Risparmio energetico: le aziende trascurano la Direttiva UE

di Tullio Matteo Fanti

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La Direttiva UE 20-20-20, volta a promuovere la produzione di energia rinnovabile ed il risparmio energetico al fine di ridurre le emissioni di gas serra entro il 2020 – impone scelte strategiche anche a carico delle aziende.

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Come hanno reagito le imprese europee dinanzi ai nuovi indirizzi? Hanno adottato interventi particolari? E soprattutto, ne sono tutte a conoscenza?

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Uno studio realizzato da Emerson Network Power e condotto su 341 professionisti IT in tutta Europa a cercato di fare luce sulla questione.

Si è scoperto così che oltre la metà  dei partecipanti al sondaggio (57%) sono a conoscenza della Direttiva ma solo il 22% dei professionisti IT ne comprende la portata, consapevole della sua natura e di cosa comporta.
E solo il 21% ha adottato iniziative per uniformarsi ai requisiti.

Questi gli obiettivi UE:

  • riduzione emissioni gas serra del 20% rispetto ai livelli del 1990;
  • generazione del 20% di energia consumata mediante fonti rinnovabili;
  • riduzione del 20% dell'uso di energia primaria rispetto ai livelli proiettati.

Il 36% dei professionisti IT, pur essendone a conoscenza non ha ancora fatto nulla, mentre il 63% di coloro che ne sono consapevoli esprime preoccupazione per l'effetto che la direttiva avrà  sull'attività  del data center.

Al momento, nonostante la conoscenza degli obiettivi, la maggior parte del campione (57%) non sembra avere alcun piano in merito alla direttiva. Il 25% prevede un intervento nel corso del prossimo anno, il 10% entro i prossimi 3 anni, con un 8% che intendere prendere provvedimenti ancora più il là  nel tempo.

L’elettricità  impiegata nei data center contribuisce in modo sostanziale al consumo energetico, e benché manchino ancora 8 anni alla scadenza i professionisti IT dovrebbero agire il prima possibile dotandosi di apparecchiature più efficienti e aumentandone il monitoraggio.

Leggi la direttiva e la sintesi dello studio