IMU e TASI: decretato l’aumento nei Comuni

Il CdM approva la norma che concede ai sindaci di alzare le aliquote TASI-IMU dello 0,08%, con un extra-gettito da destinare alle detrazioni sulla prima casa.


Approvato l’atteso provvedimento sull’aumento delle aliquote TASI, la tassa sui servizi unici comunali che comprende anche l’IMU prima casa (mentre si somma a quelle sugli altri immobili): i Comuni avranno la possibilità di incrementare quelle fissate dalla Legge di Stabilità fino allo 0,08%. Significa che la TASI per l’abitazione principale potrà arrivare a 0,33% mentre quella che si somma all’IMU su altri immobili a 1,14%.  Le aliquote standard sono infatti 0,25% e 1,06% rispettivamente. Il governo Renzi ha approvato nel CdM del 28 febbraio insieme al nuovo Salva Roma – necessario dopo la mancata conversione in legge del precedente Dl sui bilanci della Capitale – il provvedimento su IMU e TASI già concordato con i sindaci dal precedente governo Letta, ma non ancora diventato operativo.

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Nuova TASI

I sindaci possono decidere come applicare la maggiorazione dello 0,08%, destinandola interamente alla prima casa o anche agli altri immobili. Possono anche scegliere se dividerla in due imposta distinte (ad esempio: +0,4% sulla prima casa e il resto sugli altri immobili).Naturalmente, i Comuni possono anche decidere di non applicare nessuna maggiorazione, visto che provvedimento serve a dar loro maggiore margine di flessibilità rispetto a quanto previsto dalla Legge di Stabilità. Gli eventuali maggiori introiti saranno destinati alle detrazioni sulla tassazione immobiliare.

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Rincari

Il problema è che, se i Comuni non prevederanno agevolazioni, l’abolizione IMU prima casa rischia di trasformarsi in una beffa per i proprietari di immobili di minor pregio: con la precedente legislazione, le aliquote IMU sulla prima casa erano infatti più alte (aliquota media 0,4%), ma c’era la detrazione di 200 euro, più 50 euro a figlio.

Oggi l’IMU sull’abitazione principale è stata inserita nella nuova TASI e, anche se l’aliquota è più bassa (anche applicando il massimo dello 0,33%), senza detrazioni chi nel 2012 azzerava l’imposta (perchè il risultato finale era inferiore ai 200 euro) ora si troverà a pagare l’IMU camuffata da TASI.

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