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Reddito di cittadinanza: nuove anticipazioni

di Barbara Weisz

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Reddito di cittadinanza ai residenti da almeno 10 anni, spendibile solo in Italia, compatibile con la prima casa: le nuove anticipazioni del vicepremier Di Maio.

Il reddito di cittadinanza non è destinato solo ai cittadini italiani ma anche ai residenti in Italia da almeno dieci anni: la precisazione è fornita dal vicepremier, Luigi Di Maio, che conferma la scelta tecnologica di versare la somma attraverso una carta digitale: in primis si parlava bancomat, ora di tessera sanitaria (usando «quello che già abbiamo, la tessera sanitaria con il chip»).

Dunque, il reddito di cittadinanza non arriverà su conto corrente o tramite assegno ma sarà erogato in modalità elettronica. Resta da capire se, per andare incontro alle esigenze di cittadini meno avvezzi al digitale, sarà prevista anche una modalità di fruizione più tradizionale.

Non ci sono invece altre novità sulla platea degli aventi diritto già dal 2019: il reddito di cittadinanza, lo ricordiamo, sarà pari a 780 euro al mese e a regime è destinato a tutti coloro che sono sotto questa soglia di reddito.

Non si conoscono ancora eventuali requisiti di reddito, per esempio legati al possesso di immobili e patrimonio, e composizione del nucleo familiare (ISEE). Sembra tuttavia che il reddito di cittadinanza sia destinato ad essere compatibile con la prima casa di proprietà, sebbene con una decurtazione:

se hai un appartamento e chiedi il reddito di cittadinanza dai 780 euro ti viene stornato il cosiddetto affitto imputato, quindi dai 780 euro dei redditi zero arrivi a circa 400 euro.

Il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico ha anche confermato le limitazioni di utilizzo. In parole semplici, con il reddito di cittadinanza si potranno pagare consumi primari come la spesa, le medicine o l’affitto. Di Maio ha aggiunto che le somme andranno necessariamente spese in Italia.

Ricordiamo infine che, in base alle diverse anticipazioni sulla Legge di Bilancio 2019, il reddito di cittadinanza non dovrebbe partire subito da gennaio, ma da marzo o aprile. Nel frattempo, inizierà la riforma dei centri per l’impiego: i destinatari del sussidio dovranno seguire un programma di reinserimento lavorativo e sociale.

Da gennaio, invece, partirà la pensione di cittadinanza, che alzerà l’assegno previdenziale a 780 euro ai pensionati minimi.