RIM in crisi: finita l’era Blackberry?

di Tullio Matteo Fanti

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Crollano in Borsa le azioni di RIM: in calo le vendite degli smartphone Blackberry e flop del tablet PlayBook, entrambi schiacciati dalla concorrenza.

Research In Motion (RIM) ha presentato risultati fiscali decisamente sottotono per il secondo trimestre 2012, con un conseguente crollo delle azioni in Borsa. A pesare, il sensibile calo nelle vendite degli smartphone Blackberry e lo scarso successo del tablet PlayBook.

Sopra ogni cosa emerge la forte diminuzione dei profitti (-47%), con introiti pari a 4,2 milioni di dollari contro i 4,47 previsti.

I Blackberry venduti sono stati 10,6 milioni, contro gli 11,8 milioni previsti dagli analisti del mercato. Bocciatura piena per quanto riguarda il tablet PlayBook, con sole 200.000 unità distribuite, a fronte di una previsione di vendita pari a 700.000 unità.

La linea di smartphone Blackberry ha da sempre trovato la sua forza nell’utenza aziendale e business, ma la crescente popolarità di Android ed iPhone ha saputo erodere nel tempo l’ampia fetta di utenti affezionati alle soluzioni RIM, grazie ad apparecchi sempre più evoluti e completi anche in ambito lavorativo. La tendenza sembra segnata: la convergenza tra consumer e business sta spostando il baricentro del mercato verso il primo segmento, assottigliando così le possibilità di successo dei prodotti RIM così come pensati ad oggi.

RIM non intende rimanere immobile di fronte alla concorrenza e, al fine di incrementare le vendite di PlayBook, ha annunciato una nuova campagna di incentivi per le aziende e la disponibilità oramai prossima di un importante aggiornamento software in grado di aumentare performance e funzionalità del tablet.

Sul versante smartphone, RIM ribadisce il successo e la validità della gamma Blackberry 7 e promette notevoli sforzi indirizzati allo sviluppo della prossima generazione di smartphone basati sulla piattaforma QNX.

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