Investimenti delle imprese: fari puntati sul nuovo superammortamento 2026

di Teresa Barone

28 Ottobre 2025 12:06

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Nel 2026 torna il superammortamento per sostenere gli investimenti delle imprese ma per le PMI i benefici potrebbero essere limitati.

Nella prossima Manovra sarà inserito un pacchetto di misure volte a sostenere lo sviluppo delle imprese, stanziando nuove risorse per i loro investimenti, con il ritorno del superammortamento, a cui il Governo riserva 4 miliardi di euro.

Si tratta di uno strumento di natura fiscale che andrà a sostituire i crediti d’imposta 4.0 e 5.0 (che potranno essere applicati solo per gli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2025), al fine di incentivare e favorire la transizione digitale ed ecologica.

Stando al testo depositato in Parlamento dello schema di Legge di Bilancio, il super-ammortamento riguarderà gli investimenti effettuati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026, prevedendo anche l’estensione fino al 30 giugno 2027 a patto che sia stato accettato l’ordine e versato un acconto almeno pari al 20% entro la fine del prossimo anno.

Per quanto riguarda le spese agevolabili, sono coinvolte quelle che riguardano:

  • beni materiali e immateriali interconnessi ai sistemi aziendali di produzione o alle reti di fornitura;
  • impianti per autoproduzione e autoconsumo di energia da fonti rinnovabili, compresi i sistemi di stoccaggio.

Per i costi di acquisizione di beni 4.0 (digitali e interconnessi o destinati all’autoproduzione di energia) il super-ammortamento è pari a:

  • 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro,
  • 100% per investimenti tra 2,5 e 10 milioni di euro,
  • 50% per investimenti tra 10 e 20 milioni di euro.

Se l’investimento produce anche un risparmio energetico del 3% nella struttura produttiva o del 5% nel singolo processo si arriva a:

  • 220% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro,
  • 140% per investimenti tra 2,5 e 10 milioni di euro,
  • 90% per investimenti fra 10 e 20 milioni di euro.

A sollevare dubbi sui limiti dello strumento per le piccole e medie imprese del settore industriale è stato il Presidente di CONFAPI, Cristian Camisa, secondo cui:

I dati dimostrano che questa misura è più adatta alle imprese di maggiori dimensioni.

Il credito d’imposta, secondo le valutazioni della confederazione, sarebbe stato invece uno strumento meglio utilizzabile dalle PMI.