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PayPal, al via i micropagamenti

di Tullio Matteo Fanti

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Via libera da parte di PayPal al servizio "PayPal for digital goods" pensato appositamente per venire incontro alle esigenze delle aziende che vendono contenuti, servizi o applicazioni a basso costo.

PayPal ha lanciato in via ufficiale il servizio “PayPal for digital goods“, già ampiamente pubblicizzato e disponibile in Beta dal mese di ottobre, pensato per venire incontro alle esigenze delle aziende che vendono online contenuti, servizi o applicazioni a basso costo.

In un mercato fatto sempre più di merci “piccole” ed economiche, il nuovo servizio offre un modo più veloce, sicuro ed economico per inviare e ricevere micropagamenti (inferiori ai 12 euro circa) a livello globale. Il modello ben si adatta quindi all’enorme mole di servizi digitali presenti oggi online, in grado di generare un flusso notevole di piccoli pagamenti.

Il percorso di acquisto può essere completato dagli acquirenti in 3 semplici click; alla fine del processo l’utente riceve conferma dell’acquisto e il venditore riceve la somma stabilita sul proprio conto PayPal. Il costo della transazione, ribattezzata “5% più 5 centesimi”, risulta decisamente inferiore rispetto alle tipiche operazioni di pagamento.

Ad esempio, nel caso di un bene da 2 dollari, il costo della transazione scende a 0,15 dollari (5% + 0,05 dollari) rispetto ai 36 centesimi della classica tariffazione (2,9% + 0,3 dollari).

«Quando i consumatori pagano per contenuti online, PayPal for digital goods permette loro di pagare in soli 2 click senza neppur dover lasciare il sito del publisher di un videogioco, di un servizio musicale, video o multimediale», si legge all’interno del blog di PayPal. «È l’equivalente online dell’inserire una moneta da un quarto di dollaro nella fessura per comperare una gomma da masticare».

Il programma, a fronte delle numerose nuove opportunità offerte, non richiede nessun minimo mensile, nessun abbonamento, nessun costo di set-up e nessuna tariffa per la cancellazione. L’esordio passa attraverso nomi di grande calibro quali Ustream e Facebook, nei quali le transazioni di piccola entità rappresentano gran parte degli introiti globali.

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