Fusione fredda E-Cat: prospettive per le aziende

di Silvana Santo

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Il reattore a freddo di Andrea Rossi promette approvvigionamento energetico pulito e a basso costo: focus su una declinazione del made in Italy in potenziale concorrenza con le Rinnovabili.

Si chiama E-Cat (Energy Catalyzer) una delle più controverse novità del made in Italy nel settore dell’autoproduzione di energia pulita.
Lanciato dall’imprenditore italiano Andrea Rossi (Leonardo Corporation), il dispositivo consente – stando alle promesse del suo ideatore – di produrre energia sfruttando un procedimento simile alla fusione fredda, noto come LENR (Low Energy Nuclear Reaction).

=>Confronta con le Rinnovabili

In base a quanto sostiene Rossi (finora nessuno ha potuto verificare), nell’E-Cat non avviene alcuna combustione ma una fusione di nichel e idrogeno che libera calore, con perfomance COP 6: l’energia prodotta è sei volte quella immessa.

La reazione è accelerata da un catalizzatore energetico ideato dallo stesso Rossi, di cui nessuno conosce la natura. Il processo avverrebbe in presenza di radiazioni gamma con rilascio di neutroni, ma la schermatura del reattore impedirebbe la fuoriuscita di radiazioni.

Si tratta di un processo molto efficiente (100.000 volte più di qualsiasi processo di combustione conosciuto), con funzionamento analizzato da due studi indipendenti eseguiti a dicembre 2012 e marzo 2013: in termini di produzione energetica, i test (Università di Bologna e Università di Uppsala) collocano l’E-Cat a metà tra un reattore chimico e uno nucleare.

Ma quali sono le prospettive per le imprese? Il prodotto è stato inizialmente concepito per le utenze domestiche, ma poi ne è stata progettata anche una versione industriale da 1 Megawatt.

Si tratta di una centrale termica che funziona attraverso una normale presa d’acqua o di vapore. Contiene106 E-Cat più piccoli montati in un container e può essere accoppiata a un circuito ad alta pressione per il riscaldamento locale o distrettuale.

Il lancio sul mercato non è ancora avvenuto, ma il licenziatario dell’E-Cat per il Nord Europa, la Hydro Fusion,  sta cercando un’azienda pilota disposta a installare la centrale, precisando che, a carico del pilot customer, ci sarà solo l’energia prodotta.

L’installazione del reattore pilota dovrebbe avvenire verso fine autunno 2013 e permetterà ad altri imprenditori e potenziali clienti di vedere l’E-Cat da 1 MW in funzione.

Per ora si tratta solo di anticipazioni commerciali ma, se il “reattore a freddo” di Andrea Rossi dovesse mantenere le promesse, potrebbe rappresentare una garanzia di approvvigionamento energetico relativamente a basso costo per le famiglie, se non addirittura una svolta per la fornitura di energia capace di fare concorrenza alle Rinnovabili.

Per approfondimenti: E-Cat su GreenStyle

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