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Fondo Blockchain, AI e IoT: finanziamenti dal 21 settembre

di Redazione PMI.it

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Nuovi incentivi per progetti fino a 2 milioni di euro su Blockchain, Intelligenza Artificiale e Internet of Things: come funziona e come fare domanda.

Dal prossimo 21 settembre, imprese e centri di ricerca pubblici e privati possono inoltrare al Ministero dello Sviluppo Economico domanda di accesso ai finanziamenti previsti dal Fondo per lo sviluppo di tecnologie e applicazioni di Intelligenza Artificiale (AI), Blockchain e Internet of Things (IoT), istituto dalla Manovra 2019 e su cui sono progressivamente intervenuti i vari provvedimenti di prassi necessari per la sua operatività.

Il Fondo per le tecnologie abilitanti la Transizione 4.0, con dotazione iniziale di 45 milioni di euro, finanzia progetti di ricerca, sviluppo e innovazione funzionali allo sviluppo di tecnologie e applicazioni in ambito AI, Blockchain e IoT, anche attraverso il paradigma del metaverso.

Progetti R&S e innovazione

Modalità di presentazione della domanda, criteri di valutazione e dettagli operativi sono contenti nel decreto direttoriale del MiSE del 23 giugno scorso. Vengono incentivati (tramite finanziamenti agevolati, contributi e ingresso nel capitale) progetti dal valore minimo si 500mila e massimo 2 milioni di euro, che devono prevedere attività di ricerca industriale, sviluppo sperimentale, innovazione dell’organizzazione e di processo, relative alle tecnologie indicate, nei seguenti settori economici e produttivi:

  • industria e manifatturiero,
  • sistema educativo,
  • agroalimentare,
  • salute,
  • ambiente ed infrastrutture,
  • cultura e turismo,
  • logistica e mobilità,
  • sicurezza e tecnologie dell’informazione,
  • aerospazio.

Incentivi a sportello

Le domande si presentano esclusivamente in via telematica, utilizzando la specifica modulistica, a partire dal 21 settembre, dalle 10 alle 18 dal lunedì al venerdì. La procedura è disponibile sul portale di Infratel Italia, dal 14 settembre sarà disponibile una procedura guidata. Lo sportello chiuderà a esaurimento delle risorse finanziarie disponibili, con istruttoria in base all’ordine cronologico di presentazione.

Il sopra citato decreto direttoriale elenca con precisione le tipologie di spese ammesse (per personale, strumentazioni, costi di brevetti, consulenze, costi dei materiali e altre spese strettamente legate al progetto). Il progetto deve essere avviato dopo la domanda di agevolazione ed entro tre mesi dal provvedimento di concessione delle agevolazioni.

Come funziona l’agevolazione

Le agevolazioni possono essere concesse in forma di finanziamento agevolato, contributo in conto impianti, contributo in conto capitale, contributo diretto alla spesa, contributo in conto interessi e partecipazione al capitale di rischio (venture capital). La misura varia a seconda della tipologia di progetto (ricerca industriale, sviluppo sperimentale, ecc.) e delle dimensioni dell’impresa. Ecco il dettaglio:

  • ricerca industriale:
    • 70% delle spese ammissibili per le imprese di micro e piccola dimensione,
    • 60% per le imprese di media dimensione,
    • 50% per le imprese di grande dimensione e per gli Organismi di ricerca;
  • Sviluppo sperimentale:
    • 45% per le imprese di micro e piccola dimensione,
    • 35% per le imprese di media dimensione,
    • 25% per le imprese di grande dimensione e per gli Organismi di ricerca;
  • Innovazione di processo e organizzazione:
    • 50% dei costi ammissibili per le PMI,
    • 15% per imprese di grande dimensione e Organismi di ricerca; gli aiuti alle grandi imprese sono compatibili purché tali imprese collaborino effettivamente con le PMI nell’ambito dell’attività sovvenzionata e le PMI coinvolte sostengano almeno il 30% del totale dei costi ammissibili.

Infine, limitatamente ai progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, c’è una maggiorazione del 15% per ciascun partecipante in presenza di progetti che prevedono:

  • una collaborazione effettiva tra imprese di cui almeno una PMI e purché ciascuno dei soggetti proponenti non sostenga da solo più del 70 per cento dei costi complessivi ammissibili,
  • una collaborazione effettiva tra un’impresa e uno o più Organismi di ricerca, nell’ambito della quale tali organismi sostengono almeno il 10 per cento dei costi ammissibili e hanno il diritto di pubblicare i risultati della propria ricerca.