Le trattenute IRPEF in busta paga di novembre riducono lo stipendio e la pensione di chi ha presentato il 730 con un debito d’imposta: il datore di lavoro o l’INPS prelevano per intero la seconda o unica rata dell‘acconto IRPEF, che a differenza del saldo non si può dividere in rate.
L’importo arriva dal prospetto di liquidazione del 730 e si somma, per chi ha scelto la rateazione, all’ultima rata del saldo e del primo acconto. La maxi trattenuta di novembre dipende quindi dall’imposta dell’anno precedente, da come è stata pagata la prima parte dell’acconto e dalla capienza della retribuzione.
In sintesi:
- l’acconto IRPEF di chi presenta il 730 è pari al 100% dell’imposta dell’anno precedente, al netto di detrazioni e ritenute, ai sensi dell’art. 1 della L. n. 97/1977 e dell’art. 11, comma 18, del D.L. n. 76/2013;
- l’acconto non è dovuto se l’imposta non supera 51,65 euro, si trattiene in un’unica rata a novembre sotto 257,52 euro e in due rate, del 40% e del 60%, da quella soglia in su;
- l’art. 19 del D.M. 31 maggio 1999, n. 164 impone di trattenere la seconda o unica rata sulla retribuzione di novembre e sposta a dicembre, con gli interessi, la parte che lo stipendio non copre;
- per i pensionati l’INPS applica i conguagli del 730 dal secondo mese successivo alla ricezione del prospetto 730-4, secondo le istruzioni al modello 730/2026;
- sull’acconto versato in misura insufficiente si applica la sanzione del 25% prevista dall’art. 13, comma 1, del D.Lgs. n. 471/1997.
- Acconto IRPEF in busta paga: il calcolo sul 730
- Calendario trattenute IRPEF da luglio a dicembre
- Secondo acconto IRPEF: trattenuta intera a novembre
- Acconto IRPEF sulla pensione: le trattenute INPS
- Acconto della cedolare secca trattenuto in busta paga
- Metodo storico e previsionale per il secondo acconto
- Acconto IRPEF insufficiente o in eccesso: sanzioni e credito
Acconto IRPEF in busta paga: il calcolo sul 730
L’acconto IRPEF trattenuto in busta paga è pari al 100% dell’imposta dell’anno precedente che il 730 lascia da pagare dopo detrazioni e ritenute, cioè della differenza indicata nel prospetto di liquidazione 730-3. Il dipendente che nel corso dell’anno ha avuto ritenute sufficienti a coprire l’IRPEF netta non ha acconto; lo paga chi chiude il 730 a debito, di solito per un secondo reddito, una pensione sommata allo stipendio, canoni di locazione tassati in via ordinaria o detrazioni riconosciute da due sostituti diversi.
La ripartizione dell’acconto dipende da quanto vale l’imposta dell’anno precedente, secondo le soglie previste per tutti i contribuenti:
| Imposta dell’anno precedente nel 730-3 | Acconto trattenuto l’anno successivo, con esempio |
|---|---|
| fino a 51,65 euro | nessun acconto: con 50 euro di imposta non c’è alcuna trattenuta |
| da 51,66 a 257,51 euro | unica rata a novembre pari al 100%: con 200 euro di imposta si trattengono 200 euro a novembre |
| da 257,52 euro in su | 40% insieme al saldo e 60% a novembre: con 1.200 euro di imposta si trattengono 480 euro con il saldo e 720 euro a novembre |
Le stesse soglie valgono per chi versa con F24 il saldo e primo acconto IRPEF entro giugno. Per stimare in anticipo l’imposta che genera l’acconto, il calcolo IRPEF online applica scaglioni e detrazioni dell’anno al reddito atteso.
Calendario trattenute IRPEF da luglio a dicembre
Il calendario delle trattenute da 730 parte dalla prima retribuzione utile dopo la ricezione del prospetto di liquidazione, come prevede l’art. 19 del D.M. n. 164/1999, e si chiude con la seconda rata di acconto a novembre:
| Voce del 730 a debito | Mese della trattenuta |
|---|---|
| saldo IRPEF e prima rata di acconto, per i dipendenti | retribuzione del mese successivo a quello in cui il datore riceve il 730-4, da luglio per le dichiarazioni inviate entro maggio |
| saldo IRPEF e prima rata di acconto, per i pensionati INPS | dal secondo mese successivo alla ricezione del 730-4, di norma da agosto o settembre |
| saldo e prima rata di acconto rateizzati nel quadro F | rate mensili con ultima trattenuta entro novembre |
| seconda o unica rata di acconto IRPEF e cedolare secca | retribuzione o pensione di novembre, in unica soluzione |
| parte non trattenuta per incapienza | retribuzione di dicembre, maggiorata degli interessi |
Per un 730 presentato a settembre il datore di lavoro riceve il prospetto in ottobre: saldo e prima rata di acconto finiscono nella busta paga di novembre insieme alla seconda rata, con un prelievo concentrato in un solo mese.
Secondo acconto IRPEF: trattenuta intera a novembre
Il secondo acconto IRPEF è trattenuto per intero sulla retribuzione di novembre, perché la rateazione chiesta nel 730 riguarda soltanto il saldo e la prima rata di acconto. Se lo stipendio di novembre non basta, l’art. 19 del D.M. n. 164/1999 sposta la parte residua, maggiorata degli interessi previsti per il differimento dei pagamenti, sulla retribuzione di dicembre; in caso di ulteriore incapienza il sostituto comunica al contribuente il debito residuo, che va versato direttamente con F24.
Lo stesso articolo regola la cessazione del rapporto: se prima della trattenuta il lavoratore si dimette, viene licenziato o va in aspettativa senza retribuzione, il datore di lavoro non effettua le operazioni a debito e comunica all’interessato di versare in proprio le somme risultanti dal 730. Le ritenute dell’anno in corso si ricalcolano poi con il conguaglio di fine anno, che nella busta paga di dicembre o nella prima del nuovo anno può produrre un’ulteriore trattenuta o un rimborso.
Acconto IRPEF sulla pensione: le trattenute INPS
L’acconto IRPEF sulla pensione segue le stesse soglie del lavoro dipendente, con due differenze: l’INPS applica i conguagli del 730 dal secondo mese successivo alla ricezione del prospetto 730-4 e trattiene soltanto entro l’importo della prestazione in pagamento. I pensionati controllano rimborsi e trattenute con il servizio online dedicato ai conguagli da 730 nel cedolino pensione, dove compare anche l’importo della seconda rata previsto per novembre.
Quando la pensione cessa o non basta a coprire il debito, l’INPS invia una comunicazione con l’invito a versare il residuo con F24. In caso di decesso del pensionato gli eredi versano le somme non trattenute ma non devono gli acconti per l’anno in corso.
Acconto della cedolare secca trattenuto in busta paga
L’acconto della cedolare secca sugli affitti segue le regole dell’acconto IRPEF: si calcola sul 100% dell’imposta sostitutiva dell’anno precedente, si divide con le stesse soglie e il sostituto trattiene a novembre la seconda o unica rata insieme a quella dell’IRPEF. Nel prospetto 730-3 e nella busta paga le due voci compaiono separate, e anche la riduzione si chiede con importi distinti per IRPEF e cedolare.
Metodo storico e previsionale per il secondo acconto
Il metodo storico, basato sull’imposta dell’anno precedente, è quello che il 730 applica in automatico; chi prevede un’imposta più bassa per l’anno in corso può usare il metodo previsionale e versare un acconto inferiore sotto la propria responsabilità, come consente l’art. 4, comma 2, del D.L. 2 marzo 1989, n. 69. La scelta si esprime nel quadro F del 730, al rigo F6, oppure dopo la presentazione con la riduzione dell’acconto IRPEF comunicata al sostituto d’imposta entro il termine ordinario del 10 ottobre.
Acconto IRPEF insufficiente o in eccesso: sanzioni e credito
L’acconto dovuto è il minore tra quello calcolato sull’imposta dell’anno precedente e quello commisurato all’imposta effettiva dell’anno in corso, per effetto dell’art. 4, comma 2, del D.L. n. 69/1989: chi applica il metodo storico non rischia sanzioni sugli acconti anche se il reddito dell’anno cresce, e la maggiore imposta si paga con il saldo della dichiarazione successiva.
Chi riduce l’acconto e versa meno del dovuto paga sulla differenza la sanzione del 25% prevista dall’art. 13, comma 1, del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471, oltre agli interessi, con la possibilità di ridurla con il ravvedimento operoso dell’art. 13 del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472. L’acconto trattenuto in eccesso diventa invece un credito nel 730 dell’anno successivo, rimborsato in busta paga o sul cedolino con il conguaglio estivo.