Internet veloce grazie a frequenze TV liberate?

di Noemi Ricci

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Nuova proposta Ue per arginare il gap digitale: utilizzare le frequenze liberate dallo Switch-Off televisivo per raggiungere con la banda larga le aree scoperte. Nuove opportunità anche per le imprese?

La UE lancia una proposta rivoluzionaria per combattere il Digital Divide, tanto sentito in Italia: utilizzare le frequenze lasciate libere dallo Switch-Off della Tv analogica per portare la banda larga laddove manca.

Si creerebbero così nuove opportunità anche per le imprese che, avendo la posssibilità di raggiungere un numero maggiore di utenti, sarebbero più motivate a lanciarsi in Rete.

Quasi seguendo il principio per cui nulla si crea e si distrugge ma tutto si trasforma, la proposta UE è di utilizzare l’intervallo di frequenze fra 790 e 862 MHz, prima riservato a Radio e TV analogica, per “trasmettere” Internet, così da completare la copertura.

Aggiungiamo noi, agevolando così anche il numero di casi di successo tra le aziende europee nella classifica dei siti business di maggior successo!

Cresce infatti il numero di imprese che guardano al Web come la frontiera futura per il business, non solo come canale e-commerce ma anche per farsi conoscere ed consolidare i contatti con i clienti presenti e potenziali.

L’idea prende in considerazione anche un fattore economico non trascurabile: i costi di gestione dello spettro degli 800 MHz sono nettamente inferiori a quelli dell’attuale tecnologia mobile 3G UMTS.

Qualcuno si dimostra però scettico, non credendo che la frequenza degli 800 MHz possa essere adatta alla banda larga, essendoci una differenza nella capacità di propagazione delle onde su ampi spazi, rispetto al Wi-Fi (che viaggia sui 2,4 GHz).

In ogni caso, anche se non fosse possibile trasportare grandi quantità di informazioni – necessari per la trasmissione ad esempio di contenuti multimediali, streaming online e peer-to-peer – l’idea sembra interessante e potrebbe comunque contribuire ad abbattere il muro del Digital Divide, consentendo di raggiungere le aree escluse da Internet garantendo quanto meno servizi di base come posta elettronica, social network e la navigazione web.

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