Condono fiscale tombale per le Rinnovabili: sì o no?

di Alessandro Vinciarelli

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Nuova proposta di condono fiscale tombale legato alle energie rinnovabili: favorevoli e contrari si scontrano sugli impianti fotovoltaici costruiti con irregolarità giudiziarie e amministrative.

Ancora contrasti sul condono fiscale, questa volta legato al tema delle energie rinnovabili: la nuova proposta del ministro delle Politiche Agricole, Saverio Romano, secondo quanto riportato da indiscrezioni di stampa prevede una sorta di condono soft su irregolarità fiscali legate alla realizzazione di impianti di produzione energetica come emendamento proposto al Decreto Legge Sviluppo.

La proposta di condono fiscale prevede una sanatoria tombale di tipo amministrativo e penale, ossia che riguarderebbe sia gli illeciti sui permessi per reati edilizi che per vincoli paesaggistici e ambientali.

Il condono tombale per impianti da Rinnovabili proposto come emendamento al DL Sviluppo da Romano prevede, come agevolazione, una tariffa di 10 euro a kW per sanare le irregolarità riguardanti gli impianti abusivi, costruiti senza autorizzazionemaxi-sanatoria per impianti fotovoltaici a terra di piccole e medie dimensioni.

Sullo sfondo, tuttavia, resta il parere negativo dell’opposizione a qualunque forma di condono fiscale che non vede motivi plausibili per emendamenti del genere da inserire nel decreto sviluppo. La legalizzazione di impianti irregolari non aiuta a raggiungere gli obiettivi Europei sulle fonti rinnovabili, in quanto, ad esempio nel Fotovoltaico sono già stati superati.

I detrattori del condono fiscale in materia di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili ricordano che, in questo contesto, andrebbe valutato anche l’impatto ambientale e gli aspetti di controllo del territorio, piuttosto che limitarsi a ricercare ovunque risorse economiche per coprire buchi creati in altri settori.

Assosolare si è pubblicamente espressa sulla proposta di condono fiscale in materia di Rinnovabili, condannando la proposta facente capo al Ministero delle Politiche Agricole: «ci chiediamo come sia possibile condonare le illegalità, soprattutto in un comparto come quello delle Rinnovabili che avrebbe tanto bisogno di politiche di sviluppo a medio e lungo termine ad oggi assenti e non invece di scorciatoie che fanno male al settore e al Paese. […] Invece di favorire i furbi, auspichiamo che si acceleri sulla strategia energetica nazionale in cui ci auguriamo che le rinnovabili avranno un ruolo di primo piano.»

Confindustria ANIE si è detta ugualmente contraria ad ogni forma di condono fiscale tombale per le rinnovabili: «un simile provvedimento si pone in netto contrasto con la certezza normativa che gli operatori industriali auspicano nella conduzione del business. L’industria delle rinnovabili, che sta assumendo un peso importante nelle dinamiche energetiche del nostro Paese, chiede regole certe e non passibili di mutamenti a seguito di interventi estemporanei. […] Legalizzare le frodi non significa stimolare il mercato.»

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