SACE: Garanzie per l’internazionalizzazione delle Pmi

di Ermanno Cece

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Tutti gli accordi siglati dal gruppo SACE per offrire garanzie sui prestiti alle imprese italiane che vogliono internazionalizzarsi

SACE rilascia garanzie su finanziamenti erogati dalle banche alle imprese italiane che sviluppano progetti di internazionalizzazione o attività di esportazione, fornendo i seguenti prodotti.

Garanzie finanziarie su investimenti all’estero: coprono i prestiti connessi ad operazioni di investimento all’estero e permettono un più semplice accesso al credito per imprese italiane e collegate estere che intendono effettuare investimenti come joint venture, fusioni ed acquisizioni ed aumenti di capitale in società estere, realizzazione di insediamenti produttivi.

Garanzie finanziarie su capitale circolante: coprono i finanziamenti realizzati da imprese italiane, direttamente o tramite loro controllate o collegate estere, per approntare forniture destinate all ‘ esportazione o all’esecuzione di lavori all’estero.

Garanzie per l’internazionalizzazione: coprono i finanziamenti erogati per attività d’internazionalizzazione delle Pmi italiane.

Avendo la propria base giuridica nella Legge 80/2005 (conversione in legge del Decreto Legge 14 marzo 2005, n. 35 – Decreto Compettività), la Garanzia per l’internazionalizzazione delle Pmi è concessa a imprese italiane impegnate nella realizzazione di investimenti diretti (joint venture, fusioni e acquisizioni, partnership) o indiretti, o in attività di ricerca e sviluppo, rinnovo e potenziamento di impianti e macchinari, tutela di marchi e brevetti, partecipazione a fiere internazionali e spese promozionali in paesi esteri.

Possono accedervi società di capitali con fatturato non superiore a 250 milioni di euro, che abbiano sede legale, direzione commerciale, attività di ricerca e sviluppo e una parte sostanziale delle attività produttive in Italia ma che realizzino almeno il 10% del fatturato complessivo tramite attività all’estero.

Di contro, la garanzia non è concessa per pure attività di Import-Export, avendo l’obiettivo di favorire i processi di internazionalizzazione (dalla promozione attraverso la partecipazione a mostre e fiere a forme più complesse di penetrazione sui mercati esteri).

La copertura, concessa alle banche (italiana o estere) e ai consorzi fidi sul rischio del credito relativo al mancato rimborso da parte delle imprese finanziate, può avere una durata compresa fra i 3 e i 6 anni, con valutazione eseguita caso per caso, fino ad un massimo del 70% del prestito erogato.

Attraverso l’intervento di SACE le aziende hanno l’opportunità di accedere a ulteriori finanziamenti chirografari che, non incidendo sulle linee di credito esistenti, si sostanziano in maggiori risorse da utilizzare per realizzare i propri progetti.

Per la banca finanziatrice, i vantaggi sono rappresentati dalla copertura dal rischio di mancato rimborso del prestito erogato per la quota garantita da SACE, nella ponderazione pari a zero nel calcolo dei coefficienti patrimoniali previsti dall’accordo di Basilea 2 (sempre per la parte garantita), fattore che si traduce nei minor costi da sostenere per l’accantonamento del capitale minimo richiesto e, di conseguenza, nella possibilità di liberare risorse per impieghi ulteriori.

L’attuazione di questo intervento è garantito da accordi di collaborazione che SACE stipula con le singole banche. Dal 2005 ad oggi, già diversi gruppi e singoli istituti di credito hanno aderito e stipulato convenzioni apposite. Tra queste, Banca Hypo Alpe Adria, Banca Monte Parma, Banca Popolare di Milano, Banca Popolare di Sondrio, Banca Popolare Friuladria, Banca Sella, BNL, BPER, Cariparma, Credem, Deutsche Bank, Iccrea Banca, MPS, Unicredit Banca d’Impresa, ed Unibanca.

Nei giorni scorsi, SACE ha rinnovato alcuni di questi accordi. Con il Gruppo Banca Sella è stato rilanciato Sella Export che, con un nuovo plafond di 20 milioni di euro, concederà prestiti per contribuire a sostenere l’internazionalizzazione delle imprese italiane e la tutela del Made in Italy nel mondo.

Il finanziamento consiste in un mutuo della durata massima di otto anni, per importi compresi tra 100 mila e 1,5 milioni di euro, con tasso d’interesse pari all’Euribor a tre mesi più uno spread differenziato in base al rating e alla durata del finanziamento. Operativamente, sono finanziabili anche spese per la riqualificazione ed il rinnovo degli impianti e dei macchinari e per la realizzazione di impianti per la produzione di energia alternativa.

Con il Gruppo Banco Popolare, SACE ha rinnovato un significativo accordo, che mette a disposizione delle imprese clienti delle banche del Gruppo (Banca Popolare di Verona – S.Geminiano e S.Prospero, Banca Popolare di Novara, Credito Bergamasco, Banca Popolare di Lodi, Banca Popolare di Crema, Banca Popolare di Cremona, Banca Caripe, Cassa di Risparmio di Lucca Pisa e Livorno) un plafond complessivo di 200 milioni di euro.

I finanziamenti di durata da 42 a 96 mesi (in concomitanza con eventuale intervento agevolativo della Simest a valere sulla L. 100) godranno della garanzia di SACE fino al 70% dell’importo erogato. Anche in questo caso, si tratta del rinnovo di uno strumento già utilizzato e denominato J.E.T. (Joint Export Target).

In questa fase sarà promosso in Italia e all’estero attraverso la rete domestica degli Specialisti, i Desk internazionali dedicati (Cina, India e Russia), gli uffici di rappresentanza (Pechino, Shanghai, Hong Kong, Mumbai, Mosca), le filiali di Londra e Lugano e le banche estere del Gruppo.

Nello scorso mese di maggio, infine, sono stati siglati altri due accordi con Banca Popolare di Vicenza, che mettono a disposizione: 50 milioni di euro per attività di internazionalizzazione per l’erogazione di linee di credito comprese tra 100mila e 2,5 milioni di euro con durata prevista di 5/7 anni; 20 milioni di euro per esigenze di capitale circolante volte all’approntamento di beni e servizi o esecuzione di lavori all’estero con rimborsi previsti entro 6/18 mesi.

Hanno aderito anche Cariprato e Banca Nuova, i due Istituti di credito appartenenti al Gruppo Banca Popolare di Vicenza.

All’inizio del 2010, infine, segnaliamo che era stata la volta di CREDEM, con cui SACE ha siglato un accordo da 10 milioni euro.

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