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Manovra 2026 a una svolta: maxi-emendamento del Governo

di Barbara Weisz

Pubblicato 16 Dicembre 2025
Aggiornato 20:42

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Il Governo presenta un maxi emendamento da 3,5 miliardi con novità per le imprese e gli affitti brevi: le misure attese.

Legge di Bilancio 2026 al rush finale, dopo che i lavori di approvazione in Senato hanno subito uno stallo destinato a sbloccarsi con l’avvio delle votazioni e la presentazione degli emendamenti del Governo: si tratta in realtà di un maxi-emendamento,  con misure per imprese che comprendono anche il potenziamento degli incentivi Transizione 5.0 e la ZES Unica.  Fra le altre modifiche attese nel testo, la cedolare secca sugli affitti brevi, un ammorbidimento della norma sulle banche (fra l’altro criticata dalla BCE) ed il nodo dell’oro di Bankitalia.

Il contesto vede i lavori in forte ritardo, per cui l’approvazione alla Camera dopo Natale con voto di fiducia, dopo che la Commissione Bilancio del Senato ha perso un mese per la fase di presentazione degli emendamenti, senza procedere con le votazioni.

Le modifiche di Governo all’iperammortamento 5.0

Il maxi-emendamento annunciato dal Governo vale 3,5 miliardi. L’iperammortamento  sull’acquisto di macchinari e software delle imprese non sarà limitato al 2026 ma diventa pluriennale, esteso fino al 30 settembre 2028. Sembra invece che siano saltate altre modifiche attese alla misura, ossia i software agevolati anche se non ricompresi in un più vasto progetto di digitalizzazione con acquisto di nuovi macchinari, e l’aggiornamento degli allegati A e B alla Legge 232/ 2016 (che contengono la lista dei beni materiali e immateriali agevolati). Resta anche il decreto attuativo a cui è condizionata l’operatività dell’incentivo.

L’emendamento del Governo contiene poi nuove risorse per il credito d’imposta ZES Unica, anch’esso destinato all’acquisto di beni strumentali, che la Legge di Bilancio proroga al 2028.

ISEE e cedolare secca affitti brevi

Nel correttivo di Governo dovrebbe esserci anche la rimodulazione della tassazione per le locazioni brevi, che ammorbidisce la stretta originariamente prevista sulla cedolare secca al 26%. Il testo del ddl restringerebbe il campo di applicazione dell’aliquota al 21% per un solo immobile e solo se posto sul mercato senza intermediari o portali online, mentre la marcia indietro non solo elimina questo nuovo paletto ma dovrebbe anche alzare a due il numero di immobili a cui si può applicare.

La maggioranza dovrebbe anche aver trovato l’accordo sull’aumento delle soglie di esenzione ISEE per la prima casa.

Il prelievo sulle banche

In Manovra 2026 c’è sia un contributo straordinario a carico delle banche sia un aumento IRAP del 2% per un triennio: queste misure sono confermate. Viene però mitigato o del tutto escluso l’impatto sulle piccole banche, introducendo una franchigia sulla maggiore imposta dovuta.

Su queste disposizioni sono state formulate critiche da parte della BCE, che teme un effetto domino generato dall’aumento della pressione fiscale sull’erogazione del credito a famiglie e imprese. In particolare, la misura sull’IRAP secondo Francoforte è destinata a far calare gli utili netti del sistema bancario nel breve periodo e «potrebbe incentivare gli enti creditizi a rinviare oppure ad abbassare l’ammontare di svalutazioni riconosciute sui prestiti nel primo e nel secondo stadio degli anni influenzati dalla modifica della tassazione, in quanto essi diventano più costosi rispetto alla situazione attuale», e anche avere effetti negativi sulla liquidità perché gli enti creditizi potrebbero «ridurre gli interessi pagati sui depositi per abbassare le imposte e così ridurre le riserve di liquidità».

Prevista anche la riformulazione dell’articolo sull’oro della Banca d’Italia, su cui le critiche di Francoforte coinvolgono le norme sulle prerogative delle banche centrali. La norma è stata riscritta esplicitando il rispetto del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea e delle norme in materia valutaria.

Altri emendamenti rilevanti

Ci sono poi una serie di punti destinati a rimanere aperti fino all’ultimo. Probabilmente non rientreranno nel maxi-emendamento ma che potrebbero passare in Commissione e confluire quindi nel testo finale della Legge di Bilancio 2026, in particolare la flat tax sugli aumenti da rinnovo contrattuale, attualmente prevista per i redditi di lavoro dipendente fino a 28mila euro, che potrebbe salire a 35mila euro.

Gli emendamenti di maggioranza sulle pensioni e sulla flessibilità in uscita (proroga Quota 103 e Opzione Donna) sembra più difficile che alla fine vengano approvati, a causa della mancanza di adeguate coperture.

L’iter della Manovra

L’iter di questa Manovra 2026 è stato particolarmente controverso. Il testo è stato approvato dal Governo il 17 ottobre, è arrivato in Senato il 22 ottobre e, nel successivo mese e mezzo non è stato approvata nemmeno una modifica. La fase di presentazione degli emendamenti si è prolungata a tal punto che solo questa settimana, oltre metà dicembre, i senatori hanno iniziato ad approvare o respingere i correttivi.

Il maxi-emendamento del  Governo sarà evidentemente approvato. Bisogna capire se e quali eventuali altre proposte di modifica recepirà, per velocizzarne o consentirne l’approvazione. In ogni caso, si vota per tutta la settimana, quindi  il testo della Manovra 2026 sarà messo al voto dell’aula del Senato a ridosso della pausa natalizia. La Camera, fra Natale e Capodanno, avrà solo il tempo di approvare con fiducia.

Sono diversi anni che la Legge di Bilancio viene discussa da un solo ramo del Parlamento, perché i tempi si prolungano eccessivamente nella Camera in cui inizia l’iter. Quest’anno il ritardo accumulato è più consistente del solito e nemmeno i lavori in Commissione hanno visto un vero dibattito sulla Manovra.