Social Collaboration in azienda: benefici e ostacoli

di Noemi Ricci

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Avanade fa luce sui trend di utilizzo degli strumenti di Social Collaboration in azienda, spiegandone i benefici e individuando gli ostacoli alla diffusione di tecnologie di social networking applicate al lavoro.

Una recente indagine sui trend di utilizzo degli strumenti di Social Collaboration in azienda, ha fatto luce sui benefici ed individuato gli ostacoli alla diffusione di  tecnologie di social networking applicate al lavoro. A commissionare lo studio è stata Avanade, società globale di soluzioni tecnologiche e servizi informatici per le aziende, con il coinvolgimento di 4.000 utenti e 1.000 decision-maker IT e business in ben 22 Paesi.

L’Italia è risulta abbastanza matura in termini di adozione di strumenti di collaborazione social a supporto dell’attività lavorativa. PMI.it ne ha parlato con Alberto Casu, Collaboration Service Line Lead di Avanade Italy.

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Che riscontro trova la diffusione dei servizi di Social Collaboration nelle aziende italiane e in particolare nelle PMI? Quali le differenze con altri Paesi?

L’utilizzo dei servizi di Social Collaboration sta riscontrando un continuo interesse nelle aziende italiane. Se fino a poco tempo fa esse cercavano di definire il ruolo e l’utilizzo in ambito aziendale, attualmente i servizi di Social Collaboration possono contare su diverse esperienze e sperimentazioni che in alcuni casi sono diventati realtà consolidate e in costante evoluzione.

L’esigenza è quella di capire come trarre beneficio da questi servizi, al fine di poterli integrare all’interno dei propri processi aziendali, affinché possano contribuire ad aumentare sia l’efficienza della comunicazione e della condivisione di informazioni sia il dialogo con i propri clienti e fornitori.

La ricerca dimostra un forte interesse verso gli strumenti di Social Collaboration: infatti per il 96% delle aziende il tasso di adozione di nuove tecnologie è stazionario o in crescita, per il 47% questi strumenti permettono ai dipendenti di generare idee migliori e di collaborare più facilmente con clienti, partner e fornitori. A livello italiano, il 63% dei dipendenti crede che questi strumenti possano rendere il loro lavoro più divertente. Le tecnologie di social networking per uso enterprise raggiungono una diffusione dell’89% nelle aziende, mentre a livello internazionale il dato è sensibilmente più basso, 82%.

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Quali i principali ostacoli alla diffusione delle tecnologie di social networking nelle aziende italiane?

Dobbiamo innanzitutto tener presente che l’applicazione delle tecnologie di social networking avviene su diversi livelli:

  1. I servizi di social networking pubblici, al fine di aprire un dialogo con i propri clienti e fornitori;
  2. I servizi all’interno della propria azienda, al fine di poter fornire le stesse funzionalità, interazioni e benefici all’interno dell’azienda.

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Per quanto concerne il primo punto, sicuramente l’accettazione è più immediata, poiché il fenomeno di utilizzo degli stessi è ormai un dato di fatto e va a sostenere le esigenze aziendali laddove la valutazione dei benefici è sempre più immediata e condivisa.

I principali ostacoli per il secondo punto, invece, sono relativi alla conoscenza dei benefici che le tecnologie di Social Collaboration possono portare e alla condivisione di essi a diversi livelli aziendali.

Il superamento di questi ostacoli passa dalla sperimentazione sulla propria realtà aziendale e sulla valutazione delle modalità di adozione, che non sono identiche per tutte le realtà. Inoltre, è importante allineare queste tecnologie ai propri processi, in modo da rendere utile e naturale l’utilizzo degli stessi nella propria azienda.

Quali sono i benefici che le PMI possono trarre dagli strumenti di Social Collaboration e quali sono gli aspetti fondamentali da tenere in considerazione per imparare a sfruttarli?

Tra i benefici dobbiamo annoverare la creazione di una piattaforma collaborativa che semplifichi la condivisione delle informazioni e faciliti il suo reperimento sia per i dipendenti internamente all’azienda, sia per fornitori e collaboratori, esternamente, in un ambiente integrato che possa fornire accesso alle informazioni e alla conoscenza di colleghi esperti.

Un aspetto fondamentale è quello di aumentare il senso di appartenenza dei dipendenti all’azienda e di rendere il proprio lavoro più “divertente” e produttivo.

Infine, questi strumenti consentono di collaborare sia con i colleghi che lavorano nella stessa sede, sia con colleghi di altre sedi, attraverso l’accesso dall’ufficio o in mobilità, anche con l’utilizzo di un device di propria preferenza.

Quali i luoghi comuni da sfatare in tema di Social Collaboration?

La Social Collaboration viene talvolta associata da alcune aziende semplicemente a “Facebook” e al suo utilizzo in ambito prettamente consumer, vista come una tecnologia non adatta all’ambito aziendale o al “proprio” ambiente aziendale. I benefici che l’utilizzo di queste tecnologie portano stanno abbattendo questi preconcetti, lasciando il posto a sperimentazioni o programmi interni per l’adozione di questo nuovo approccio.

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Inoltre, tra le barriere all’adozione delle tecnologie di Social Collaboration, vi è l’opinione che queste tecnologie siano prevalentemente per i giovani e non per le aziende con età media più avanzata: l’efficienza interna fornita, la diffusione dell’uso dei Social Network pubblici a tutte le età e l’utilizzo degli Smart Device, sta cambiando questa percezione, facendo accettare questo tipo di interazioni. Infatti, queste tecnologie sono ormai in uso in molte aziende italiane in settori diversi.

Quali gli scenari futuri in termini di adozione di tecnologie di Social Collaboration nei prossimi 12 mesi?

Tra gli scenari futuri vediamo un maggiore utilizzo di queste tecnologie in modalità “as a service”, derivanti dalla maturità che queste offerta sta attualmente raggiungendo e dall’accettazione della loro sicurezza da parte delle aziende.

Per alcune aziende con più esperienza, il prossimo passaggio evolutivo sarà l’integrazione di queste tecnologie nelle applicazioni aziendali, utilizzandole come un servizio a disposizione dell’infrastruttura informativa e presente nei diversi contesti applicativi aziendali come ulteriore elemento abilitante alle interazioni tra informazioni, processi e persone.

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