Crisi? Eppure ci sono 28mila aziende in più …Analisi dei dati

di Davide Di Felice

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Studio di Infocamere: tra aprile e giugno 28mila aziende in più nei registri imprese. La metà  sono società  di capitali. Sempre alte le procedure fallimentari avviate: 30 al giorno.

Questi i dati principali relativi al II trimestre dell'anno evidenziati da Movimprese, nell’ambito della rilevazione condotta da InfoCamere, a partire dai dati del Registro delle Imprese delle Camere di Commercio. Le cifre sono state rese note in occasione dell’Assemblea dei Presidenti delle Camere di Commercio d'Italia svoltasi a Roma in concomitanza con il Consiglio Generale di Unioncamere.

Tutti i dati tabellari per settore sono disponibili online su Infocamere.it.

Dopo un primo trimestre particolarmente negativo, il sistema produttivo italiano torna a espandersi.

Ma vediamo il dettaglio: tra aprile e giugno i registri delle Camere di Commercio hanno ricevuto quasi 98mila domande di iscrizione da altrettante imprese, a fronte di poco meno 70mila richieste di cancellazione da parte di imprese esistenti.

La differenza corrisponde a un tasso di crescita dello 0,46%, il più basso tra quelli registrati nel secondo trimestre degli ultimi 7 anni.

La metà  del saldo (il 49%), si deve alle nuove società  di capitali, aumentate di 13mila unità  in tre mesi .

Ma tutte le tipologie di forme giuridiche hanno fatto registrare un bilancio positivo: oltre 4mila le società  di persone in più, 8.500 le ditte individuali (di cui quasi la metà  aperte da cittadini immigrati), 1.500 tra consorzi e cooperative.

Al Sud il saldo risulta maggiore in termini assoluti, con 8.763 imprese in più, mentre al Centro si registra l'incremento relativo più elevato (+0,54%).

In tutte le regioni, il trimestre si è chiuso comunque con segno positivo: dalla Lombardia (4.839 imprese in più all'appello), al Molise (108).

Così come anche a livello settoriale tutte le attività , ad eccezione dell'industria estrattiva (-22 unità ), fanno registrare un'espansione della propria base imprenditoriale.

Dopo l'accelerazione registrata sul finire del 2008, quando il numero delle aperture di nuove procedure fallimentari era cresciuto del 23% rispetto a un anno prima, nel trimestre da poco terminato si registra una sostanziale stabilità  nel numero di imprese che sono state costrette a portare i libri in tribunale: 2.750 contro le 2.626 del periodo gennaio-marzo.

Su base mensile, tra aprile e giugno le nuove procedure fallimentari si sono attestate su una media di circa 30 al giorno, a fronte di un valore medio di 22 nello stesso periodo del 2008 e di 21 nel 2007.

Su base trimestrale, l'andamento delle nuove procedure fallimentari in rapporto allo stock delle imprese esistenti a fine periodo segnala una lieve accentuazione nell'ultimo trimestre, passando da 43 a 45 imprese che avviano tali procedure ogni 1.000 imprese registrate.

In occasione del suo discorso d'insediamento al vertice dell'associazione delle Camere do commercio d'Italia, Ferruccio Dardanello, neo-Presidente di Unioncamere ha sottolineato che “Gli italiani hanno un fortissimo bisogno di ritrovare la fiducia, perché senza fiducia non c'è domani. Se tanti di loro, pure in questi mesi difficili, hanno scelto di fare impresa è segno che questo Paese è convinto di farcela ancora una volta”.

“Di fronte a questi segni concreti” – ha aggiunto Dardanello – “è dovere delle istituzioni rispondere con altrettanta fiducia nell'impresa e in chi la sostiene e promuove, come le Camere di commercio. I recenti provvedimenti del Governo segnano il passaggio a una nuova fase di interventi, con cui anziché limitarsi a giocare in difesa si torna all'attacco, sostenendo chi fa impresa e chi vi lavora. Senza dimenticare chi il lavoro lo deve ritrovare. E' un passaggio fondamentale verso un'uscita dalla crisi che molte piccole e medie imprese già  intravedono. Dobbiamo accelerare il passo e rendere concreti sul territorio gli interventi prefigurati dai provvedimenti governativi, sfruttando ancora di più le potenzialità  messe a disposizione dalla rete delle Camere di commercio”.