Decreto Rinnovabili: prosposte Gifi/Anie di modifiche

di Noemi Ricci

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Gifi/ANIE ha presentato in Senato le sue proposte di modifica alla bozza del Decreto Rinnovabili in discussione al Parlamento.

Presentate da Gifi/Anie alla X Commissione Industria Commercio e Turismo del Senato le istanze e osservazioni del comparto industriale del Fotovoltaico in merito al Decreto Rinnovabili, in discussione al Parlamento. Le proposte di modifica della bozza del Dl, che recepisce la direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’efficienza energetica e dell’uso delle fonti rinnovabili, si articolano su sei punti elaborati in vista del raggiungimento degli obiettivi Ue 2020.

In primis: non lasciare alle Regioni la facoltà di estendere la procedura abilitativa semplificata ad impianti fino a 1 MW di potenza e di ridimensionare la limitazione di 50 KW per ettaro in aree agricole con una potenza nominale dell’impianto non superiore ad 1 MW. Altrimenti, le aziende agricole potrebbero essere tagliate fuori dalle tariffe incentivanti previste dalla normativa in vigore.

Ma si vuole anche che venga fatto riferimento alla normativa vigente per quanto riguarda il periodo di garanzia dei moduli, che costituisce un aspetto strettamente contrattuale/privato.

Serve inoltre maggiore semplificazione: un unico organismo centrale, l’ENEA, al quale inviare obbligatoriamente i titoli di qualificazione degli installatori, e un unico portale informatico nazionale per reperirli.

Altro punto fondamentale della proposta è la richiesta di un riconoscimento della remunerazione del capitale investito ai distributori di energia elettrica anche per gli interventi di sviluppo fisico della rete nelle “aree critiche”.

Evitare poi che le aste al ribassodel GSE per gli impianti con potenza superiore a 5 MW creino incertezza tra gli operatori del settore.

Per il raggiungimento degli obiettivi comunitari, con in Italia almeno 15 mila MW di potenza installata al 2020, è necessaria una rivalutazione del sistema incentivante. In questo modo verranno anche creati 80 mila posti di lavoro qualificati lungo tutta la filiera a partire già dal 2015.

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