Certificazione ambientale: 2,5 mln di contributi alle PMI

di Carlo Lavalle

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Contributi ministeriali da 2,5 milioni di euro per le PMI che certificano gestione e prestazioni ambientali delle attività aziendali: i requisiti nel Decreto del Ministero dell'Ambiente.

Il Ministero dell’Ambiente mette a disposizione fondi pari a 2,5 milioni di euro per le PMI che hanno deciso di certificare gestione e prestazioni ambientali.

E’ stato infatti pubblicato in Gazzetta Ufficiale (G.U.) il decreto n. 313 del 26/04/2012 contenente nuove disposizioni per la “Promozione dei Sistemi di Gestione Ambientale nelle piccole e medie imprese. Procedura per la concessione di contributi ai sensi dalla Delibera CIPE n. 63 del 02/08/2002”.

Nel decreto ministeriale si evidenziano le modalità di accesso al contributo pubblico ed i termini per la presentazione delle domande da parte delle aziende che abbiano ottenuto la registrazione EMAS o la certificazione ai sensi della norma internazionale UNI EN ISO 14001 a partire dalla data di pubblicazione nella G.U. del decreto n. 2230 del 7 maggio 2003.

Una volta verificati i requisiti di legge alle imprese verrà concesso un rimborso spese anche retroattivo.

L’ampliamento delle categorie economiche ammissibili alle agevolazioni per promuovere ulteriormente l’eccellenza ambientale dei sistemi produttivi rappresenta la novità più importante introdotta dalla recente normativa rispetto alla precedente disciplina.

I contributi, che non potranno godere di altre agevolazioni da fonte regionale statale e comunitaria, saranno disposti per una sola delle seguenti tipologie di intervento :

  1. verifica e registrazione dell’organizzazione ai sensi del regolamento EMAS;
  2. certificazione del Sistema di Gestione Ambientale ai sensi della norma internazionale UNI EN ISO 14001;
  3. verifica e registrazione EMAS di organizzazioni già certificate ai sensi della norma internazionale UNI EN ISO 14001.

Le spese ammissibili ai fini dell’erogazione del contributo – che devono essere regolarmente quietanzate e derivanti da specifici contratti sottoscritti dalle parti – sono quelle per consulenza qualificata, per l’ente di verifica e certificazione, per la realizzazione delle indagini finalizzate all’analisi ambientale iniziale, per la formazione specifica, per la comunicazione ambientale.

Per i contributi, versati in conto capitale e fino a esaurimento dei fondi, è prevista una entità e ripartizione a seconda della tipologia di intervento con un massimo di spesa rimborsabile anche in termini percentuali.

Le domande con il corredo di documentazione originale possono essere inoltrate al Ministero dell’Ambiente a cominciare dal giorno successivo alla pubblicazione del decreto in G.U. venendo esaminate nel rispetto dell’ordine cronologico di spedizione.

Le PMI dovranno possedere i requisiti richiesti in modo continuativo dalla data di domanda fino al ricevimento del contributo e la loro eventuale perdita in itinere (ad esempio per cessazione attività, avvio di procedure fallimentari, trasferimento sede legale in altra provincia o cancellazione dell’impresa) non consentirà di mantenere quanto riconosciuto.