La Manovra 2026 sembra confermare a tutti gli effetti il ritorno dell’iper-ammortamento, l’agevolazione fiscale sui beni strumentali tramite cui il Governo ha deciso di finanziare gli investimenti delle imprese al posto del crediti d’imposta.
L’articolo n. 94 del disegno di Legge di Bilancio, infatti, prevede un abbattimento fiscale potenziato dei costi sostenuti dai titolari di reddito d’impresa per i beni materiali e immateriali interconnessi ai sistemi aziendali di produzione o alle reti di fornitura, destinati alle strutture produttive presenti sul territorio dello Stato; ammissibili anche gli impianti per autoproduzione e autoconsumo di energia rinnovabile e sistemi di stoccaggio
L’agevolazione si basa su precisi requisiti e varia di intensità (da un minimo del 50% ad un massimo del 220%) sulla base della tipologia di investimento effettuato, prevedendo maggiorazioni per gli investimenti finalizzati alla realizzazione di obiettivi di transizione ecologica, con riferimento alla riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva non inferiore al 33% o alla riduzione dei consumi energetici dei processi non inferiore al 5%.
Gli investimenti agevolabili con il nuovo meccanismo sono quelli che vanno dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026 ma potranno rientrarvi anche le spese sostenute fino al 30 giugno 2027 con acconti minimi del 20% versato entro fine 2026. La spesa minima è tuttavia ingente: si va da un minimo di 2,5 milioni di euro (con incentivo massimo del 180% per i beni 4.0 oppure del 220% se si ottiene contestualmente anche un risparmio energetico di almeno il 3-5% della struttura-processo).
L’accesso al nuovo iper-ammortamento prevede infine l’obbligo di inviare specifiche comunicazioni al GSE, a pena la mancata erogazione del beneficio.