Finanziamenti per Start-up e PMI del Mezzogiorno

di LavoroImpresa

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Nuovi incentivi per le imprese delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia. Si tratta di un incentivo di 190 milioni di euro dedicato alle imprese giovani ed hi-tech del Mezzogiorno. Lo strumento è stato introdotto dal dm del 6 marzo 2013, tuttavia occorre attendere – probabilmente a settembre – l'emanazione di una circolare ministeriale che approfondisca i contenuti dell'agevolazione e stabilisca i termini per la presentazione delle domande da parte delle imprese. => Leggi tutte le notizie sui finanziamenti alle PMI

Soggetti beneficiari
Sul tavolo ci sono 190 milioni di euro destinati alle imprese di piccole dimensioni, start-up incluse, costituite da non più di sei mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione la cui sede legale e operativa è in una delle regioni del Mezzogiorno ossia Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia. Possono presentare la domanda anche le persone fisiche a condizione che l'impresa sia costituita entro 30 giorni dalla data di ammissione all'agevolazione.

Finanziamenti per piccole imprese di nuova costituzione
L'agevolazione consiste in un contributo a sostegno dei costi dei primi quattro anni dalla presentazione della domanda. Il contributo massimo per ogni impresa è stabilito in euro 200.000 e copre fino al 35% delle spese ammissibili per i primi tre anni di attività  e fino al 25% per il quarto anno. Le imprese devono presentare piani che prevedono l'introduzione di nuove soluzioni organizzative e produttive ovvero di orientamento verso nuovi mercati. Fra le spese ammesse si hanno gli interessi sui finanziamenti esterni concessi all'impresa, i costi salariali relativi al personale dipendente, l'ammortamento e i canoni di leasing relativi a impianti, macchinari e attrezzature tecnologiche.

Finanziamenti per start-up
Le start-up che possono ottenere il finanziamento sono quelle aventi sede legale e operativa nelle regioni dell'Obiettivo Convergenza ossia Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Possono richiederlo le imprese che operano nell'economia digitale a fronte della realizzazione di programmi di investimento direttamente connessi all'avvio dell'attività  d'impresa nonché le imprese che realizzano programmi di investimento a contenuto tecnologico, finalizzati alla valorizzazione economica dei risultati del sistema di ricerca pubblica e privata.
Sono finanziabili le spese per impianti, macchinari e attrezzature tecnologiche e tecnico-scientifiche, hardware, software, brevetti e licenze, certificazioni, know-how e conoscenze tecniche nonché le spese la progettazione e la consulenza specialistica. L'agevolazione consiste in un contributo in conto impianti che copre fino al 65% delle spese ovvero fino al 75% nel caso di imprese a totale partecipazione giovanile o femminile.