L’obbligo di fedeltà sancito dall’articolo 2105 c.c. cessa al termine del rapporto di lavoro. Tuttavia, l’articolo 2125 c.c. ammette la possibilità di stipulare accordi volti a limitare l’attività dell’ex dipendente.
In particolare, la norma dispone che un eventuale patto di questo genere sia nullo «se non risulta da atto scritto, se non è pattuito un corrispettivo a favore del prestatore di lavoro e se il vincolo non è contenuto entro determinati limiti di oggetto, tempo e di luogo. La durata del vincolo non può essere superiore a cinque anni, se si tratta di dirigenti, e a tre anni negli altri casi.».
Il patto di non concorrenza è dunque un accordo distinto dal rapporto di lavoro, e autonomo rispetto all’obbligo di fedeltà. Riguarda esclusivamente il rapporto di lavoro subordinato e parasubordinato, pertanto non può applicarsi a ipotesi diverse (es.: rapporto di agenzia, dato che l’agente è un lavoratore autonomo; in tali ipotesi risulta essere applicabile l’art. 1751bis del c.c..
L’accordo può essere concluso tra le parti in qualsiasi momento, a condizione che sia formalmente separato e distinto dal contratto di lavoro (Cass. n. 1846/1975), ovvero durante lo svolgimento del rapporto lavorativo (Cass. S.U. n. 630/1965). La forma scritta. come sottolienato, è richiesta a pena di nullità e deve riguardare tutti gli elementi indicati dall’articolo 2125 c.c.
Il patto non riguarda le sole forme di concorrenza sleale – le quali, a norma dell’articolo 2598 c.c., costituiscono comunque un illecito di natura extracontrattuale – ma qualunque attività potenzialmente concorrenziale anche se di per sé lecita.
Il patto può avere un contenuto ampio e comprendere qualunque tipo di attività autonoma o subordinata che possa nuocere all’azienda. In ogni caso, l’accordo non può precludere al lavoratore qualsiasi opportunità professionale. In tal senso, la giurisprudenziale prevalente afferma che i limiti posti all’attività lavorativa devono essere valutati in relazione all’attività professionale effettivamente svolta dal lavoratore: è infatti necessario che il patto consenta di svolgere un’attività conforme alla qualificazione professionale maturata nel corso degli anni.
Pertanto, quando l’accordo riguarda un intero settore merceologico, si deve distinguere tra le attività tipiche ed esclusive del settore e le attività esercitabili indifferentemente in altri settori e, in relazione a tale distinzione, verificare se al lavoratore rimanga o no la possibilità di esercitare un’attività conforme al proprio corredo professionale (Cass. n. 10062/1994).
Ad ogni modo, deve sussistere una correlazione tra attività vietate e interesse del datore di lavoro: si esclude, infatti, l’illegittimità del comportamento di un lavoratore che, pur lavorando alle dipendenze di un’impresa concorrente a quella del datore di lavoro nei confronti del quale si è impegnato con il patto di non concorrenza, svolga mansioni diverse rispetto a quelle esplicitate nel pregresso rapporto e non comporti alcun pericolo di concorrenza.
Stesse considerazioni per i limiti territoriali, che devono essere valutati in relazione ai limiti posti dall’accordo alla attività da svolgere. La ratio della norma rimane quella di garantire al lavoratore la possibilità di continuare a svolgere un’attività confacente alle proprie attitudini e capacità. Pertanto, si ritiene che l’ambito territoriale del patto non possa rilevare di per sé.
Chiaro, anche se molto conciso, tranne un aspetto: il datore di lavoro quando deve pagare quanto pattuito? In altri termini: è possibile/corretto che il corrispettivo ancora spettante venga pagato con rate semestrali? O magari alla scedenza del periodo? E in tal caso il lavoratore è sempre vincolato al patto, o la mancanza del pagamento costituisce violazione degli obblighi assunti dal datore?
Grazie
af
il corrispettivo puo essere pagato prima durante e dopo la conclusione del rapporto di lavoro salvo accordi particolari tra le parti ma la mancata corresponsione della cifra a suo tempo pattuita é una violazione grave nei confronti del dipendente che a sua volta provoca una giusta causa(mancato corrispattivo) a favore del dipendente che ai termini di legge rende nullo il patto di non concorrenza.
in caso di violazione da parte del dipendente, se il corrispettivo era mensile e versato in busta paga, questi dovrà restituire tutto quanto è stato versato dal datore di lavoro (compresi contributi etc) o solo il netto effettivamente percepito ?
In quale percentuale indicativa deve essere aumentato lo stipendio al lavoratore a cui viene richiesto il patto di non concorrenza? Es. 15 % dello stipendio in aggiunta al mese… Grazie.
Poniamo il caso: cesso un rapporto di lavoro in qualità di dipendente e divento poi socio o Amministratore di un’Azienda analoga a quella presso cui precedentemente ero dipendente, e che svolge pertanto attività in palese concorrenza con essa.
Si precisa che, cessato il mio precedente rapporto di lavoro, non risulta nessun altro accordo scritto col l’ex Titolare.
La Legge considera illegittimo il mio atteggiamento o tutto ciò rientra nella liceità?
Grazie anticipatamente per l’attenzione e per la futura risposta.
Io ho firmato un patto di non concorrenza al momento del contratto con l’azienda in cui lavoro ,oramai sono 2 anni e non risulta ancora in busta paga, la voce e la tariffa , l’ufficio amministrazione mi ha chiesto la copia del patto e mi ha detto che dal mese prossimo lo troverò scritto in busta paga e la tariffa rientre nel superminimo, la mia domanda è questa:è vero che rientra nel superminimo oppure deve essere distinta?e perciò erogato a parte?Vi ringrazio anticipatamente per il vostro interesse ed eventuale risposta.
Massimiliano, per rispondere occorre necessariamente guardare il tuo contratto, altrimenti nessuna risposta puo’ essere considerata corretta.
Mauro,
alcuna giurisprudenza ritiene il comportamento dell’ex dipendente che diventa amministratore di una società in concorrenza sia illegittimo; diverso per la qualita’ di socio. Comunque ti lascio il mio indirizzo di posta elettronica cosi’ mi puoi contattare in privato.
buonasera, vorrei valutare questa situazione:
lavoro come dipendente per una societá di consulenza.
Vorrei chiudere il rapporto e aprire una societá che offre lo stesso servizio.
Non ho mai firmato alcun patto di non concorrenza.
Pensa che possa esserci qualche limitazione o impedimento?
Grazie per il suo interessamento e risposta.
Caro Gianluca, per rispondere alla Sua domanda avrei bisogno di chiederLe alcune informazioni aggiuntive. Se è ancora interessato potrà contattarmi al mio indirizzo di posta elettronica roberto.grementieri@gmail.com.
salve, devo firmare un contratto unitamente al patto di non concorrenza. allora prima domanda….il corrispettivo (nel mio caso 76 euro su circa 1.000 di stipendio netto) è valido? soprattutto un importo cosi basso è valido se esteso a tutto il territorio nazionale e ai clienti? come viene calcolato il corrispettivo?
inoltre se il corrispettivo mi viene erogato mensilmente in busta paga, una volta cessato il rapporto di lavoro, l’ex titolare dovrà continuare a versare per i 3 anni successivi alla cessazione l’indenizzo oppure termina tale erogazione? vale sia in caso di dimissioni volontarie che in caso di licenziamento?
grazie in anticipo!!
buongiorno,
nel 2005 sono stato assunto con contratto a termine rinnovato poi di 6 mesi (circa non ricordo bene). Mansione svolta funzionario di vendita.
Mi fecero firmare subito un patto di non concorrenza. Nella busta paga però mi sembra che non ci sia nessun corrispettivo pagato per il patto di non concorrenza.
Settembre 2006 ho aperto una copisteria e a giugno 2008 l’azienda mi ha ricontattato e mi ha riassunto con contratto a tempo indetermintato. Non mi hanno fatto rifirmare nessun patto di non concorrenza… sencondo lei il primo ha sempre valore oppure no?
nell’attuale busta paga la voce “patto no conc” non riporta nessun corrispettivo.
la ringrazio anticipatamente
Si Gianluca, ci potrebbero essere delle limitazioni. Purtroppo, pero’, con le informazioni che mi ha dato non riesco a darti una risposta piu’ precisa. Se vuoi puoi’ contattarmi al mio indirizzo di posta elettronica roberto.grementieri@gmail.com
Le medesime considerazioni vanno fatte per stefania e stefano, contattatemi in privato e faro’ il possibile per darVi una risposta. roberto.grementieri@gmail.com
salve,sul mio “patto di non concorrenza” non è specificata in nessun punto la zona di competenza,volevo chiedere se il patto è da ritenersi nullo visto che non mi dà limitazioni di zona.
Un mio amico avvocato mi ha detto che è nullo!!!
é possibile????
attendo risposta
grazie
p.s se ha bisogno posso anche mandargli il patto via e-mail.
Si, sarebbe meglio veere il patto.
Il mio indirizzo di posta elettronica è roberto.grementieri@gmail.com
salve sono un agente di commercio e sono dimissionario per giusta causa , non pagavano le provvigioni, il patto di non concorrenza prevede 1 anno e una cifra mensile per 12 mesi a tutt’oggi , dal 01 agosto non ho avuto notizie e visto che non hanno pagato le provvigioni da 2 anni e non ho visto neanche l’assegno del patto di non concorrenza , il patto è valido comunque? grazie per la risposta. nino
Devo essere assunto da un’azienda che mi propone un contratto a tempo determinato con patto di non concorrenza pagto in busta (20% della retribuzione). Avedo un contratto a 12 mesi possono inrerirmi un patto di non concorrenza? Per quanto tempo massimo può essere valido (loro propongono 2 anni).
Saluti,
Alla prima domanda si. Non incide sulla validita’ del patto di concorrenza la durata del contratto di lavoro. Per la durata del contratto la invito a leggere l’articolo.
Buongiorno,
sono dipendente ed ho firmato un patto di non concorrenze che mi viene retribuito mensilmente.
L’azienda ha fatto numerose acquisizioni, prima mi faceva vendere solo frutta, ora oltre alla frutta, verdura, formaggi e carne, prodotti che sono costruiti delle aziende acquisite.
Il tutto senza corrispondermi una quota maggiorata del patto di non concorrenza che mi sarebbe dovuta (reputo io) dal fatto che il patto mi preclude la possibilità di andare a lavorare per aziende concorrente che vendono verdura, formaggi e carne.
Mi chiedo quindi se questo patto potrebbe essere da me inpugnabile.
Grazie anticipato
E’ piuttosto difficile darle una risposta precisa, sopratutto non conoscendo la questione ed il contenuto del patto di non concorrenza che ha firmato.
buongiorno,qualcuno sa dirmi se il patto di non concorrenza sottoscritto dal dipendente decade automaticamente in caso di licenziamento ad esempio per riduzione di pesonalec o se deve essere inserita nel patto stesso una clausola ad hoc?
cosa c’era scritto nel tuo patto di non concorrenza?
ANcora un buomgiorno:l’atto è in fase di predisposizione allo stato attuale nella bozza predisposta non c’e'assolutamente niente in proposito .Per questo mi chiedevo se fosse una precisazione del tutto pleonastica in quanto superata da una precisa prescrizione normativa o se è opportuno che essa sia esplicitata a garanzia di controparte.
_Buongiorno, attualmente una società mi ha proposto un posto con patto di non concorrenza, nella società attuale non è previsto alcun patto e prendo un ral di x.
Il contratto che dovrei andare a firmare è omnicomprensivo di Patto di non concorrenza (Ral x-pnc).
E possibile? Intendo il patto di non concorrenza deve essere esterno al RAL o può essere integrato? Se integrato alla fin dei conti vado a prendere di meno.
PEr di più il patto è per 3 anni e immediato anche se per 6 mesi di prova…..
Potreste darmi delucidazioni? devo dare una conferma a breve… la mail è quella integrata.
E’ possibile. Ma non le conviene, visto che mi dice che prederà, al netto, meno.
Buongiorno, ha firmato oltre 30 anni fa un contratto di non concorrenza per i oggetti di mandato per il termine di 3 anni come agente generale. Si tratta di certe prodotti alimentari ben specificato di origine tedesca. Visto doppo un certro tempo, che una provvigioni di 1 % un 1% per non concorrenza non bastavano per vivere perche le spese arano a carico mio, dato le mie dimissioni.
Il mese successivo creato una mia azienda propria, che trattava sempre alimentri tedeschi ma di tutti altri tipi. (prima erano conserve ora erano prodotti freschi deperibili da ben altri fornitori e complettamente diversi) Dopo tre anni iniziava la prima ditta una causa per concorrenza sleale, motivanto che esentoci anche i prodotti da me importati di origine tedesca e rivolto a stessa clientela e per tanto in concorrenza. Le cause sono ancora in corso. Il importo ricevuto in 2 anni di Lavoro sono ne anche 40.000.000 Lit nel 1978-1980. Lei scrive che il patto di non concorrenza e nulla per modestita di valore, esistano parametri? Che cosa sinifica effetivamente Oggetti di mandato, sono i prodotti trattati dalla casa mandante o anche una serie ben altri prodotti? Me servano urgente risposte per la cassazione. Grazie
Buongiorno,
lavoro come arredatore e un’azienda del medesimo settore mi ha proposto un contratto vantaggioso.
Il contratto precedentemente firmato prevedeva un Patto di non concorrenza, ma nelle mie buste paga non risulta nessuna voce sul compenso per tale patto.
Il Patto è valido anche se nn viene corrisposta nessuna cifra?
Se è valido lo stesso, che danni può richiedere il datore di lavoro?
Grazie
Buongiorno Mario, il patto di non concorrenza deve stabilire necessariamente un remunerazione di tipo economica.
Sinceramente mi pare piuttosto strano che nulla sia indicato nella sua busta paga.
Per quanto poi riguarda il tipo di danno che Le puo’ essere contestato, l’individuazione delle singole voci, dipende, inevitabilmente, dalle mansioni che lei svolge; ad ogni modo, Le potrà chiedere danni da sviamento della clientela, ad esempio.
Gentile signor Ekkehard, ho letto il Suo post.
Sinceramente avendo Lei un legale questi Le saprà dare tutte le informazioni necessarie.
lavoro presso la mia azienda dal 1998 ed ho firmato un patto di non concorrenza,io e i miei colleghi piu vecchi non abbiamo mai ricevuto nulla in busta paga….ora la nostra azienda con una lettera raccomandata ci ha comunicato che ha deciso di recedere il contratto unilateralmente e che nulla ci è dovuto.Ho trovato dopo varie ricerche in rete una sentenza che dichiara nulla la clausola che consente alla società di recedere il contratto,allego la nota cosi come l’ho trovata (trib.Milano3/5/2005,Est.Frattin,in Orient.Giur.Lav.2005,315,con nota di Lorenzo Cairo)le chiedo se è possibile fare ricorso legale. La ringrazio anticipatamente.
Buongiorno, sto per firmare un nuovo contratto che prevede il patto di non concorrenza. L’azienda si occupa di informatica e nel patto scrive:”.. per la stessa mansione e attività svolte in xxxx S.R.L. e relativamente alle aziende clienti per le quali ha lavorato durante il suo rapporto di lavoro con la nostra Società.”
Visto il carattere particolare e specifico dell’attività, il poter/dover lavorare in tutta l’Italia, in caso di cessazione del rapporto di lavoro, potrei solo lavorare in una azienda che non ha mai avuto rapporti con la mia o che non è concorrente! Non è troppo? Posso tutelermi in qualche modo?
Grazie mille per la cortese attenzione
Renato Di Giuseppe
Buongiorno Renato,
lo scopo del patto di concorrenza è proprio quello di evitare un “trasferimento” di conoscenza dalla azienda nella quale il lavoratore è attualmente alle dipendenze a favore di una nuova impresa.
Detto questo va comunque ricordato che il patto trova una limite di validità nella misura in cui impedisce totalmente, ovvero limita in modo significativo, la possibilità per il lavoratore di trovare un impiego che sia omogeneo alla sua formazione professionale.
In altre parole, se il patto mi impedisce di lavorare per tutte le aziende del settore ovvero per la maggior parte di queste è da considerarsi illegittimo.
Ricordo la necessità che il patto preveda la sua durata e una remunerazione economica (nel suo post nulla c’e’ scritto a riguardo).
Come può difendersi?
Non firmandolo (ma spesso questo non è possibile poichè l’azienda condiziona l’assunzione alla sottoscrizione del patto), ovvero, in caso di azione giudiziale nei suoi confronti, resistere in giudizio chiedendo che venga accertata la nullità/illegittimità/inefficacia del patto stesso.
A sua disposizione.
Buongiorno Simone,
la questione che mi rappresenta non è affatto semplice; per fornirle una risposta coerente avrei bisogno di altre informazioni.
Pertanto, se vuole, mi puo’ contattare al mio indirizzo di posta elettronica roberto.grementieri@gmail.com, le chiederò ciò che mi necessità.
Ad ogni modo è perseguibile la strada giudiziale.
Volevo chiedere un consiglio sulla validità o meno di un patto di non concorrenza stipulato con un’azienda che è fallita ma prima di chiudere ha affittato il proprio ramo d’azienda ad una società controllata con un passaggio diretto dei dipendenti . Nel caso non sono stati chieste revisioni del contratti e nessuna firma di un nuovo contratto.
Grazie per l’aiuto
Buongiorno, il mio quesito è il seguente: se si toglie la parte percentuale concordata come quota parte del patto di concorrenza, è possibile che la rimanente parte sia inferiore al minimo contrattuale, stabilito – nel caso specifico – dal contratto nazionale metalmeccanico (nel totale lordo annuo del contratto in questione c’è un 15% attribuito come parte del patto di non concorrenza, ma scalcolando dal totale questo 15%, è possibile che la parte rimanente sia sotto il minimo contrattuale statbilito dal contratto nazionale metalmeccanico?
Grazie!
Buonasera,
ho lavorato per 10 anni in un’azienda informatica come impiegato commerciale. Da un anno ho aperto p.iva e faccio da consulente alla stessa. Se decidessi di staccarmi e continuare per i fatti miei è lecito che con regolare offerta commerciale alcuen delle aziende che si rivolgevano alla vecchia ditta possano decidere di seguirmi?Sono punibile per concorrenza sleale?
Fabrizio, la sua è una domanda sin troppo secca. Alla quale non si puo’ che rispondere in senso generale: si.
Grazie per la risposta.. anche se a essere sincero non ho capito se era relativa al fatto che è lecito o che sono punibile per concorrenza sleale o a entrambe.
Buongiorno, la mia domanda è la seguente:
ho stipulato un patto di non concorrenza con il mio datore di lavoro, in questo momento vorrei annullarlo pur lavorando nella stessa ditta, è possibile? come devo procedere?
Inoltre vorrei sapere se copia di tale contratto debba averlo anch’io, dato che da parte del datore non mi è stata consegnata (è così la procedura, oppure devo richiederla?)
Ringranziando anticipatamente porgo Distinti Saluti
Salve, lavoro da 2 anni come operaio ed ho firmato un patto di non concorrenza della durata di 3 anni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, in concorrenza con il lavoro svolto dalla ditta a cui sono alle dipendenze, valido in Italia ed in tutto il resto del mondo, pagato regolarmente ogni mese in busta paga. Vorrei sapere se in caso di licenziamento da parte del datore di lavoro per soppressione della mansione per dare la mia mansione a terzi, ho diritto a ricevere una indennità e se in caso positivo di quale entità.
Saluto e ringrazio.
Salve a tutti,
complimenti per il bell’articolo che spiega in maniera esausistiva il patto di non concorreenza.
Io volevo sapere soltanto se questo patto si può sciogliere solo in presenza di un avvocato oppure può essere anche una scrittura privata tra datore di lavoro e dipendente. A me l’azienda lo ha sempre pagato.
grazie
Luca
Salve, vorrei avere un parere. Sono impiegata di 2° livello dal 1° Gen 2010 in una società di consulenza. Nel contratto che ho firmato e nel patto di non concorrenza non ci sono indicazioni relative al compenso. Ci sono solo dettagli relativi alla limitazione temporale e geografica del patto. In busta paga non ce ne è traccia. Ora sto valutando di passare in un’altra azienda (all’estero quindi il patto non vale), mi chiedevo quindi se mi verrà corrisposto il compenso nel momento in cui darò le dimissioni e in quale misura?
E’ comunque un patto valido?
Grazie mille.
salve, 1 anno fa ho firmato il patto di non concorrenza in ambito di aziende di servizi, il mio patto prevede 3 anni senza lavorare in aziende di servizi oppure restituzione del compenso preso, ma se vado in una azieda identica che svolge le stesse cose ma con un ruolo diverso per esempio da responsabile commerciale a impiegato amministrativo, è possibile?grazie
Salve, ho ricevuto un’offerta di lavoro da un’azienda che opera nel settore dell’edilizia, qust’ultima vorrebbe assumermi come assistente tecnico inquadrandomi nel livello C2 del contratto chimico-farmaceutico vincolandomi con un patto di non concorrenza che prevede un indennizzo del 30% dell’ultima annualità (circa 3050,00 lordi mensili) da restituire in 24 mesi a partire dall’interruzione del il rapporto di lavoro.L’interruzione del rapporto di lavoro potrebbe avvenire sia a causa mia che per iniziativa dell’azienda.
A questo punto chiedo: è conveniente questo tipo di patto?
O sarebbe meglio concordare una retribuzione mensile menzionata in busta paga con una percentuale (quale) sulla base del mio stipendio lordo?
E’ vero che con il tipo di patto che l’azienda vorrebbe farmi firmare non si ha nessun beneficio ai fini della 13a e 14 mensilità e sul versamento dei contributi?
Grazie per le risposte che mi verranno date.
Pasquale, visto le numerose domande sull’argomento, sto preparando un nuovo articolo che darà risposto a tutti i questi domandati in questa pagina, compreso il Tuo.
mi propongono un’assunzione come commerciale a tempo indeterminato con clausola patto di non concorrenza per 2 anni, senza alcun corrispettivo economico di riferimento.
Non vorrei entrare nel merito della cosa con la nuova azienda, in quanto l’offerta è comunque interessante,
Cosa rischio se cambio lavoro prima dei 2 anni?
grazie
Marcello, come ho scritto molte volte, senza leggere il contenuto del patto di non concorrenza, è quasi impossibile rispondere ad alcuna domanda. Comunque, come scritto dall’articolo, la violazione del patto implica il risarcimento dei danni a favore del datore di lavoro.
Salve,
il mio patto di non concorrenza è cosi scritto:
“Ella si impegna a non svolgere, successivamente alla cessazione del suo rapporto di lavoro con xxx S.p.A. e qualunque sia la causa della cessazione stessa, ed in qualunque momento tale cessazione sia intervenuta, compreso il periodo di prova, nè personalmente nè per interposta persona od ente, alcuna attività a carattere autonomo o subordinato ovvero in qualità di associato anche in partecipazione o di socio anche con obbligo di prestazioni accessorie ed anche solo occasionale o gratuita, in proprio favore o di altre società, enti o organizzazioni, che progettino, producano, commercializzino e vendano prodotti che siano in concorrenza con quelli della nostra società. Restano comprese nell’obbligo di cui sopra anche le aziende fornitrici di componenti hardware e software utilizzate nei prodotti della XXX S.p.A per i quali ella abbia effettuato attività inerenti la propria specializzazione e che rappresentano un patrimonio tecnologico per l’azienda”
un patto così scritto non è troppo restrittivo in termini di oggetto? potrebbe considerarsi nullo?
Sbaglio o non c’e’ un termine.
Segnaliamo ai nostri lettori che mercoledì 26 gennaio pubblicheremo su PMI.it un nuovo approfondimento sul patto di non concorrenza, nel quale risponderemo uno per uno ai principali quesiti che ci avete posto.
si c’è un termine, di un anno dalla cessazione del lavoro. Ed è esteso su tutto il territorio italiano. Il tutto è riportato per iscritto sul patto.
il termine c’è, è di un anno e anche il limite territoriale: tutta la repubblica italiana. È scritto al 2 punto del patto che non ho riportato nel precedente messaggio
il termine c’è, è di un anno e anche il limite territoriale: tutta la repubblica italiana. È scritto al 2 punto del patto che non ho riportato nel precedente messaggio
Salve,
Io non ho mai firmato alcun patto,fattostà che lo trovo in busta paga da ben 3 anni e mezzo perchè il mio datore sbadato si è accorto solo ora che non l’avevo firmato e ora vuole che lo firmi,cosciente del fatto che non conoscevo minimamente nulla delle condizioni del patto.ovviamente sono praticamente “obbligato” a firmarlo secondo lui…
Il patto è valido nel caso venissi licenziato??
Grazie mille,distinti saluti
Salve,
Io non ho mai firmato alcun patto,fattostà che lo trovo in busta paga da ben 3 anni e mezzo perchè il mio datore sbadato si è accorto solo ora che non l’avevo firmato e ora vuole che lo firmi,cosciente del fatto che non conoscevo minimamente nulla delle condizioni del patto.ovviamente sono praticamente “obbligato” a firmarlo secondo lui…
Il patto è valido nel caso venissi licenziato??
Grazie mille,distinti saluti
Buongiorno Marco (è lo stesso Marco che mi ha scritto in privato?), innanzitutto è bene sottolineare che Lei non è obbligato, in alcun modo, a sottoscrivere il patto di non concorrenza che il Suo datore di lavoro vorrebbe.
Peraltro è altrettanto vero che, mancando un titolo, il Suo datore di lavoro potrebbe, legittimamente, chiederLe la restituzione di quanto da Lui versato erroneamente.
Infine, in caso di licenziamento si ritiene che il patto sia pienamente valido, salva l’ipotesi in cui il licenziamento sia illegittimo.
Salve, per favore potrebbe darmi un parere? se preferisce posso contattarla in privato
Signora Laura, sinceramente è quasi impossibile capire la sua domanda, suddivisa come è in piu’ post. Provi a contattarmi in privato. roberto.grementieri@gmail.com
Salve. Sono Luca.
15gg fa ho firmato un contratto ccnl terziario commercio 3° livello, in ambito immobiliare,(mi occupo di acquisizione e vendita). Ho purtroppo firmato un PATTO DI NON CONCORRENZA di durata 2 anni, per un riscontro di 250 euro lordi mensili, che non mi permette, per il periodo su indicato, di esercitare attività immobiliare nella mia città e provincia (Verona) in qualsiasi forma, da dipendente e imprenditoriale.
E’ regolare per un importo dedicato di 250 euro? Ma cosi per 2 anni, se mai fosse, come vivo?
GRAZIE INFINITE.
Luca.
Non ho ben capito cosa ha firmato? Si tratta di un patto di non concorrenza vero e proprio? Allora in questo caso parliamo di 2 anni a conclusione del rapporto di lavoro oggi decorrente. Rispondere alla Sua domanda senza aver letto il patto non è possibile. Le dico, comunque, che l’importo è deciso dalle parti (se lei ha firmato e non le andava bene, purtroppo….).
sono socio al 50% di una societa….Siamo in 2 soci intendo vendere le mie quote al mio socio … per mettermi in proprio…
sono soggetto al Patto di non concorrenza?
grazie.
Buongiorno, vorrei sapere se l’indennità che viene scritta nel patto deve essere un acifra esatta (es:15.000 euro) o se può essere indicata come percentuale dello stipendio lordo annuale del lavoratore al momento della cessazione del rapporto (es: 60%) in modo che la cifra stabilità si aggiorni con eventulai promozioni e avanzamenti di carriera.
Inoltre, dovendo ancora firmare il patto, posso chiedere che sia esclusa la dicitura ” in caso di risoluzione del rapporto per iniziativa di qualsiasi delle due parti stioulanti” ma che sia valido solo se mi licenzio e non se mi licenzi la ditta?
Grazie.
Elena
Puo’ essere stabilità in modo fisso o variabile in questo caso aumenterà con l’aumento delle voci sul quale è calcolata. Per la seconda parte della domanda, mi dovrebbe anche scrivere cosa c’e’ prima e dopo l’inciso da Lei trascritto, altrimenti non posso rispondere.
Puo’ essere stabilità in modo fisso o variabile in questo caso aumenterà con l’aumento delle voci sul quale è calcolata. Per la seconda parte della domanda, mi dovrebbe anche scrivere cosa c’e’ prima e dopo l’inciso da Lei trascritto, altrimenti non posso rispondere.
“In considerazione del fatto che in caso di risoluzione del rapporto di lavoro, per qualsiasi motivo dovuto e PER INIZIATIVA DI QUALSIASI DELLE PARTI STIPULANTI, lo svolgimento da parte Sua di attività concorrenziale con quella della nostra azienda potrebbe arrecarci notevolissimo danno, in applicazione di quanto previsto dall’art. 2125 del codice civile, si conviene fin d’ora di stipulare un patto di non concorrenzasuccessivo al termine del rapporto, alle seguenti condizioni.”
Quale potrebbe essere la forma corretta da scrivere, affincheè il patto sia valido solo in caso di risoluzione del rapporto per mia iniziativa e, viceversa, non sia valido in caso di risoluzione del rapporto per iniziativa della ditta? Sopratutto, è valido un tale patto?
Grazie.
Elena (vedi post martedi 1 febbraio)
Mi contatti in privato Elena. Roberto.grementieri@gmail.com
Salve, ho lavorato per 2 anni come operaio ed ho firmato un patto di non concorrenza della durata di 3 anni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, in concorrenza con il lavoro svolto dalla ditta a cui ero alle dipendenze, valido in Italia ed in tutto il resto del mondo, pagato ogni mese in busta paga. Vorrei sapere se in caso di licenziamento da parte del datore di lavoro per soppressione della mansione per dare la mia mansione a terzi, il patto è da considerarsi inefficace alla luce di questa situazione o illegittimo (data anche la sua applicazione a livello modiale).
Saluto e ringrazio nell’attesa di ricevere un suo commento in merito.
Roberto
buonasera,
ho letto i vari post e spero che qualcuno possa aiutarmi.
sono affilliato con una società a un franchising e tra qualche mese scade il contratto che ho già provveduto regolarmente a non rinnovare.
per contratto devo rispettare il patto di non concorrenza per 12 mesi,ed io praticamente non posso da contratto piu vendere per un anno nella zona di pertinenza che è quella dove mi sono creato il mio pacchetto clienti nessun prodotto tra quelli trattati fin ora.(ci tengo a precisare che sono stato il primo ad aprire con loro,quindi sono io che ho supportato la crescita del marchio e non viceversa,nel mio caso i miei clienti sono miei poichè acquisiti veramente con il mio lavoro datosi che il marchio era neonato mentre ora puo contare,anche grazie al mio lavoro,diversi punti vendita).
nel contratto non c’è nessun riferimento ad eventuali indennizzi a mio favore e il franchising mi ha già intimorito dicendomi che ne direttamente ne indirettamente posso proseguire nel mio lavoro e che mi manderà gli investigatori per controllarmi.
ora,rivolgersi ad un avvocato che è la cosa piu giusta da fare significherebbe cmq un esborso notevole da sostenere.
la mia domanda è:posso giocarmi la carta dell’indennizzo per potermi difendere e contrabbattere l’aggressività del franchising?mi è dovuto veramente questo indennizzo anche se mai citato nel contratto che io ho firmato?
la penale qualora dovessi vendere in qualche modo gli stessi prodotti è di 200mila euro,una cifra irragionevole,possibile che corra questo rischio sproporzionato per prima cosa al fatturato che la stessa mia attività produce?
spero che qualcuno possa rispondere alle mie domande perche questa cosa mi sta logorando non poco.
grazie
buonasera,
ho letto i vari post e spero che qualcuno possa aiutarmi.
sono affilliato con una società a un franchising e tra qualche mese scade il contratto che ho già provveduto regolarmente a non rinnovare.
per contratto devo rispettare il patto di non concorrenza per 12 mesi,ed io praticamente non posso da contratto piu vendere per un anno nella zona di pertinenza che è quella dove mi sono creato il mio pacchetto clienti nessun prodotto tra quelli trattati fin ora.(ci tengo a precisare che sono stato il primo ad aprire con loro,quindi sono io che ho supportato la crescita del marchio e non viceversa,nel mio caso i miei clienti sono miei poichè acquisiti veramente con il mio lavoro datosi che il marchio era neonato mentre ora puo contare,anche grazie al mio lavoro,diversi punti vendita).
nel contratto non c’è nessun riferimento ad eventuali indennizzi a mio favore e il franchising mi ha già intimorito dicendomi che ne direttamente ne indirettamente posso proseguire nel mio lavoro e che mi manderà gli investigatori per controllarmi.
ora,rivolgersi ad un avvocato che è la cosa piu giusta da fare significherebbe cmq un esborso notevole da sostenere.
la mia domanda è:posso giocarmi la carta dell’indennizzo per potermi difendere e contrabbattere l’aggressività del franchising?mi è dovuto veramente questo indennizzo anche se mai citato nel contratto che io ho firmato?
la penale qualora dovessi vendere in qualche modo gli stessi prodotti è di 200mila euro,una cifra irragionevole,possibile che corra questo rischio sproporzionato per prima cosa al fatturato che la stessa mia attività produce?
spero che qualcuno possa rispondere alle mie domande perche questa cosa mi sta logorando non poco.
grazie
buonasera,
ho letto i vari post e spero che qualcuno possa aiutarmi.
sono affilliato con una società a un franchising e tra qualche mese scade il contratto che ho già provveduto regolarmente a non rinnovare.
per contratto devo rispettare il patto di non concorrenza per 12 mesi,ed io praticamente non posso da contratto piu vendere per un anno nella zona di pertinenza che è quella dove mi sono creato il mio pacchetto clienti nessun prodotto tra quelli trattati fin ora.(ci tengo a precisare che sono stato il primo ad aprire con loro,quindi sono io che ho supportato la crescita del marchio e non viceversa,nel mio caso i miei clienti sono miei poichè acquisiti veramente con il mio lavoro datosi che il marchio era neonato mentre ora puo contare,anche grazie al mio lavoro,diversi punti vendita).
nel contratto non c’è nessun riferimento ad eventuali indennizzi a mio favore e il franchising mi ha già intimorito dicendomi che ne direttamente ne indirettamente posso proseguire nel mio lavoro e che mi manderà gli investigatori per controllarmi.
ora,rivolgersi ad un avvocato che è la cosa piu giusta da fare significherebbe cmq un esborso notevole da sostenere.
la mia domanda è:posso giocarmi la carta dell’indennizzo per potermi difendere e contrabbattere l’aggressività del franchising?mi è dovuto veramente questo indennizzo anche se mai citato nel contratto che io ho firmato?
la penale qualora dovessi vendere in qualche modo gli stessi prodotti è di 200mila euro,una cifra irragionevole,possibile che corra questo rischio sproporzionato per prima cosa al fatturato che la stessa mia attività produce?
spero che qualcuno possa rispondere alle mie domande perche questa cosa mi sta logorando non poco.
grazie
buonasera,
ho letto i vari post e spero che qualcuno possa aiutarmi.
sono affilliato con una società a un franchising e tra qualche mese scade il contratto che ho già provveduto regolarmente a non rinnovare.
per contratto devo rispettare il patto di non concorrenza per 12 mesi,ed io praticamente non posso da contratto piu vendere per un anno nella zona di pertinenza che è quella dove mi sono creato il mio pacchetto clienti nessun prodotto tra quelli trattati fin ora.(ci tengo a precisare che sono stato il primo ad aprire con loro,quindi sono io che ho supportato la crescita del marchio e non viceversa,nel mio caso i miei clienti sono miei poichè acquisiti veramente con il mio lavoro datosi che il marchio era neonato mentre ora puo contare,anche grazie al mio lavoro,diversi punti vendita).
nel contratto non c’è nessun riferimento ad eventuali indennizzi a mio favore e il franchising mi ha già intimorito dicendomi che ne direttamente ne indirettamente posso proseguire nel mio lavoro e che mi manderà gli investigatori per controllarmi.
ora,rivolgersi ad un avvocato che è la cosa piu giusta da fare significherebbe cmq un esborso notevole da sostenere.
la mia domanda è:posso giocarmi la carta dell’indennizzo per potermi difendere e contrabbattere l’aggressività del franchising?mi è dovuto veramente questo indennizzo anche se mai citato nel contratto che io ho firmato?
la penale qualora dovessi vendere in qualche modo gli stessi prodotti è di 200mila euro,una cifra irragionevole,possibile che corra questo rischio sproporzionato per prima cosa al fatturato che la stessa mia attività produce?
spero che qualcuno possa rispondere alle mie domande perche questa cosa mi sta logorando non poco.
grazie
buonasera,
ho letto i vari post e spero che qualcuno possa aiutarmi.
sono affilliato con una società a un franchising e tra qualche mese scade il contratto che ho già provveduto regolarmente a non rinnovare.
per contratto devo rispettare il patto di non concorrenza per 12 mesi,ed io praticamente non posso da contratto piu vendere per un anno nella zona di pertinenza che è quella dove mi sono creato il mio pacchetto clienti nessun prodotto tra quelli trattati fin ora.(ci tengo a precisare che sono stato il primo ad aprire con loro,quindi sono io che ho supportato la crescita del marchio e non viceversa,nel mio caso i miei clienti sono miei poichè acquisiti veramente con il mio lavoro datosi che il marchio era neonato mentre ora puo contare,anche grazie al mio lavoro,diversi punti vendita).
nel contratto non c’è nessun riferimento ad eventuali indennizzi a mio favore e il franchising mi ha già intimorito dicendomi che ne direttamente ne indirettamente posso proseguire nel mio lavoro e che mi manderà gli investigatori per controllarmi.
ora,rivolgersi ad un avvocato che è la cosa piu giusta da fare significherebbe cmq un esborso notevole da sostenere.
la mia domanda è:posso giocarmi la carta dell’indennizzo per potermi difendere e contrabbattere l’aggressività del franchising?mi è dovuto veramente questo indennizzo anche se mai citato nel contratto che io ho firmato?
la penale qualora dovessi vendere in qualche modo gli stessi prodotti è di 200mila euro,una cifra irragionevole,possibile che corra questo rischio sproporzionato per prima cosa al fatturato che la stessa mia attività produce?
spero che qualcuno possa rispondere alle mie domande perche questa cosa mi sta logorando non poco.
grazie
buonasera,
ho letto i vari post e spero che qualcuno possa aiutarmi.
sono affilliato con una società a un franchising e tra qualche mese scade il contratto che ho già provveduto regolarmente a non rinnovare.
per contratto devo rispettare il patto di non concorrenza per 12 mesi,ed io praticamente non posso da contratto piu vendere per un anno nella zona di pertinenza che è quella dove mi sono creato il mio pacchetto clienti nessun prodotto tra quelli trattati fin ora.(ci tengo a precisare che sono stato il primo ad aprire con loro,quindi sono io che ho supportato la crescita del marchio e non viceversa,nel mio caso i miei clienti sono miei poichè acquisiti veramente con il mio lavoro datosi che il marchio era neonato mentre ora puo contare,anche grazie al mio lavoro,diversi punti vendita).
nel contratto non c’è nessun riferimento ad eventuali indennizzi a mio favore e il franchising mi ha già intimorito dicendomi che ne direttamente ne indirettamente posso proseguire nel mio lavoro e che mi manderà gli investigatori per controllarmi.
ora,rivolgersi ad un avvocato che è la cosa piu giusta da fare significherebbe cmq un esborso notevole da sostenere.
la mia domanda è:posso giocarmi la carta dell’indennizzo per potermi difendere e contrabbattere l’aggressività del franchising?mi è dovuto veramente questo indennizzo anche se mai citato nel contratto che io ho firmato?
la penale qualora dovessi vendere in qualche modo gli stessi prodotti è di 200mila euro,una cifra irragionevole,possibile che corra questo rischio sproporzionato per prima cosa al fatturato che la stessa mia attività produce?
spero che qualcuno possa rispondere alle mie domande perche questa cosa mi sta logorando non poco.
grazie
Salve, ho lavorato per 2 anni come operaio ed ho firmato un patto di non concorrenza della durata di 3 anni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, in concorrenza con il lavoro svolto dalla ditta a cui ero alle dipendenze, valido in Italia ed in tutto il resto del mondo, pagato ogni mese in busta paga. Dato che il datore di lavoro ha provveduto a licenziarmi per soppressione della mansione per dare la mia mansione a terzi e contemporaneamente non non ha voluto rinunciare al patto di non concorrenza , la cosa che principalmente le chiedo è se il patto è o può essere considerato inefficace alla luce di questa situazione oppure illegittimo (data anche la sua applicazione a livello mondiale).
Saluto e ringrazio nell’attesa di ricevere un suo commento in merito.
Roberto
Mario, Lei non e’ un lavoratore dipendente, quindi non ha sottoscritto un patto di non concorrenza, pertanto e’ irrilevante che sia previsto o meno una somma di danaro. A dire l verita’ spesso questi contratti sono nulli, precisamente quella clausola, dipende da molti fattori. Le lascio il mio contatto privato se vuole contattarmi in privato per discuterne con calma.
Mario, Lei non e’ un lavoratore dipendente, quindi non ha sottoscritto un patto di non concorrenza, pertanto e’ irrilevante che sia previsto o meno una somma di danaro. A dire l verita’ spesso questi contratti sono nulli, precisamente quella clausola, dipende da molti fattori. Le lascio il mio contatto privato se vuole contattarmi in privato per discuterne con calma.
Mario, Lei non e’ un lavoratore dipendente, quindi non ha sottoscritto un patto di non concorrenza, pertanto e’ irrilevante che sia previsto o meno una somma di danaro. A dire l verita’ spesso questi contratti sono nulli, precisamente quella clausola, dipende da molti fattori. Le lascio il mio contatto privato se vuole contattarmi in privato per discuterne con calma.
Mario, Lei non e’ un lavoratore dipendente, quindi non ha sottoscritto un patto di non concorrenza, pertanto e’ irrilevante che sia previsto o meno una somma di danaro. A dire l verita’ spesso questi contratti sono nulli, precisamente quella clausola, dipende da molti fattori. Le lascio il mio contatto privato se vuole contattarmi in privato per discuterne con calma.
Mario, Lei non e’ un lavoratore dipendente, quindi non ha sottoscritto un patto di non concorrenza, pertanto e’ irrilevante che sia previsto o meno una somma di danaro. A dire l verita’ spesso questi contratti sono nulli, precisamente quella clausola, dipende da molti fattori. Le lascio il mio contatto privato se vuole contattarmi in privato per discuterne con calma.
Sono un dipendente che ha firmato patto di non concorrenza.
L’importo versato dall’azienda è di 50 euro/mese.
Può, visto l’esigua somma, ritenersi nullo tale contratto?
Grazie
Può essere come non puo’ essere dipende dal tipo di lavoro che fa, dal contenuto del patto, ect., ect.,
Può essere come non puo’ essere dipende dal tipo di lavoro che fa, dal contenuto del patto, ect., ect.,
Può essere come non puo’ essere dipende dal tipo di lavoro che fa, dal contenuto del patto, ect., ect.,
Contratto tempo indet. responsabile commerciale.
A fronte di tale contratto e dell’esigua somma può essere annullato tale contratto?
Contratto integrale:
il sottoscritto…. si impegna ai sensi dell’art.2125 a non svolgere attività in concorrenza con la ditta…., una volta cessato il rapporto di lavoro, per un periodo di anni 3.
In particolare con tale patto si intende vietata la diffusione su tutto il territorio nazionale e internazionale di informazioni commerciali, formule chimiche, manufatti e processi produttivi di cui il dipendente è venuto a cocnoscenza in ragione delle mansioni svolte all’interno dell’azienda.
Formule e processi atti alla realizzazione di prodotti destinati principalmentema non esclusivamente al settore x e y in tutte le sue varianti.
Il vincolo si intende esteso anche a informazioni commerciali, formule, prodotti e processi produttivi di proprietà della ditta z, della ditta K e i partner che la società vorrà coinvolgerein progetti di miglioramento o di sviluppo nuovi prodotti.
Informazioni commerciali formule prodotti e processi anche destinati ad altri settori e che abbaino conseguito dei risultati tecniciapprezzabili senza necessariamnete avere raggiunto obiettivi commerciali immediatamente rilevabili.
A fronte di tale inibizione verrà riconosciutoa…un corrispettivo concordato di 50 euro da versarsi mensilmnete per la durata del rapporto di lavoro.
Lo stipendio? Il settore? Mi contatti in pvt. roberto.grementieri@gmail.com
Lo stipendio? Il settore? Mi contatti in pvt. roberto.grementieri@gmail.com
Lo stipendio? Il settore? Mi contatti in pvt. roberto.grementieri@gmail.com
Lo stipendio? Il settore? Mi contatti in pvt. roberto.grementieri@gmail.com
Salve,
una questione non mi è chiara (sono un dipendente): il vincolo previsto nell’articolo 2125 cc, che nel mio caso è di 3 anni massimi, si riferisce al periodo DOPO le mie dimissioni ? quindi dopo che mi licenzio non potrò lavorare per le aziende citate nel mio patto per un periodo max di 3 anni , giusto?
Quindi una volta firmato il patto, come contratto a se stante, potrebbe teoricamente durare tutta la mia carriera lavorativa se , per esempio, non mi dimettessi mai da quella stessa azienda ? E’ giusto od anche il contratto del patto di non concorrenza deve avere una durata, per esempio un contratto quadriennale che mi obbliga in caso di mie dimissioni a non poter andare alla concorrenza per un periodo massimo di 3 anni ?
Vi ringrazio per una veloce risposta, cordiali saluti
Matteo, esatto. Il patto viene in essere solo ad estinzione del rapporto di lavoro per il quale e’ stato stipulato. Non è che il patto dura per tutta la vita, in realta’ inizia a dispiegare gli effetti nel momento in cui il rapporto di lavoro viene ad essere estinto.
Buongiorno, il 31/3 la mia azienda cessa l’attività e sono stato licenziato.L’azienda ha venduto per 3 anni marchio e know how ad un’altra azienda. Io che sono stato impiegato alle vendite non ho mai sottoscritto alcun “patto di non concorrenza”, e dai primi di aprile inizio a lavorare per una nuova azienda che è concorrente di quella che rileverà marchio e know how. Da questa premessa, è regolare che l’azienda che mi ha licenziato mi imponga per 3 anni l “obbligo di fedeltà”? Grazie cordiali saluti
Salve, lavoro per una ditta ed ho un patto di non concorrenza, ma non percepisco nulla in busta paga. Va bene? Non solo, siamo indietro di almeno 3 mensilita’ quindi vorrei dimettermi e lavorare per un’ altra azienda anche se e’ in concorrenza. Inoltre il mio patto prevede molte categorie merceologiche che la mia azienda non tratta, parla di terriotio CEE e di tre anni: puo’ non essere congruo? Grazie.
Salve. Lavoro come responsabile di un’attrezzeria in una viteria, con la quale ho firmato il patto di non concorrenza.
Ho avuto un’offerta dalla ditta per cui lavoravo in precedenza per essere assunto come disegnatore di presse per viteria.
Se accetto violo il patto?
Grazie.
Andrea
Andrea come posso rispondere se non so cosa c’e’ scritto nel patto? Non ho ancora poteri paranormali!
Buon giorno, vorrei sapere se c’è un termine minimo di tempo per il pagamento del compenso pattuito nel patto di non concorrenza o per l’eventuale liberatoria dal patto? Le spiego meglio la mia situazione. Il patto da me firmato prevede un corrispettivo annuale per tre anni dal momento della cessazione del rapporto di lavoro oppure la possibilità da parte dell’azienda di svincolarmi da tale patto. Il rapporto si è concluso il 6 aprile e l’azienda ha confermato di volermi liberare dall’accordo con liberatoria, ma ad oggi nulla mi è pervenuto nonostante i miei solleciti. C’è un tempo massimo in cui l’azienda è obbligata a inviarmi tale lberatoria, oppure no? Rinrazio in anticipo.
Cari lettori, vi ricordo che potreste trovare molte delle risposte ai quesiti sollevati in questo secondo articolo di approfondimento, su temi affini: http://www.pmi.it/leggi-e-norme/articoli/3721/p2/fedelta-al-datore-di-lavoro-piu-che-un-dovere.html
Salve, mio Marito 6 anni fà ha firmato un contratto di lavoro dove viene indicata la sua retribuzione lorda, in questa cifra viene indicato anche il patto di non concorrenza .nella specifica del contratto però,non è indicato ne il territorio ne il tipo di attività vietatà può essere nullo?
inoltre è da settembre che non percepisce lo stipendio e di conseguenza il correspettivo relativo al patto di non concorrenza, può essere annullato per questo ?
la ringrazio anticipatamente
Francesca
Salve, mio Marito 6 anni fà ha firmato un contratto di lavoro dove viene indicata la sua retribuzione lorda, in questa cifra viene indicato anche il patto di non concorrenza .nella specifica del contratto però,non è indicato ne il territorio ne il tipo di attività vietatà può essere nullo?
inoltre è da settembre che non percepisce lo stipendio e di conseguenza il correspettivo relativo al patto di non concorrenza, può essere annullato per questo ?
la ringrazio anticipatamente
Francesca
Salve, mio Marito 6 anni fà ha firmato un contratto di lavoro dove viene indicata la sua retribuzione lorda, in questa cifra viene indicato anche il patto di non concorrenza .nella specifica del contratto però,non è indicato ne il territorio ne il tipo di attività vietatà può essere nullo?
inoltre è da settembre che non percepisce lo stipendio e di conseguenza il correspettivo relativo al patto di non concorrenza, può essere annullato per questo ?
la ringrazio anticipatamente
Francesca
Qualcuno mi saprebbedire:io lavoro come dipendente in un azienda che fa abiti da sposa come sarta modellista con 4 livello e il titolare mi ha fatto firmare un patto di non concorrenza mi da 100 euro al mese e se mi licenzio o mi licenzia lei non posso fare questo lavoro per tre anni nella mia provincia pena 15000 euro di danno sono tre anni che lavoro li e io vorrei aprire un attivita mia di abiti da sposa e cerimonia come posso fare per annulare il patto per poter lavorare nella mia citta?
Qualcuno mi saprebbedire:io lavoro come dipendente in un azienda che fa abiti da sposa come sarta modellista con 4 livello e il titolare mi ha fatto firmare un patto di non concorrenza mi da 100 euro al mese e se mi licenzio o mi licenzia lei non posso fare questo lavoro per tre anni nella mia provincia pena 15000 euro di danno sono tre anni che lavoro li e io vorrei aprire un attivita mia di abiti da sposa e cerimonia come posso fare per annulare il patto per poter lavorare nella mia citta?
Francesca, da quello che ha scritto mi pare che non sia valido, anche se sarebbe meglio provvedere a leggere tutto l’incartamento.
Salve,
ho avuto un’offerta senza alcuna menzione riguardo al patto di non concorrenza e con importo lordo dettagliato nelle varie voci, ma senza alcuna indennità per patto di non concorrenza. Successivamente, e comunque prima dell’assunzione fissata per la prossima settimana, mi viene imposta la firma del patto sul quale non c’è alcun riferimento retributivo. Due domande:
1) se sottoscrivo il patto, questo sarebbe comunque nullo vista la mancanza del corrisposto economico ?
2) per evitare la nullità di cui al punto 1, potrebbero inserirmi a posteriori una voce, magari simbolica (es. 10 euro) o (peggio) anche maggiore ma scalandola dal superminimo ?
Salve, avrei bisogno di alcuni chiarimenti sulla mia posizione lavorativa. Sono un dipenendente/venditore in uno show room di edilizia e da circa 4 anni ho stipulato un patto di non concorrenza con la mia azienda nel quale è specificato che per 24 mesi dopo la cessazione del rapporto di lavoro non posso lavorare in 2 regioni (quella dove vivo e una limitrofa) in ditte concorrenti. Ho percepito mensilmente 125,00 Euro Lorde in buste paga. Ora visto che l’azienda dove lavoro và sempre peggio ed addirittura non ci paga più nemmeno gli straordinari avrei l’idea di mettermi in proprio e vendere solo alcuni prodotti sempre del settore edilizia. Ho chiesto al mio datore di lavoro se potevamo sciogliere il patto di non concorrenza (ovviamente dicendogli che non me la sentivo più di essere vincolato) e lui mi ha detto si, senza problemi però mi ha fatto un foglio (che ancora non ho sottoscritto)in cui il corrispettivo ed il patto cessano dal 1 Maggio 2011 però comunque fino a Maggio 2013 sono comunque vincolato?Ma è giusto? E’ giusto che possano limitarmi nell’unica cosa che sò fare? Come posso fare a liberarmi?
Grazie mille anticipatamente per l’attenzione.
domanda: IL PATTO DI NON CONCORRENZA PUò ESSERE INVALIDO DOPO UN RECESSO PER GIUSTA CAUSA?
Caro Luka, il patto di non concorrenza limita la possibilita’ di trovare un nuovo lavoro perche’ lei lo ha sottoscritto e ha percepito la somma di danaro. Detto questo, faccio fatica a darle una risposta senza vedere nessuna carta. Certamente e’ sconveniente e sopratutto inutile firmare questo foglio
Salve roberto
le chiedo un’informazione. Il mio contratto prevede il patto di non concorrenza. Vorrei cessare il mio rapporto con il datore di lavoro attuale e ho un’offerta da un competitor.
Il contratto prevede una penale pari al triplo del corrispettivo. E’ congruo? Inoltre c’è una clausola che da facoltà al datore di lavoro di recedere unilateralmente dal patto. Ho letto che tale clausola è nulla. Questo può rendere nullo tutto il patto o solo questa clausola? Le chiedo anche se posso inviarle il contratto via mail per un parere. Grazie in anticipo
Salve roberto
le chiedo un’informazione. Il mio contratto prevede il patto di non concorrenza. Vorrei cessare il mio rapporto con il datore di lavoro attuale e ho un’offerta da un competitor.
Il contratto prevede una penale pari al triplo del corrispettivo. E’ congruo? Inoltre c’è una clausola che da facoltà al datore di lavoro di recedere unilateralmente dal patto. Ho letto che tale clausola è nulla. Questo può rendere nullo tutto il patto o solo questa clausola? Le chiedo anche se posso inviarle il contratto via mail per un parere. Grazie in anticipo
Salve,
Sono impiegata c/o un’azienda del settore metalmeccanico da 30 anni, ora al settimo livello. A seguito di recenti sviluppi lavorativi importanti, mi è stato chiesto di firmare un patto di non concorrenza. A quale corrispettivo economico posso aspirare ? Mi sembra di capire che ho diritto sia ad una quota aggiuntiva sullo stipendio mensile che ad un compenso per un massimo di 3 anni ad eventuale conclusione del rapporto lavorativo. Come vanno calcolati questi valori ? Grazie in anticipo.
bene ma la mia domanda e’ se nel patto di non concorrenza ho una cartina con paesi delimitati e un’azienda concorrente mi propone un’altra zona dove svolgere il mio lavorocon altre mansioni da agente in tentata vendita ad agente copia commissione il patto e’ valevole me lo deve pagare o sono libero di andare
bene ma la mia domanda e’ se nel patto di non concorrenza ho una cartina con paesi delimitati e un’azienda concorrente mi propone un’altra zona dove svolgere il mio lavorocon altre mansioni da agente in tentata vendita ad agente copia commissione il patto e’ valevole me lo deve pagare o sono libero di andare
Salve,
spero tanto in una sua delucidazione. Sto per dare le dimissioni in Azienda dove lavoro da 5 anni e dover firmare un contratto con la nuova Azienda dove andrò a lavorare. La nuova azienda mi ha già detto che metteranno il patto di non concorrenza, visto che si tratta dello stesso settore e prodotto.
Il mio nuovo stipendio sarà di 3.000 netti mensili. Cosa dovrei sapere in merito al patto ?
Attendo sua risposta.
Grazie Giuseppe
Salve,
una società intende assumermi con patto di non concorrenza pagato su base mensile per la durata del contratto di lavoro (a tempo indeterminato).
Essi però scrivono che “qualora prima della cessazione del rapporto di lavoro la società, a suo insindacabile giudizio, decidesse di liberarmi dai miei obblighi, a me medesimo non competerà somma o indennità alcuna. Viene infatti da me attribuita alla società la facoltà di recedere dal contratto prima della cesssazione del contratto di lavoro” e poi aggiunge” tale facoltà potrà essere esercitata dalla Società finchè il presente contratto non abbia avuto un principio di esecuzione”.
A me sembra che si contraddica: dice che possono recedere ma solo se il contratto dottostante (quello di lavoro) non ha avuto esecuzione. Ora, dal momento che vengo assunto mi sembra di capire che non sia più possibile per loro di recedere.
E poi, è comunque possibile che recedano dal pagamento del corrispettivo su decisione unilaterale? A me resterebbe in tal caso solo il danno economico.
Buongiorno ho dovuto firmare un patto di non concorrenza che non era specificato nella lettera di assunzione e la cifra che mi viene corrisposta in realtà era stata concordata senza patto. Chiaro che in questi termini sono abbastanza vago chiedo se possibile inviarle i DOC per una sua valutazione . Grazie
Enrico, puo’ inviare tutto a roberto.grementieri@gmail.com
buon giorno,
dal 2004 lavoro per un’azienda che mi fece stipulare un patto di non concorrenza che prevedeva e dovrebbe prevedere tutt’oggi un corrispettivo mensile di 400 euro. Già qualche anno fa chiesi delucidazioni all’ufficio personale poichè sul cedolino, nella sezione “elementi retributivi, non compariva l’elemento relativo al patto di non concorrenza (ad oggi è ancora così). In queste settimane ho ricevuto una proposta di lavoro da un’altra azienda concorrente. Come devo ritenere il mio patto di non concorrenza? Nel contratto di assunzione è comunque specificato che i famosi 400 euro erano compresi nella retribuzione.
grazie per una cortese risposta
Enrico mi trasmetta la documentazione scansionata a questo indirizzo mail roberto.grementieri@gmail.com
Salve vorrei sapere se il patto di non concorrenza che ho sottoscritto per la durata di 3 anni con la ditta individuale di mio padre che scade a maggio 2012 è da ritenersi ancora valido nel momento in cui lui vende l’attivita ho cambia la ragione sociale da individuale a srl, cosa che è successa al 01/07/2011 grazie
Enrico di quale patto di concorrenza stiamo parlando? Lei mi dice che scade nel 2012, ma quello di cui all’articolo in oggetto decorre dalla data in cui il rapporto si è concluso, non lavoro piu’ da suo padre pertanto dal 2009?
sto iniziando un nuovo lavoro ed ho sottoscitto un patto di non concorrenza. il patto recita che entrerà in vigore dalla data di cessazione del rapporto di lavoro qualunque dia la causa. con l’azienda è previsto un periodo di prova di 3 mesi. Nel caso in cui in questi 3 mesi di prova l’azienda o il sottoscritto scegliessero di interrompere il rapporto, è da considerarsi valido il patto di non concorrenza oppure visto il breve periodo di prova non sussistono le condizioni per applicarlo? grazie
Io non ho capito se ad un collaboratore con partita iva io possa far firmare un patto di non concorrenza e debba corrispondere una cifra, eventualmente da pattuire, per lo stesso.
Saluti Davide
Cristiano, mi contatti in pvt: roberto.grementieri@gmail.com
Davide, la risposta e’ si. Per il dipedente si applica l’art. 2125 c.c. per il lavoratore autonomo l’art. 2596 c.c. Le differenze ci sono, i limiti pure. Se vuole altre informazione mi contatti in pvt: roberto.grementieri@gmail.com
Salve, qual’è la percentuale dello stipendio che abitualmente viene riconosciuto mensilmente per un patto di non concorrenza ? Io pensavo di chiedere un 30% minimo. Grazie anticipatamente. Cordiali saluti
Gentile Roberto,
Sono un dipendente quadro di una azienda di servizi,
Qualche anno fà ho stipulato, un patto di non concorrenza che negli anni è cresciuto (dato che tutti gli aumenti di salario, nel tempo, sono stati fatti confluire in questa voce) tanto che esso oramai vale il 50% della mia retribuzione complessiva.
Le mie domande sono:
1) Ha il datore di lavoro la possibilità di recedere unilateralmente il patto di non concorrenza in qualsiasi momento?
2) Quali altri eventuali minus (soprattutto minori tutele) sussistono rispetto al superminimo?
3) I conteggi contributivi sono identici (ai fini del trattamento pensionistico) rispetto a quelli da supeminimo?
Grazie,
Giuseppe
Roberto, la mia situazione è la seguente. Lavoro per una azienda da oltre dieci anni e non mi ricordo di aver sottoscritto alcun patto di non concorrenza. L’azienda è in crisi e fatica a pagarmi lo stipendio, tant’è che ho pensato alle dimissioni per giusta causa, sussistendone le motivazioni. Sono stato contattato da una azienda partner che mi offrirebbe un lavoro ma che mi dice che il mio titolare in qualche discussione avuta (vantano dei crediti) ha minacciato l’esistenza di qualche clausola di non concorrenza con il sottoscritto, immagino per creare imbarazzo. La domanda è la seguente: le dimissioni per giusta causa per il mancato pagamento degli stipendi, annullano di fatto un eventuale contratto di non concorrenza? D’altronde se il corrispettivo eventualmente pattuito non viene percepito… In generale il mancato pagamento dell’importo pattuito può ritenersi modivo di nullità? Grazie, Gianmauro.
Salve, lavoro in un’azienda settore commercio con contratto a tempo indeterminato da diversi anni. Ho sempre percepito una certa somma in busta paga per patto di non concorrenza con limite di 6 mesi.
Attualmente sono in maternità da più di 6 mesi (incluso facoltativa).
Ho due dubbi sostanziali:
1) Considerando che sono lontana dall’attività lavorativa da più di 6 mesi (per maternità appunto), ha ancora valore il patto di non concorrenza se dovessi accettare l’offerta di un competitor?
2) Supponendo che il patto abbia ancora valore, nonostante la maternità, se volessi violare il patto, quanto dovrei restituire all’azienda? Il corrispettivo ricevuto negli ultimi 6 mesi o più?
Grazie mille in anticipo.
Salve, sono Angela del commento precedente… avevo scritto a memoria, ma ora ho trovato il contratto con la descrizione del patto di non concorrenza che ho firmato. La situazione è un po’ diversa e mi rispondo già a una domanda. Il patto dura 1 anno e la penale prevista è del doppio del corrispettivo ricevuto.
Mi rimane il dubbio della maternità. C’è qualche speranza di poter ridurre o ridimensionare la penale in tal senso?
Grazie
Buon giorno,
con un contratto del Commercio che prevede il Patto di Non Concorrenza che viene già retribuito in busta paga nella misura del 10%, se decidessi di dimettermi durante il periodo di prova fissato in 6 mesi, e decidessi di andare alla Concorrenza, l’Azienda potrebbe applicarlo e agire in sede giudiziaria?
Grazie
Cosa succede in caso di crinatura del rapporto tra datore di lavoro e lavoratore per disservizio da parte dell’azienda? Il Patto di non concorrenza si puo’ contestare considerato il calo di stimolo nell’andare a vendere da parte del Lavoratore? Grazie.Andrea Battisti
nel caso di recesso da una snc di un socio, il patto di non concorrenza deve prevedere comunque un corrispettivo?
Buongiorno, vi chiedo aiuto per riuscire a meglio comprendere la mia posizione lavorativa.
Sono stata assunta come responsabile commerciale della filiale italiana di una multinazionale (fase di start-up, non esisteva praticamente nulla prima del mio arrivo).
Mi è stato fatto firmare (purtroppo in maniera non molto regolare, visto che il contratto mi è stato dato solo una volta iniziato il rapporto lavorativo) un patto di non concorrenza che però non vede alcuna voce nella mia busta paga.
Tale patto stabilisce solo che nel caso in cui non dovessi rispettare l’accordo, dovrò all’azienda una somma di denaro pari alla metà di ciò che mi dovrebbe l’azienda nel caso contrario, ossia nel caso in cui lo rispettassi (credo dando le dimissioni per andare a lavorare in un’azienda non concorrente o in caso di licenziamento).
Il problema è che questa azienda mi ha creato moltissimi problemi a livello professionale e di immagine (stessa cosa accaduta ad altri miei colleghi) ma non ho potuto dare le dimissioni perché le uniche opportunità che mi sono state offerte riguardano proprio il mio settore, identico a quello della mia azienda.
Ciò che mi chiedo è questo: se mi dovessi licenziare decidendo di restare a casa o di cambiare settore, l’azienda sarebbe obbligata a pagarmi la cifra indicata nel patto o potrebbe autonomamente ritenere nullo il patto e non darmi nulla?
Il danno provocatomi è davvero molto alto, anche in aggiunta al fatto che sono stata assunta insieme ad una collega con cui mi sono proposta per creare questa filiale, quindi oltre al danno c’è anche la beffa: un’azienda non in grado di lavorare che ha vissuto per più di un anno sulla nostra conoscenza del settore e su nostri vecchi clienti che hanno deciso di seguirci” in totale fiducia ma che sono stati trattati malissimo dall’azienda stessa, senza avere noi alcuna opportunità di salvaguardarli insieme alla nostra professionalità (abbiamo molte e-mail a dimostrazione di ciò che è accaduto).
Secondo voi potremmo intentare una causa?
Oltre a questo l’azienda è stata oggetto di una fusione quindi rischiamo anche di perdere comunque il posto dopo un anno in cui siamo state obbligate a rimanere per un patto di non concorrenza semplicemente inaccettabile.
Scusate lo sfogo
Vi ringrazio molto in anticipo per l’aiuto che vorrete darmi.
Eva