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Reddito Cittadinanza: incentivi per imprese e autonomi

di Barbara Weisz

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Sconti per aziende che assumono beneficiari del reddito di cittadinanza, contributo per chi si mette in proprio: come funzionano gli incentivi per imprese e lavoro autonomo.

Esonero contributivo per almeno cinque mesi alle aziende che assumono percettori del reddito di cittadinanza ed incentivi per chi avvia nuove attività autonome: lo prevede il decreto legge che regolamenta l’introduzione della nuova prestazione di welfare, che si accompagna a misure di inserimento nel mondo del lavoro e per questo motivo promuove l’assunzione di disoccupati a basso reddito.

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Sgravio contributivo

Le imprese che assumono a tempo pieno e indeterminato un lavoratore che percepisce il nuovo sussidio (reddito di cittadinanza) hanno uno sconto contributivo pari all’importo dell’assegno che il beneficiario percepisce a titolo di RdC. L’agevolazione si applica per una durata pari alla differenza fra 18 e il numero di mesi di percezione del reddito. Ed in ogni caso, l’agevolazione deve durare almeno cinque mesi anche assumendo un percettore di Reddito di Cittadinanza da oltre 13 mesi.

Esempio: se l’assunzione scatta dopo 2 mesi dall’inizio della prestazione, l’azienda gode di uno sgravio pari a 16 (18-2) mensilità del sussidio. Se si tratta di un single in affitto, l’assegno mensile è pari a 780 euro, per cui all’azienda spettano 12.480 euro di esonero contributivo. Se l’assunzione scatta al 15esimo mese di RdC, all’azienda spettano 5 mensilità di sgravio, ossia 3.900 euro.

Da sapere

  • Nel caso in cui il reddito di cittadinanza sia in fase di rinnovo, l’esonero è previsto in misura fissa pari a cinque mensilità.
  • Nel caso in cui sia necessario, il datore di lavoro stipula un patto di formazione presso il centro per l’impiego per garantire al lavoratore un adeguato percorso di riqualificazione professionale.
  • Il beneficio non può superare l’ammontare massimo dei contributi a carico di datore di lavoro e lavoratore, esclusi i premi INAIL (che si pagano interamente, non sono compresi nell’agevolazione).
  • Se il lavoratore viene licenziato, il datore di lavoro deve restituire il beneficio già utilizzato, maggiorato delle sanzioni civili (articolo 116, comma 8, legge 388/2000). Niente restituzione se il licenziamento avviene per giusta causa o per giustificato motivo.

Assunzione qualificata

Se il lavoratore ha già svolto la riqualificazione professionale, l’assunzione deve essere coerente con il percorso formativo svolto, il contratto deve essere a tempo pieno e indeterminato e lo sconto contributivo sarà pari alla metà del reddito di cittadinanza percepito (massimo a 390 euro mensili), mentre la restante parte va all’ente formatore.

Il questo caso il periodo minimo per il calcolo dello sgravio è pari a sei mensilità. Se il RdC è già in fase di rinnovo, l’agevolazione si applica per un periodo fisso di sei mesi. Ed anche in questo caso, lo sconto contributivo non può superare l’importo dei contributi dovuti (esclusi i premi INAIL), con la restituzione in caso di licenziamento (stesse regole sopra esposte).

Come detto, il restate 50% di RdC che il lavoratore percepiva viene versato all’ente di formazione che ha garantito il percorso di riqualificazione. In questo caso, l’agevolazione viene utilizzata sotto forma di sgravio contributivo applicato ai contributi previdenziali dei dipendenti.

Requisiti

I due benefici appena descritti si applicano solo se le assunzioni effettuate comportano un aumento dei livelli occupazionali dell’azienda (riferiti al numero di assunti a tempo indeterminato).

Precisazione importante: l’incentivo è compatibile con il Bonus Sud previsto dal comma 247 della Legge di Bilancio (che riguardano under 35 oppure disoccupati da almeno sei mesi in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna). In questo specifico caso, se il datore ha esaurito gli esoneri contributivi, può utilizzare l’agevolazione sotto forma di credito d’imposta: le regole applicative precise saranno stabilite da apposito decreto ministeriale.

Incentivo avvio attività

Chi avvia un’attività autonoma, un’impresa individuale o una società cooperativa entro i primi 12 mesi di Reddito di Cittadinanza, potrà ricevere 6 mensilità aggiuntive in un’unica soluzione. Bisogna però presentare specifica domanda, anche in questo caso le regole applicative saranno previste da apposito provvedimento ministeriale attuativo. Esempio: se dopo 10 mesi di RdC il disoccupato avvia un’attività autonoma, riceverà un bonifico di 4.680 euro (780 euro x 6).

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