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Energie rinnovabili: niente accordo su incentivi

di Noemi Ricci

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Per il ministro dell’Ambiente Clini la Green Economy è parte integrante dell’economia: focus su fonti rinnovabili, riuso e sostenibilità, per incentivi a Rinnovabili e Quinto Conto Energia per il Fotovoltaico accordo lontano.

L’intesa sugli incentivi alle rinnovabili tra ministero dell’Ambiente e Ministero delle Sviluppo Economico è ben lontano dal realizzarsi: a rivelarlo è il ministro dell’Ambiente Corrado Clini durante la conferenza di Roma dal titolo “La Green Economy per affrontare la crisi” promosso dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile.

Dunque, per ora niente accordo con il MiSE.

Un incontro durante il quale Clini ha voluto esprimere il suo punto di vista sulla Green Economy italiana: secondo il Ministro, starebbe pagando lo scotto delle distorsioni sul fotovoltaico operate dal precedente Governo: «siamo arrivati ad un valore di incentivi pari a 6 miliardi di euro» e ora devono essere rivisti, come prevedeva la normativa, una volta giunti a questa quota.

INCENTIVI GREEN

«Il confronto è complicato», ha spiegato Clini, perché da una parte c’è un approccio che vede la misura incentivante come un costo – che quindi necessita di una copertura finanziaria – e dall’altra c’è invece un modo di vedere gli incentivi come un motore dell’economia positiva.

E qui il ministro ha portato l’esempio dei bonus per la riqualificazione energetica del 55%: un vantaggio per le entrate pubbliche e anche per l’economia reale che si muove e genera occupazione. Stessa cosa per le emergenze legate agli eventi climatici estremi: riparare i danni costa più che investire per prevenirli.

FOTOVOLTAICO

Nessuna rivelazione riguardo l’arrivo del Quinto Conto Energia, ma il Governo sembra che ci stia lavorando. In generale, per le fonti rinnovabili sono stati previsti circa 5 miliardi di euro, «di cui 3 sono già coperti dagli incentivi esistenti, restano 2 miliardi sui quali lavorare».

Il ministro però avvisa per non cadere negli stessi errori «dobbiamo ragionare diversamente da quanto fatto con il fotovoltaico», in più non bisogna solo pensare a rispettare i vincoli imposti dall’UE, l’obiettivo deve essere quello della competitività.

EOLICO

Anche sulla questione della mancanza di un decreto attuativo e del problema delle aste per il settore eolico, il ministro ha detto di non poter fare ancora alcuna previsione.

RIFIUTI

In merito al settore dei rifiuti Clini sottolinea l’importanza di riportare il ciclo dei rifiuti all’interno del ciclo economico e quindi di smettere di vedere il riciclo come un costo.

PETROLIO

Ancora una volta il ministro dell’Ambiente pone l’accento sulla competitività, che è il nodo centrale anche riguardo al tema del petrolio. Il problema, dice, non sono tanto i costi quanto invece la competitività, bisogna capire quali sono le linee di investimento forti a livello internazionale e puntare su quelle.

RICICLO

Anche sul fronte del riciclo c’è bisogno di mettere in moto il sistema produttivo, investire nella sensibilizzazione senza che ci sia una industria di supporto significa buttare quei soldi, ravvisa Clini.

SOSTENIBILITA

In conclusione bisogna tenere presente i sette punti del “Manifesto per un futuro sostenibile dell’Italia”:

  1. All’Italia serve una nuova strategia energetica basata su un incisivo programma di misure per l’efficienza e il risparmio di energia;
  2. L’Italia può ancora collocarsi fra i leader mondiali delle energie rinnovabili;
  3. L’Italia deve diventare un campione mondiale dell’uso efficiente delle risorse e del riciclo;
  4. L’Italia deve meglio tutelare e meglio valorizzare il suo patrimonio culturale e naturale che è fra i più ricchi e importanti del mondo;
  5. L’Italia deve puntare su un’elevata qualità ecologica e una nuova sobrietà;
  6. L’Italia deve rilanciare il protagonismo delle sue città, grandi e piccole;
  7. All’Italia serve maggiore consapevolezza e capacità di individuare un percorso di cambiamento e di sviluppo.

STATI GENERALI DELLA GREEN ECONOMY

Al termine della conferenza, Corrado Clini lanciato una proposta, approvata a gran voce: «vediamo di organizzare una sorta di Stati Generali della Green Economy». Questa, insiste, è una parte importante dell’economia reale che non si deve porre sulla difensiva, ma in maniera aggressiva sì.