Il termine “Glocale” deriva dalla fusione di “Globale” e “Locale” e definisce una strategia di approccio al mercato sviluppatasi a seguito di tre fenomeni:
Un approccio al mercato di tipo Glocale rappresenta, ad oggi, una delle poche vie in grado di garantire la sopravvivenza di un gran numero di piccole e medie imprese. In particolare, la “glocalizzazione” rappresenta l’unica strada che garantisce competitività alle PMI delle aree deboli dei paesi industrializzati e cioè, nel caso a noi più vicino, è una scelta obbligata per le imprese del Mezzogiorno d’Italia.
Per capire cos’è la “dimensione glocale” bisogna considerare lo scenario in cui le nuove tecnologie e il crollo dei costi di trasporto, permettono a chiunque di commercializzare a livello globale piccole produzioni ad elevata tipicità locale. È una sorta di globalizzazione al contrario: mentre la globalizzazione uniforma consumi e stili di vita, la glocalizzazione consente la valorizzazione di piccole produzioni ad elevata tipicità locale in territori remoti. Con globalizzazione e glocalizzazione, in definitiva, la dimensione nazionale scompare a favore della dimensione globale e di quella regionale.
La glocalizzazione diventa importante per le piccole e medie imprese delle aree deboli dell’Occidente (il cosiddetto “Sud del Nord”), che sono schiacciate da due forze che sembrano inarrestabili. Nelle produzioni a basso contenuto tecnologico, devono affrontare la concorrenza insostenibile dei paesi di nuova industrializzazione (Sud-Est asiatico in primis), mentre nelle produzioni ad alto contenuto tecnologico la sfida viene delle aree forti dell’Occidente (Nord Italia, Europa Centro-Settentrionale, East Coast e West Coast statunitensi, Giappone, etc.).
Le ragioni sono, tutto sommato, semplici. Nell’ultimo decennio, ha avuto culmine un processo iniziato già negli anni ’80: l’abbattimento delle barriere geografiche nel mercato. Il crollo dei costi di trasporto delle merci, iniziato proprio negli anni ’80, ha avvicinato i paesi poveri a quelli ricchi. Per sfruttare questa situazione, la WTO ha istituito le cosiddette Aree di Libero Scambio, piccole zone ubicate prevalentemente nei paesi del Sud Est asiatico, nelle quali l’insediamento di attività produttive era soggetto a un regime fiscale molto favorevole. Le imprese occidentali hanno cominciato il processo di delocalizzazione che ha portato allo spostamento del baricentro dell’economia occidentale dal settore secondario al terziario e al quaternario, a beneficio dei paesi del Sud Est asiatico.
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