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SisalPay, nuovi business dall’open innovation

di Barbara Weisz

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Il sistema EasyCassa nato dall'acquisto di una software house, che si abbina al sistema di pagamento Bill, presentato a Smau Milano 2018: SisalPay punta sull'open innovation, tre nuovi investimenti entro fine anno.

SisalPay spinge sulla leva dellinnovazione e ottiene risultati importanti. Li racconta a PMI.it Antonio Iannitti, strategy manager dell’azienza ledaer nei pagamenti di prossimità, nel corso di SMAU Milano, dove ha presentato anche la nuova app per i pagamenti digitali “Bill”. Ma non solo: con il percorso di open innovation che ha portato alla creazione del nuovo servizio “EasyCassa”, SisalPay è stata fra i casi di successo del Premio innovazione SMAU 2018.

La strategia di open innovation intrapresa si poneva tre obiettivi, spiega Iannitti: identificare nuove linee di business, accelerare quelle attuali e potenziare l’aspetto culturale: «le Startup sono spesso piccole società, create da giovani o da manager, che hanno una cultura che affascina un po’ tutti noi, ad esempio per la passione di lavorare in team».

La contaminazione con questo approccio, proprio delle startup, può agevolare la cultura aziendale.

EasyCassa

Open innovation non vuol dire solo Startup, ma anche PMI: EasyCassa nasce proprio dall’acquisizione di una piccola impresa. «Siamo partiti da una selezione di imprese fintech in linea con il nostro modello di business e una serie di obiettivi che ci eravamo dati. Attraverso la collaborazione con diverse realtà (Digital Magics, Digital 360, Talent Garden, Politecnico di Milano e Università Bocconi) abbiamo esplorato il mondo delle PMI e e delle Startup dei pagamenti digitali.

Alla fine di questo percorso di scouting, «il primo gennaio abbiamo acquisito un ramo d’azienda di una PMI che faceva software per i registratori di cassa. Abbiamo inglobato nel nostro team i ragazzi che lavoravano in questa PMI, e abbiamo creato una nuova squadra per sviluppare un nuovo sistema per i registratori di casa». In pratica:

abbiamo comprato software e know how e abbiamo integrato il tema con competenze che mancavano.

Risultato: siamo riusciti a lanciare in sei mesi il prodotto EasyCassa», che oggi viene offerto ai clienti delle 48mila ricevitorie. Si tratta di un sistema evoluto di registratore di cassa, basato su un’interfaccia semplice e intuitiva, un lettore ottico, l’integrazione fra diverse tipologie di pagamento, la compatibilità con la fatturazione elettronica (obbligatoria dal 2019). Nel 2018 il servizio è stato lanciato all’interno delle rete di clienti SisalPay, dal 2019 sarà disponibile anche per altri esercizi commerciali (ristoranti, alimentari, abbigliamento).

Bill

Il sistema EasyCassa, oltre ad essere compatibile con i principali strumenti di pagamento (carte di credito e di debito, ticket), è predisposto per accettare anche quelli effettuati tramite specifica app, che si chiama Bill, presentata nel corso di SMAU e nata da una startup interna, creata a fine 2017.

Abbiamo costruito da zero un team di giovani under 30, oggi guidato da Monica Del Naja, che ha dato via al sistema di pagamenti.

Molto brevemente, si tratta di un software che consente pagamenti digitali fra persone fisiche e verso i negozi convenzionati. C’è un wallet dal quale in modo molto semplice e intuitivo si invia denaro (un meccanismo molto simile a quello delle principali app di messaggistica istantanea).

Le operazioni si possono verificare attraverso una lista movimenti. La app si può utilizzare anche per effettuare pagamenti in negozio.

La convenzione per il commerciante è conveniente sul fronte dei costi (transazione gratuita fino a 10 euro, 10 centesimi per importi superiori).

E può diventare strumento di marketing, ad esempio facendo delle compagne di sconti.

Strategia

In «entrambi i casi siamo partiti da un nostro asset e ci siamo aperti verso l’esterno. E l’open innovation ci ha consentito di accelerare i tempi: il progetto EasyCassa non si sarebbe chiuso in sei mesi con modalità tradizionali. Il secondo vantaggio, che probabilmente è il più importante, è che l’idea ci è venuta dall’esterno, grazie allo scouting di mercato. Non è stata una risorsa interna ad avere l’idea, che è uscita da un’analisi strutturata, strategica e mirata del mercato».

La difficoltà maggiore consiste nello scegliere l’idea più adatta ai propri asset e implementarla.

Per SisalPay, il risultato è stato un servizio in più e una nuova linea di business. E ora la strategia di open innovation prosegue:

entro fine anno finalizzeremo ulteriori investimenti in tre diverse startup, sempre nell’ottica di esplorare nuovi modelli e nuovi business.

E’ una classica strategia di open innovation: investimento nel capitale della startup, contaminazione e sperimentazione, se il business cresce il contributo aumenta. In questo modo diversifichiamo l’innovazione. Prima riuscivamo a seguire uno o due progetti, ora ne seguiamo di più perché lavoriamo con team esterni.