decreto legge sul reddito di cittadinanza e su Quota 100, collegato alla legge di Bilancio 2019, ha inoltre introdotto alcuni sgravi contributivi anche per i datori di lavoro che assumeranno, direttamente o in somministrazione, i titolari del reddito di cittadinanza.

=> Cambiano i requisiti per il Reddito di Cittadinanza

Apprendistato per disoccupati

A prevedere gli sgravi contributivi per i lavoratori in NASpI assunti con contratto di apprendistato professionalizzante,, per la qualificazione o riqualificazione professionale e senza limiti di età, è l’art. 47, comma 4, del D. Lgs n. 81/2015. Possibilità prevista anche per i lavoratori beneficiari di indennità speciale di disoccupazione edile e DIS-COLL.

In questi casi si applicano le norme che regolano l’apprendistato professionalizzante, fatta eccezione per:

  • il limite di età;
  • le disposizioni in materia di licenziamenti individuali (il datore di lavoro potrà recedere alla fine del periodo formativo solo in caso di giusta causa o giustificato motivo).

=> NASpI e Reddito di Cittadinanza o Quota 100

Sgravio contributivo

L’agevolazione consiste in una riduzione dell’aliquota contributiva INPS a carico del datore di lavoro. Nel periodo del regime agevolato per un massimo 36 mesi, che salgono a 60 mesi per il settore dell’artigianato edile e non, i datori di lavoro dovranno versare:

  • in caso di oltre nove dipendenti, un’aliquota complessiva pari al 17,45% (11,61% per il datore di lavoro e 5,84% per l’apprendista);
  • in caso di  massimo 9 dipendenti, un’aliquota complessiva pari il primo anno a 8,95% (3,11% per il datore di lavoro e 5,84% per l’apprendista), il secondo anno a 10,45% (4,61% per il datore di lavoro e 5,84% per l’apprendista), il terzo anno (o fino al quinto per artigianato edile e non) a 17,45% (11,61% per il datore di lavoro e 5,84% per l’apprendista).

In aggiunta, il datore di lavoro dovrà versare la contribuzione di finanziamento della NASpI, pari all’1,31% (art. 2, commi 25 e 27, legge n. 92/2012), e quella per i fondi interprofessionali per la formazione continua, pari all’ulteriore 0,30% (art. 25, legge n. 845/1978).

Terminato il periodo formativo, dall’anno successivo alla conferma in servizio del lavoratore, sarà dovuta la contribuzione in misura piena senza ulteriori riduzioni.

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