L’Antitrust chiude il mandato con sanzioni record e milioni di rimborsi ai consumatori

di Teresa Barone

17 Aprile 2026 09:39

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Multa record al cartello benzina, sanzione ad Apple e Ryanair e milioni di rimborsi ai consumatori nel bilancio finale del mandato Antitrust.

L’ultima relazione annuale dell’AGCM al Parlamento ha fotografato un bilancio da primato per l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Nell’ultimo anno le sanzioni hanno raggiunto 1,4 miliardi di euro — cifra record nella storia dell’Antitrust italiano — mentre il settennato 2019-2025 si chiude con 4,5 miliardi di sanzioni complessive e 9 miliardi di rimborsi per imprese e consumatori.

Il mandato a Roberto Rustichelli scade il 6 maggio, lasciando al successore un’Autorità che ha operato attraverso tre crisi di sistema: pandemia, guerra in Ucraina, conflitto nel Golfo Persico e, da ultimo, l’introduzione di barriere tariffarie che stanno ridisegnando gli equilibri commerciali globali.

Antitrust e tutela della concorrenza: il bilancio di 7 anni

Sette anni di mandato condensati in numeri che fotografano un’Autorità in profonda trasformazione: 125 istruttorie in materia di concorrenza, 586 interventi di advocacy, 611 istruttorie di tutela del consumatore e oltre 172.000 segnalazioni esaminate. Le sanzioni complessive del settennato hanno raggiunto i 4,5 miliardi di euro, a cui si aggiunge una stima OCSE di 9 miliardi di euro di benefici generati a favore di imprese e consumatori attraverso l’attività di enforcement e advocacy.

Il confronto tra 2019 e 2025 sul fronte delle segnalazioni è emblematico: le 13.723 del primo anno di mandato sono diventate 35.212 nel solo 2025, con una crescita media annua del 20% e un aumento totale superiore al 150%. Un indicatore che misura quanto il rapporto tra mercato e Autorità si sia intensificato nel corso del settennato.

Sanzioni record e moral suasion

Il 2025 si è chiuso come l’anno più incisivo nella storia dell’enforcement antitrust italiano. I 21 procedimenti istruttori conclusi in materia di concorrenza hanno prodotto sanzioni per un miliardo e 400 milioni di euro, la cifra più alta mai registrata dall’AGCM in un singolo anno. A questo dato si sommano i risultati dell’attività a tutela del consumatore: 70 procedimenti conclusi, sanzioni per 71 milioni di euro e 31 casi risolti tramite moral suasion, con adeguamento spontaneo delle imprese senza necessità di provvedimento formale.

I casi cono multe milionarie

Il record del 2025 è costruito in gran parte su tre istruttorie di peso eccezionale. La più rilevante in termini economici riguarda il cartello sui biocarburanti: l’AGCM ha accertato un coordinamento collusivo tra le principali compagnie petrolifere italiane sul valore della componente bio inserita nel prezzo dei carburanti per autotrazione, praticato tra il 2020 e il giugno 2023. Le sanzioni ai grandi operatori del settore energetico hanno superato i 936 milioni di euro, con Eni in testa con circa 336 milioni, seguita da Q8 (173 milioni), IP (164 milioni), Esso (129 milioni), Tamoil (91 milioni) e Saras (44 milioni).

Sul fronte dei mercati digitali, l’Autorità ha sanzionato Apple con circa 100 milioni di euro per l’App Tracking Transparency — lo strumento con cui il gruppo di Cupertino condiziona il tracciamento degli utenti su iOS — e disposto misure cautelari contro Meta per ripristinare l’accesso a WhatsApp da parte delle imprese concorrenti nei servizi di chatbot basati sull’intelligenza artificiale. Terzo caso di rilievo, la sanzione da circa 255 milioni di euro inflitta a Ryanair per abuso di posizione dominante nella distribuzione dei voli tramite agenzie di viaggio fisiche e online.

Ristori per oltre 2 milioni di consumatori

Nel settennato 2019-2025, l’attività a tutela dei consumatori ha prodotto ristori monetari per complessivi 208 milioni di euro, distribuiti a oltre 2 milioni di utenti. Solo nel biennio 2023-2024 sono stati restituiti 150 milioni di euro a 900.000 consumatori, frutto degli interventi nei settori dell’energia, delle telecomunicazioni e dei servizi digitali. Per imprese e PMI, questa attività si traduce in mercati più equilibrati e in una pressione concorrenziale che — secondo le stime AGCM — riduce i costi di approvvigionamento e abbassa le barriere di accesso.

Il modello di intervento si è evoluto: nel 2025, 31 casi si sono chiusi con moral suasion, senza arrivare alla sanzione formale. Un approccio che consente risultati rapidi, con le imprese che si adeguano su indicazione dell’Autorità prima che il procedimento raggiunga la fase istruttoria conclusiva.

Le sfide per il successore di Rustichelli

Lo scenario che il nuovo presidente dell’AGCM — la cui nomina è attesa entro il 6 maggio 2026, data di scadenza del mandato Rustichelli — dovrà fronteggiare è definito dalle stesse parole del presidente uscente: gli shock della pandemia, il conflitto in Ucraina e quello nel Golfo Persico hanno già ridisegnato l’economia europea. A quel quadro si aggiunge oggi l’introduzione di barriere tariffarie che, secondo Rustichelli, rischiano di frammentare mercati, ridurre la concorrenza effettiva e indebolire la posizione delle imprese europee nei confronti dei grandi blocchi commerciali.

Il messaggio consegnato al Parlamento è che la concorrenza non è un fattore neutro ma un’infrastruttura per la sicurezza energetica e l’autonomia strategica dell’Europa. Un’eredità che il successore di Rustichelli raccoglierà in un momento in cui le pressioni esterne sui mercati non accennano a diminuire.