Nelle imprese la tecnologia è sempre più donna

di Massimiliano Santoro

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Crescita dell'1,9% delle imprese operanti nel settore tecnologico con titolare donna. Sono oltre 31.500. Prevalgono quelle informatiche.

Donne high-tech alla riscossa. Il settore dell’alta tecnologia si sta colorando sempre più di rosa. Un segnale molto importante in tal senso è giunto infatti lo scorso mese ed è targato Ibm con la nomina della prima donna Ceo, Virginia Rometty, in 100 anni di vita dell’azienda. Una inversione di rotta che, numeri alla mano, sembra prendere piede anche nel nostro Paese.

Quest’anno le imprese femminili operanti nel settore della tecnologia sono cresciute dell’1,9% rispetto allo scorso anno passando così dalle 30.922 registrare dodici mesi fa alle attuali 31.524.

Questi numeri sono emersi da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati del Registro imprese al secondo trimestre 2011 e 2010 nell’ambito dello svolgimento della conferenza internazionale Women & Technologies 2011, con tre tavole rotonde e gli interventi di rappresentanti del mondo delle imprese e della ricerca ed un focus sul tema della salute, e della cerimonia di premiazione, avvenuta con una cena di gala a Palazzo Cusani, del Premio Internazionale “Le Tecnovisionarie®” 2011 riconoscimento che viene consegnato alle personalità femminili che hanno saputo meglio coniugare innovazione e tecnologia non perdendo di vista, però, l’importanza della funzione umana.

I settori di maggiore operatività delle imprese femminili high-tech sono risultati essere quello informatico (il 60,3% del totale), quello concernente la fabbricazione e la riparazione di macchinari ed apparecchiature (il 19,6%) e quello rappresentato dai servizi postali, dalle attività di corriere e dalle telecomunicazioni (9,1%).

Ma quali sono le regioni ad aver incrementato di più la presenza di imprese high-tech femminili? La Sicilia primeggia con un +5% rispetto al 2010 seguita dalla Basilicata (+4,4%) e dalla Puglia (+3,7%). Dal punto di vista delle unità operative, invece, a primeggiare è la Lombardia con 7.295 imprese pari al 23,1% del totale italiano, seguita dal Lazio (2.963) con il 9,4% del totale complessivo delle imprese femminili high-tech, dal Veneto con 2.717 aziende (l’8,6% del totale) e dal Piemonte con 2.672 imprese pari all’8,5% nazionale.

Passando all’analisi dei dati su base provinciale, si evince che il maggior incremento percentuale annuo si registra a Gorizia (+14,6%) seguita a breve distanza da Caltanissetta (+12,3%) e da Isernia (+11,8%) che ,però, a livello di unità aziendali operanti sul territorio si classifica all’ultimo posto.

Milano ha fatto registrare un +1,5% ma resta comunque la regina in termini di presenze di imprese. Nel territorio milanese operano, infatti, 3.146 imprese femminili tecnologiche pari al 10% del totale nazionale mentre a Roma le aziende raggiungono quota 2.289 ovvero il 7,3% del complesso. Buone presenze aziendali anche a Torino (1.608 , il 5,1% italiano) e a Napoli (1.459 ovvero il 4,6% sul totale). Le province italiane con minore presenza di aziende femminili nel settore tecnologico sono risultate essere, nell’ordine, Enna e Vibo Valentia (43) e Isernia (38).

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