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Riscatto laurea gratis: le ipotesi

di Redazione PMI.it

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Le diverse opzioni allo studio e le proposte volte a rendere gratuito il riscatto degli anni di laurea ai fini pensionistici.

L’attuale misura di pace contributiva giunge dopo anni di dibattito sulla possibilità di consentire a universitari, lavoratori e professionisti di riscattare gratuitamente gli anni di studio.

Il riscatto degli anni trascorsi per conseguire la laurea (quelli in corso) consente di far valere questi periodi a ai fini pensionistici. Oggi l’opzione ha tuttavia un costo, spesso molto oneroso, previsto dal decreto legislativo numero 184 del 1997 (solo in alcuni casi è possibile procedere con il riscatto di laurea agevolato), ed anche le forme agevolate prevedono un esborso (circa 5mila euro ad annualità).

Riscatto della laurea gratuito

L’idea originaria era invece quella di dare una sorta di valore contributivo agli anni di studio (quelli impiegati ai fini del conseguimento del titolo) ma senza versamenti, a patto di rientrare in specifici requisiti. L’iniziativa popolare nasce dalla consapevolezza che il mondo del lavoro è cambiato e, oltre ad essere caratterizzato da un’estrema discontinuità delle carriere professionali, spesso mette in difficoltà anche coloro che hanno studiato anni per acquisire una titolo universitario e una professionalità. Un mondo del lavoro sul quale incombe lo spettro del precariato e della disoccupazione e in cui la pensione viene sempre più vista dai giovani come un miraggio.

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Riscatto gratuito per i meritevoli

Una delle ipotesi che sono state avanzate è quella volta invece a garantire il riscatto gratuito della laurea ai meritevoli, (andando così ad agevolare l’accesso alla pensione in base al merito), riservandolo ai nati tra il 1980 e il 2000 che completano il percorso di studi entro la durata prevista. Una norma che tuttavia risulterebbe discriminatoria per i nati prima del 1980, oltre che poco sostenibile economicamente. Per ovviare ad entrambe le problematiche, si potrebbe pensare di restringere la platea degli interessati agli studenti nuovi immatricolati.

Riscatto gratuito o sconto sugli anni

Recentemente, Mario Bocola ha inoltrato all’attenzione del Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, Al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, on. Luigi di Maio e al Ministro dell’Economia e delle Finanze, prof. Giovanni Tria, una lettera pubblicata su OrizzonteScuola per sollecitare le Autorità competenti circa la problematica del riscatto della laurea a titolo gratuito.

Lo Stato, secondo Bocola, dovrebbe farsi carico dell’onere del pagamento del riscatto della laurea, poiché durante questi anni gli studenti hanno già sborsato somme di denaro per pagarsi le tasse universitarie. Se questo non fosse possibile, Bocola propone di includere nel calcolo degli anni che restano per il raggiungimento dell’età utile per la pensione anche gli anni del riscatto della laurea gratuito.

Riassumendo la proposta, che riguarda nello specifico il comparto Scuola, prevede due strade percorribili:

  • riscatto della laurea gratuito da includere nel calcolo dei contribuiti ai fini della pensione;
  • abbuono di 4 anni ai fini del raggiungimento degli anni di contribuzione per accedere al trattamento pensionistico.

Riscatto di laurea agevolato

La scorsa estate, è stato presentato in Commissione Lavoro alla Camera un disegno di legge il cui primo firmatario è Onorevole Salvatore Deidda (FdI), che prevederebbe tre diverse misure agevolate per il riscatto della laurea:

  • nati dopo il 1980 con imponibile annuo inferiore a 15.000 euro: riscatto gratis del primo anno del corso di studi, riscatto dei successivi anni con un contributo pari a quello previsto per gl inoccupati;
  • nati prima del 1980: contributo pari a quello previsto per gli inoccupati o calcolato in base al reddito attuale;
  • nuovi immatricolati: versamento annuale, insieme alle tasse universitarie, di un anticipo al 50% della contribuzione stabilita per i soggetti inoccupati.

Nella Legge di Bilancio 2019 è stata inserita una norma che segue questa linea di pensiero – contenuta nel decreto di Riforma Pensioni – secondo la quale è possibile effettuare il riscatto della laurea pagando una cifra scontata (ma i periodi riscattati non contribuiscono al calcolo dell’assegno).

L’opzione è riservata a coloro che hanno al massimo 45 anni e prevede la possibilità di effettuare l’operazione con le stesse regole di chi è ancora inoccupato. In pratica, si rapporta l’aliquota previdenziale al minimo imponibile previsto dalla gestione INPS artigiani e commercianti, che è pari a 15.710 euro nel 2018 invece che alla retribuzione degli ultimi 12 mesi (come per la normale operazione di riscatto della laurea).

In pratica, si paga un onere di riscatto intorno ai 5.241 euro per ogni anno di laurea. Da precisare poi che, poiché non si possono avere più di 45 anni, il riscatto della laurea agevolato non si può utilizzare per la quota 100 (che richiede almeno 62 anni di età). In più  si possono riscattare solo periodi successivi al 31 dicembre 1995 (ai quali si applica il calcolo contributivo). Per il resto, valgono le stesse regole previste dalla legge sul riscatto laurea (184/1997, articolo 2), per cui non si possono ad esempio riscattare periodi durante i quali sono stati versati altri contributi previdenziali (i periodi da riscattare non devono essere coincidenti).