Per la prima volta nella storia delle classifiche internazionali, un ateneo italiano entra nella top 100 assoluta del QS World University Rankings: è il Politecnico di Milano, che nella nuova edizione 2026 si attesta al 98° posto tra oltre 1.500 università valutate in 105 sistemi di istruzione superiore nel mondo.
La classifica delle migliori università italiane secondo il Times Higher Education aveva già segnalato la crescita degli atenei del Paese — ma i dati QS 2026, pubblicati il 25 marzo segnano un vero record: 60 atenei italiani classificati, 769 posizionamenti nelle singole discipline e la Sapienza di Roma per il sesto anno consecutivo prima al mondo in Lettere classiche e Storia antica.
Il QS World University Rankings 2026 e la top ten mondiale
Il QS World University Rankings, elaborato dalla società britannica Quacquarelli Symonds, è uno dei ranking universitari più consultati al mondo. L’edizione 2026 è anche la più ampia di sempre: oltre 1.500 istituzioni distribuite in 105 sistemi di istruzione superiore, valutate su otto indicatori che comprendono reputazione accademica, reputazione presso i datori di lavoro, rapporto docenti-studenti, citazioni per faculty e internazionalizzazione.
Sul primo gradino podio si conferma per il quattordicesimo anno consecutivo il Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Cambridge. Seguono Imperial College London in seconda posizione e Stanford University — che guadagna tre posti rispetto al 2025 — al terzo, grazie ai progressi in internazionalizzazione e sostenibilità.
Completano la top ten:
- Massachusetts Institute of Technology (MIT) — USA;
- Imperial College London — Regno Unito;
- Stanford University — USA;
- University of Oxford — Regno Unito;
- Harvard University — USA;
- University of Cambridge — Regno Unito;
- ETH Zurich — Svizzera;
- National University of Singapore (NUS) — Singapore;
- University College London (UCL) — Regno Unito;
- California Institute of Technology (Caltech) — USA.
Nelle posizioni immediatamente successive si rafforzano gli atenei asiatici: la University of Hong Kong, la Nanyang Technological University di Singapore, la Peking University e la Tsinghua University di Pechino sono ormai stabilmente nella top 20. L’Europa continentale entra con la Technical University of Munich (22° posto) e la francese PSL University (30°).
Gli atenei italiani nella classifica generale QS 2026
Nella graduatoria complessiva sono 43 gli atenei italiani posizionati, con il Politecnico di Milano che segna un traguardo storico: dal 187° posto del 2016 al 98° del 2026, con 89 posizioni guadagnate in dieci anni, di cui 41 nell’ultimo triennio. Le prime dieci università italiane nel ranking generale:
- Politecnico di Milano: 98° posto;
- Sapienza Università di Roma: 128° posto;
- Università di Bologna: 138° posto;
- Università di Padova: 233° posto;
- Politecnico di Torino: 242° posto;
- Università degli Studi di Milano: 276° posto;
- Università di Pisa: 343° posto;
- Università di Roma Tor Vergata: 355° posto;
- Università Federico II di Napoli: 379° posto;
- Università di Firenze: 404° posto.

Il Politecnico di Milano è anche 20° al mondo nell’area Ingegneria e Tecnologia, con dieci discipline posizionate nella top 50 mondiale — il dato più alto tra tutti gli atenei italiani in questa fascia. La rettrice Donatella Sciuto ha definito il traguardo paragonabile a quello degli altri Paesi del G7 già stabilmente presenti nella top 100.
=> La classifica Censis delle migliori università italiane
I primati italiani per disciplina
Il quadro si arricchisce con il QS World University Rankings by Subject 2026, che analizza oltre 21.000 programmi accademici in 1.912 istituzioni coprendo 55 discipline distribuite in cinque grandi aree. Qui emergono i primati più netti del sistema accademico italiano.
La Sapienza Università di Roma si conferma per il sesto anno consecutivo prima al mondo in Lettere classiche e Storia antica — l’unico ateneo italiano a detenere un primato globale assoluto in qualsiasi disciplina. Nel 2026 l’eccellenza si allarga: Sapienza entra nella top 10 mondiale con tre materie distinte, aggiungendo il 7° posto in Archeologia e il 7° in Storia dell’Arte.
- Sapienza di Roma: 1ª al mondo in Lettere classiche e Storia antica, 7ª in Archeologia, 7ª in Storia dell’Arte;
- Politecnico di Milano: 6° in Architettura e Ambiente Costruito, 7° in Design, 14° in Ingegneria Meccanica e Manifatturiera, 14° in Ingegneria Civile;
- Università Bocconi: 9ª in Marketing, 10ª in Business e Management, 18ª in Economia ed Econometria;
- Scuola Normale Superiore di Pisa: 10ª in Lettere classiche e Storia antica;
- Luiss Guido Carli di Roma: 23ª in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali.
Nella top 10 mondiale per singola disciplina l’Italia conta complessivamente nove presenze: tre della Sapienza, due del Politecnico di Milano, due della Bocconi, una della Scuola Normale. Un risultato che colloca il Paese tra le nazioni con la più alta concentrazione di eccellenze assolute nell’Unione Europea.
I settori con la maggior presenza italiana
Sul fronte della presenza quantitativa, è la Medicina e Scienze della Vita il settore con il maggior numero di atenei italiani classificati: 38 istituzioni nel 2026, in crescita rispetto alle 33 del 2025. La prima italiana in quest’area è l’Università degli Studi di Milano, al 76° posto mondiale, seguita dall’Università di Padova (100ª) e dall’Università di Bologna (108ª). Un dato che conferma la tradizione italiana nella ricerca biomedica e farmaceutica.
Le discipline umanistiche raccolgono 21 atenei, capeggiati da Sapienza, Bologna e Politecnico di Milano. Nelle Scienze dell’Ingegneria figurano 17 università: dopo il Politecnico di Milano, il Politecnico di Torino (53° in Architettura) e la Sapienza (99ª in Ingegneria).
Sul fronte delle Scienze economiche e manageriali, 17 atenei italiani sono in classifica, con la Bocconi che guida il Paese. Segnale di cambiamento è la Data Science e Intelligenza Artificiale: gli atenei italiani classificati passano da 3 a 7 nel 2026, con il Politecnico di Milano al 32° posto mondiale.
Il quadro complessivo mostra dunque un’Italia che cresce — 60 atenei nel ranking by Subject contro 56 del 2025, miglioramento netto del 4% — ma che sconta ancora il sotto-finanziamento strutturale del sistema universitario pubblico, che penalizza la scalata nelle graduatorie generali rispetto a Germania, Francia, Stati Uniti e Regno Unito.