Prestiti e mutui: in calo le erogazioni

di Francesca Vinciarelli

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Continua a calare l'importo erogato di prestiti e mutui in Italia nel 2013: i dati delle rilevazioni Crif Decision Solutions.

Non si placa la crisi dei prestiti e dei mutui per imprese e famiglie in Italia, secondo le rilevazioni di Crif Decision Solutions l’importo erogato è ulteriormente calato nel corso del 2013.

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Importi medi

Per i mutui ipotecari l’importo medio è stato pari a 141.254 euro, pari al -3,5% rispetto al 2012, per i prestiti personali la flessione è pari al -3,8%, per un importo medio di 12.185 euro, mentre per i prestiti finalizzati il calo è stato del -2,7%, con un importo medio pari a 3.979 euro.

Crisi economica e del lavoro

A motivare il trend fortemente negativo c’è la forte debolezza della domanda interna, soprattutto per quanto riguarda le forme tecniche del credito al consumo e dei mutui immobiliari. Va poi considerata la continua crisi del mondo del lavoro, con un tasso di disoccupazione è continuato a crescere. Infatti, nonostante il 2013 si sia chiuso con segnali incoraggianti, l’anno è stato caratterizzato dal perdurare della crisi economica e da un quadro economico ancora fragile.

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Tassi di interesse

A scoraggiare la domanda sono stati soprattutto i tassi di interesse che durante l’anno sono rimasti elevati, anche se hanno fatto registrare un lieve calo. Più in particolare a fine 2013 il tasso medio di interesse sui mutui era del 3,4% circa, ben al di sopra della media europea così come i tassi relativi al credito al consumo (circa al 7,8%).

Comportamenti di spesa

In generare si osserva sostanzialmente un atteggiamento attendista e prudente, a fronte delle incertezze dell’economia e del mercato del lavoro. Sono stati così posticipati gli investimenti sulla casa e gli acquisti di beni e servizi, soprattutto se di importo più consistente o considerati non strettamente indispensabili, producendo così anche una contrazione degli importi medi richiesti agli Istituti bancari e ad un allungamento dei piani di rimborso. D’altra parte anche gli operatori hanno puntato alla cautela e a criteri di forte selettività, sia per le tensioni sui livelli di rischio di credito che per la necessità di salvaguardare la redditività e gli attivi bancari.

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Daniela Bastianelli, senior analyst di Crif Decision Solutions, ha spiegato che

“confrontando l’andamento degli importi medi registrati negli anni, a partire dal 2007 attraverso gli anni recenti di crisi dell’economia italiana  si evidenzia una contrazione davvero importante per i prestiti finalizzati (-35% nel 2013 rispetto al 2007). Tale dinamica risponde a comportamenti di spesa più oculati e destinati a prodotti di importo più contenuto. Le variazioni negative degli importi medi per i prestiti personali e i mutui immobiliari risultano decisamente meno marcate, comunque al di sotto del 10% anche se si considerano i livelli massimi raggiunti in questi anni nelle diverse forme tecniche”.

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