Italiani indietro nelle competenze informatiche

di Carlo Lavalle

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L’Ocse in collaborazione con la Commissione Ue ha messo in evidenza la carenza di competenze digitali in una vasta fascia di popolazione adulta dell’Europa. L’indagine – programma di valutazione internazionale delle competenze degli adulti (PIAAC) – ha valutato le competenze alfabetiche, matematiche e di risoluzione dei problemi nell’ambito delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) degli adulti di età  compresa tra 16 e 65 anni.

Sono state riscontrate differenze significative da paese a paese. Ad esempio oltre il 40% della popolazione adulta in Olanda, in Finlandia e in Svezia possiede un’elevata capacità  di risoluzione dei problemi nell’ambito delle ICT, mentre in Spagna, Italia, Cipro, Polonia e Slovacchia quasi un adulto su cinque non possiede competenze informatiche di nessun tipo. In autunno, la Commissione e l’OCSE lanceranno un nuovo strumento online per la valutazione dell’istruzione e delle competenze, che permetterà  alle persone di mettere alla prova le loro competenze e di confrontare le proprie capacità  in un contesto internazionale. L’indagine ha interessato 17 paesi dell’Unione europea, Belgio (Fiandre), Repubblica ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Cipro, Paesi Bassi, Austria, Polonia, Slovacchia, Spagna, Svezia e Regno Unito (Inghilterra e Irlanda del Nord), nonché Australia, Canada, Giappone, Repubblica di Corea, Norvegia e Stati Uniti d’America.

Per maggiori informazioni consulta l’indagine