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Mutui casa: torna più conveniente il tasso variabile

di Teresa Barone

23 Ottobre 2025 11:03

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Inversione di tendenza per il mercato dei mutui ipotecari: il tasso variabile torna a essere più vantaggioso del fisso, in media di oltre un punto in meno.

I mutui a tasso variabile tornano a essere più vantaggiosi, dopo oltre due anni di predominio del tasso fisso. Confrontando gli scenari caratterizzati da mutui a tasso fisso e a tasso variabile, sul piano dei 15 o dei 30 anni, il risparmio attuale è percepibile a vantaggio di quest’ultimo, caratterizzato da rate più leggere.

La discesa dell’Euribor sta aumentando la competitività dei mutui indicizzati, soprattutto a tasso variabile puro. Per un mutuo di 200mila euro, il TAN medio del tasso fisso si attesta al 3,19%, del variabile puro al 2,30%, del variabile con cap al 2,73%.

Cosa cambia per chi chiede un mutuo oggi

Con l’Euribor a 1 mese intorno all’1,9% e l’IRS a 10 anni inferiore al 2,6%, il mercato dei mutui italiani torna a farsi dunque vivace e competitivo. Ecco gli indici aggiornati al 21 ottobre:

  • Euribor 1 mese in ribasso da 1,931% a 1,904%,
  • Euribor 3 mesi in rialzo da 2,015% a 2,038%,
  • Euribor 6 mesi in rialzo da 2,1% a 2,11%,
  • Euribor 1 anno in rialzo da 2,139% a 2,157%.

Secondo rilevazioni di fine ottobre, i mutui a tasso variabile sono proposti con TAN intorno al 2,2% per durata standard, mentre per un mutuo a tasso fisso si registrano offerte nella fascia del 3%.

Esempio: per un mutuo da 140.000 euro su 20 anni, la rata mensile a tasso variabile è circa 753 euro contro i 793 euro con tasso fisso. Il risparmio è di circa 40 euro al mese e di oltre 9mila euro in 20 anni. La condizione più favorevole risulta la seguente: Euribor 1M + margine (es. +0,40%) per un totale intorno al 2,3% TAEG.

Perché il mutuo variabile conviene adesso

Le ragioni vanno ricercate in tre fattori principali:

  • riduzione Euribor stabilizzato sotto il 2% per la componente breve-termine, grazie alle attese di minore ritmo di rialzo da parte della Banca Centrale Europea (BCE).
  • IRS poco mosso con i tassi swap (che influenzano il fisso) su livelli più elevati rispetto all’Euribor.
  • migliore spread: grazie alle banche che stanno abbassando i margini sui variabili per riconquistare clienti, amplificando il vantaggio.

La proroga fino al 31 dicembre 2027 della disciplina del Fondo di garanzia per la prima casa disposta dalla Manovra 2025 funge peraltro da traino alle offerte di mutuo ipotecario, permettendo la copertura fino all’80% del finanziamento per giovani under 36, famiglie numerose e categorie con ISEE contenuto.

Chi sceglie il tasso variabile dispone di una buona capacità di rimborso e di margine finanziario, beneficia di costi iniziali più bassi ma accetta una maggiore esposizione al rischio. Il tasso fisso assicura invece maggiore stabilità e protezione dalle fluttuazioni future, garantendo costi fissi nel lungo termine.