Ddl sovraindebitamento: requisiti e procedura

di Francesca Vinciarelli

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Requisiti e modalità per usufruire del concordato per la ristrutturazione dei debiti in caso di crisi da sovraindebitamento, possibilità concessa a famiglie, microimprese e Pmi.

Il sovraindebitamento viene definito come «una situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, nonché la definitiva incapacità del debitore di adempiere regolarmente le proprie obbligazioni».

Il Governo ha approvato un nuovo disegno di legge che estende i vantaggi del concordato per la ristrutturazione dei debiti anche ai consumatori. Fondamentalmente si tratta di una rivisitazione della legge 27 gennaio 2012, n. 3 in tema di crisi da sovraindebitamento da parte di Pmi e imprenditori.

Per colpa del perdurare della crisi economica, infatti, imprese e famiglie fanno sempre più fatica a far fronte con il proprio patrimonio e le proprie risorse agli impegni presi e ad essere regolari nei pagamenti.

Requisiti

Possono beneficiare del fallimento civile e quindi onorare le obbligazioni contratte con la composizione della crisi da sovraindebitamento le famiglie, le microimprese e le Pmi.

L’ultima versione del disegno di legge di modifica della legge 27 gennaio 2012, n. 3 approvato estende la procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento anche ai consumatori, ovvero le persone fisiche indebitate per scopi diversi da quelli imprenditoriali o professionali. C’è però un vincolo: questi devono essere soggetti non fallibili, ovvero per essi non deve essere già prevista la specifica procedura fallimentare.

In più il consumatore deve essere meritevole sia con riferimento alle condotte passate che all’adempimento delle obbligazioni assunte con l’accordo raggiunto con i suoi creditori.

La procedura

Per avviare la procedura è necessario presentare un piano da presentare ai creditori e da sottomettere all’omologazione dell’autorità giudiziaria, che verrà valutata (anche da parte dei creditori) sia in base alla convenienza economica del piano stesso che della meritevolezza del richiedente.

Questo dovrà ovviamente fornire tutta la documentazione necessaria a ricostruire la propria posizione economica e patrimoniale.

Una volta che il debitore viene ritenuto meritevole ed il piano di rientro del debitore viene approvato, la proposta diventerà vincolante anche per i creditori che non vi hanno aderito.

Il tribunale presso il quale deve essere depositata la proposta, che può essere redatta anche avvalendosi della consulenza di un professionista, è quello di riferimento in base al proprio luogo di residenza.