IMU, TARES & Co.: la mappa delle tasse in arrivo

In attesa del decreto che confermi la cancellazione dell'IMU le ipotesi di modifica della platea di esenti, il calcolo della TARES e della pressione fiscale che per le PMI sarà tra i 10.800 e i 56.000 euro.

Tasse di fine anno: ancora dubbi su IMU e TARES

Mancano pochi mesi alla fine dell’anno e sulle imprese stanno per abbattersi ben 24 tra scadenze fiscali e contributive, senza contare che a meno di tre mesi dalla fine del 2013 non è ancora chiaro quanto IMU e TARES andranno ad incidere sui conti degli italiani.

IMU

La tassa sugli immobiliper ora sembra essere stata cancellata per quanto riguarda le abitazioni principali ed i terreni agricoli, nessuno sconto invece per gli immobili delle aziende e le seconde case.Ma la partita è ancora da definire perché il decreto IMU (decreto legge n. 102/2013) non è ancora stato convertito in legge anzi il termine per presentare emendamenti al decreto è stato posticipato. In più il decreto IMU ha abolito solo la prima rata IMU, anche se il Governo ha garantito che verrà abrogata anche la seconda per le stesse categorie di immobili. Il rischio che questo non avvenga però è concreto, così come la possibilità che venga ristretta la platea di esenti IMU per il 2013. Gli scenari possibili prevedono che venga:

  • abolita solo la prima rata, ma si paghi la seconda. In questo caso il risparmio rispetto al 2012 dopende dalle aliquote stabilte dai diversi Comuni;
  • innalzata la detrazione annua da 200 euro a 500-600;
  • ristretta la platea di esenti, limitando l’esenzione ad un determinato tetto del valore catastale.
  • Per gli immobili esclusi dall’esenzione la data di riferimento per la seconda rata resta il 16 dicembre. Va però prestata attenzione, perché alcuni Comuni hanno modificato le aliquote per il 2013, quindi il saldo potrebbe essere superiore a quanto versato a giugno in occasione della prima rata.

TARES

Per quanto riguarda la TARES i dubbi sono ancora maggiori, perché non sono chiare le modalità di applicazione riscossione da parte dei Comuni, visto soprattutto che le modalità di calcolo sono molto diverse da quelle della vecchia TARSU. In sostanza il decreto 102/13 ha stabilito che la maggiorazione della TARES debba essere incassata “unitamente all’ultima rata del tributo”, mentre la Risoluzione 9/DF/2013 afferma che solo per quest’anno i Comuni possono fissare le date di versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi anche nel 2014, mentre per quanto riguarda la “maggiorazione standard” di 30 centesimi per metro quadrato, questa deve essere versata entro il 16 dicembre 2013. Una contraddizione che ha generato il caos tra i Comuni italiani, per questo l’IFEL (Istituto per la Finanza e l’Economia Locale dell’ANCI) ha chiesto al Governo di chiarire la situazione.

IVA e altre tasse

A novembre, quando le imprese che pagano l’IVA mensilmente dovranno versare l’imposta, inizieranno a sentire gli effetti dell’aumento dell’IVA dal 21% al 22% scattato dal 1° ottobre. Tra le scadenze per le imprese ci sono poi le trattenute IRPEF, i contributi INPS dei dipendenti, gli elenchi Intrastat, le comunicazioni telematiche all’Agenzia delle Entrate, le rivalutazioni del TFR a numerose altre comunicazioni formali.

Pressione fiscale

La Cgia Mestre ha calcolato la pressione fiscale di fine anno per varie tipologie di aziende:

  • un commerciante con un negozio di 71 mq (ditta individuale, nessun dipendente) tra novembre e dicembre dovrà versare 10.887 euro;
  • un artigiano con laboratorio e due dipendenti 18.181 euro;
  • una società di persone con 2 soci, 5 dipendenti e un capannone 36.895 euro;
  • una Srl con 2 soci lavoranti e 10 dipendenti sarà gravata da versamenti per 56.212.

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