BlackBerry, stop anche dall’Arabia Saudita

di Barbara Weisz

scritto il

Dopo gli Emirati, si muove anche Ryad, che blocca email e sms da fine agosto. Nel mirino, la gestione dei dati al di fuori dei confini nazionali

È sempre più difficile usare un BlackBerry in Oriente. L’ultimo paese ad aver messo limitazioni allo smartphome di Research in Motion è l’Arabia Saudita, che entro la fine di agosto bloccherà i servizi di posta elettronica e di messaggistica.

Nelle scorse settimane un’analoga misura nei confronti di email, sms e navigazione Internet è stata presa negli Emirati, dove verrà messa in pratica a partire da ottobre. E precedentemente ci sono state proteste e minacce di sospensioni di alcuni servizi da parte del Bahrein e dell’India. In ognuno di questi paesi le motivazione, e anche le decisioni, sono diverse, ma il filo conduttore è rappresentato dalla gestione dei dati.

I pacchetti di informazioni del BlackBerry sono criptati e vengono gestiti dai server della Rim, che si trovano in Canada e in Europa. Gli altri smartphone, per esempio quelli di Apple e di Nokia, lasciano gestire i server dagli operatori locali. Di conseguenza, sono eventualmente controllabili, cosa che non avviene invece per i BlackBerry.

I cui dati, come ha spiegato il responsabile delle tlc degli Emirati, Mohammed al Ghanenm, «vengono esportati fuori dai confini nazionali e possono essere utilizzati da stranieri per operazioni commerciali». Quanto all’Arabia, la misura viene motivata con ragioni di «sicurezza nazionale». Nei mesi scorsi, il governo indiano ha minacciato il blocco dei servizi Rim se l’azienda non consentirà la gestione del traffico attraverso server nazionali.

Come detto, la questione riguarda in tutti i casi lo stesso meccanismo di protezione dei dati, probabilmente una delle caratteristiche dello smartphone più apprezzate dagli utenti. Negli Emirati la questione è aperta da anni. Un episodio molto noto si è verificato nel giugno del 2009, quando l’operatore telefonico Etisalat aveva distribuito un aggiornamento che doveva migliorare le prestazioni del telefonino ma che, in realtà, conteneva un software spia. Era stata la stessa società canadese a distribuire un programma in grado di disattivarlo.

Il rapporto fra esigenze di privacy e motivi di sicurezza è una questione molto dibattuta nell’intero pianeta, soprattutto dopo l’11 settembre. Le nuove tecnologie rappresentano una straordinaria opportunità di comunicazione, ma si prestano anche all’utilizzo da parte di chi vuole sfuggire alle autorità non per esigenze di privacy ma per motivi di criminalità. E questo, soprattutto nei paesi in cui le libertà individuali sono meno tutelate, può portare a misure estreme.

Da sottolineare che esistono interpretazioni secondo cui uno dei motivi che ha ispirato le restrizioni a Ryad e negli Emirati potrebbe risiedere nel fatto che gli smartphone oltre ad essere molto utilizzati da aziende e uomini d’affari sono sempre più diffusi anche fra la popolazione, in particolare fra i giovani. Le restrizioni assumono così un carattere più generale di tentativo di controllo sociale.

Comunque sia, il blocco riguarda un numero ragguardevole di persone. Nella sola Arabia Saudita ci sarebbero circa 400mila utenti di BlackBerry, a cui si aggiunge il mezzo milione degli Emirati. In totale, circa un milione di clienti.

I Video di PMI

Come scegliere il contenuto giusto sui social