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Quinto Conto Energia: le proposte di modifica

di Francesca Vinciarelli

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Riguardo al Quinto Conto Energia ANTER e IFI propongono di innalzare il tetto dei requisiti di potenza per gli impianti fotovoltaici obbligati ad iscriversi al registro nazionale del GSE per richiedere l'incentivo: il dettaglio delle proposte.

Dopo essere scese in piazza per protestare contro i tagli agli incentivi alle fonti rinnovabili e al Fotovoltaico (Quinto Conto Energia) le imprese del settore si sono ritrovate agli Stati Generali delle Rinnovabili e dell’Efficienza Energetica, per tradurre le proteste in proposte per il Governo.

Per il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera  bisogna ridurre gli incentivi alle Rinnovabili e far scendere i costi delle bollette energia di consumatori e imprese, potenziando lo sviluppo dei giacimenti italiani di gas e petrolio.

E anche l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (AEEG) conferma che gli incentivi al Fotovoltaico e alle altre fonti rinnovabili hanno per il 90% gravano sulle bollette di imprese e famiglie, ovvero sulla componente A3 della bolletta.

 

Le proposte IFI

Per il Comitato IFI (Industrie Fotovoltaiche Italiane), la soluzione per salvare le imprese della filiera, ossia le aziende che producono celle e moduli fotovoltaici, si articola in tre punti:

  1. mantenimento del premio Made in Europe ossia del bonus di 5 centesimi di euro/KWh per impianti realizzati all’80% con componenti nazionali ed europee);
  2. promozione dell’innovazione proponendo un ulteriore bonus di 10 centesimi di euro/KWh per impianti innovativi realizzati investendo in produzioni all’80% nella UE);
  3. esenzione dal registro nazionale del GSE per impianti di potenza inferiore ai 200 KWp, realizzati dalla PA e  su edifici industriali o commerciali per l’autoconsumo.

In pratica IFI chiede che il tetto venga portato a 200 kW e che venga reintrodotto il premio per gli impianti realizzati con i pannelli solari di produzione europea, nonché prevedere un meccanismo premiante per gli impianti realizzati con caratteristiche tecnologiche innovative.

Per il presidente di IFI, Alessandro Cremonesi, è «impressionante» il dato che rivela come «i produttori italiani si sono dotati di una capacità produttiva di circa 1,5 GW e che dei circa 6 GW installati nel 2011, solamente 400 MW provengono da industrie Made in Italy» visto «che le aziende extra-europee hanno beneficiato degli incentivi messi a disposizione dal Governo italiano».

Cremonesi ricorda che «stiamo comunque parlando di un comparto produttivo, quello della produzione di celle e moduli fotovoltaici, che genera occupazione per oltre 2.000 addetti» e lancia l’allarme al Governo: tutti lavoratori e aziende «messi a rischio se non si provvederà ad inserire nel Decreto Quinto Conto Energia misure sostenibili per gli operatori e le imprese che, mi preme ricordare, hanno operato negli ultimi cinque anni circa 1 miliardo di investimenti in risorse capitali e occupazionali».

Le proposte ANTER

Anche ANTER propone la revisione dei requisiti di potenza a partire dai quali è obbligatoria l’iscrizione al registro, che con il nuovo decreto viene richiesta per impianti fotovoltaici di potenza superiore ai 12 kW, è necessaria per poter richiedere gli incentivi e prevede un costo pari a 5 €/kWp che non verrà rimborsato qualora non si venga ammessi all’incentivo.

ANTER  chiede alla Conferenza Stato-Regioni di innalzare il tetto della potenza fino a 20kWp.

Le imprese mirano anche a mantenere garantiti gli attuali livelli occupazionali ed economici offerti dal business del Fotovoltaico; per questo, ANTER richiede che per il Quinto Conto Energia venga posticipata l’entrata in vigore al 1° gennaio 2013.

 Fonte: GreenStyle.it