Aruba: cosa è successo e cosa cambierà dopo il black-out

di Tullio Matteo Fanti

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Aruba fornisce una prima spiegazione di cosa avrebbe causato il black-out nella giornata di venerdì e promette una evoluzione dell'attuale schema di Business Continuity.

Dopo una lunga e apparentemente immotivata pausa di silenzio dall’improvviso down che ha visto coinvolti i siti su server Aruba, il gruppo di Arezzo ha fornito una prima spiegazione per quanto è accaduto nella giornata di venerdì 8 luglio: il black-out sarebbe stato causato da «un’interruzione dell’alimentazione determinata da un guasto dell’impianto elettrico».

Secondo i tecnici Aruba il down potrebbe rappresentare una «conseguenza imprevedibile dell’incendio verificatosi il 29 Aprile scorso nel power center» della medesima farm. Un danno comunque non particolarmente grave, che sarebbe stato riparato nel giro di 30 minuti; altri servizi avrebbero tuttavia richiesto un intervento più complesso che è stato completato nel corso del pomeriggio.

Seppure lo stato di funzionamento dei server Aruba sia ora tornato alla normalità, rimane molto scontento da parte dell’utenza business, memore del danno subito nel mese di aprile e preoccupata per lo strano silenzio da parte del provider italiano nel corso della giornata di venerdì.

Aruba risponde allo scontento con una promessa: importanti interventi per scongiurare il ripetersi di una simile eventualità. Si parla così di un raddoppio degli impianti della Webfarm al fine di garantire maggiore ridondanza e di una evoluzione dell’attuale schema di Business Continuity che verrà garantita dallo spostamento dei sistemi di ridondanza dalla Webfarm 1 alla nuova Webfarm.

Il nuovo schema di Business Continuity, in grado di garantire l’erogazione dei servizi anche in caso di guasto ad una delle due strutture, «verrà applicato già a partire dalle prossime settimane ai sistemi che ospitano i servizi di posta elettronica ed hosting per poi essere esteso a tutti gli altri».

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