Accesso al credito e imprese: lenta ripresa

di Francesca Vinciarelli

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Osservatorio Confcommercio: lieve miglioramento nell'accesso al credito delle imprese del Terziario nel 2° trimestre 2012, con segnali di inversione di tendenza che fanno ben sperare.

Migliora l’accesso al credito delle imprese nel secondo trimestre del 2012, e non solo per quanto riguarda le richieste. Lo rivela l’Osservatorio sul credito di Confcommercio, realizzato in collaborazione con Format Ricerche: il 20,8% delle imprese del Terziario ha richiesto un finanziamento bancario (+10% su base trimestrale).

Tra le richieste di accesso al credito, il 38,5% ha avuto esito positivo, ottenendo un credito pari o superiore rispetto a quanto richiesto, contro il 34,2% del 1° trimestre 2012 (+11,16%); il 24,2% ha ottenuto un prestito bancario, ma con un importo minore rispetto a quanto richiesto; l’11,7% delle domande hanno avuto un esito negativo.

Sommando questi ultimi due casi, quello in cui si è ricevuta una somma minore e quello in cui il credito è stato negato, si ottiene la cosiddetta “area di irrigidimento”, che risulta ristretta rispetto allo scorso trimestre: 35,9% contro il vecchio 36,9% (-2,7%).

C’è poi un 13,8% di imprese che si dichiara intenzionato a presentare domanda di finanziamento ad una banca entro nel 3° trimestre.

Il 59,8% delle imprese del Terziario che hanno presentato richiesta di accesso al credito ad un istituto bancario lo ha fatto per problemi di liquidità o cassa, il 39,3% per necessità di investire e lo 0,8% per la ristrutturazione di debiti aziendali.

L’aumento dell’accesso al credito, e ancora di più la crescita del numero di imprese che ne fanno richiesta, denota una certa difficoltà delle imprese del settore, oltre metà (65%) non riesce a far fronte al proprio fabbisogno finanziario. Il 35,7% dichiara di riuscire a coprire il proprio fabbisogno finanziario senza difficoltà, mentre per il 57,5% risulta estremamente problematico e il 6,8% ha dichiarato di non ci riuscirci affatto.

Migliora però, anche se lievemente, la percezione del costo del finanziamento, della durata temporale del credito e delle garanzie richieste.

«Si tratta di segnali ancora timidi nel contesto di grande rallentamento e difficoltà», precisa Confcommercio, quindi «per verificare l’inizio di una reale ed effettiva inversione di tendenza» sarà necessario attendere i dati dei prossimi mesi.

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