Cyber-minacce, più “costose” della droga

di Claudio Mastroianni

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Secondo il CEO di McAfee, i crimini "virtuali" hanno raggiunto un giro d'affari di oltre 105 miliardi di dollari, superando il mercato mondiale dello spaccio di stupefacenti

Furto di dati sensibili di clienti, fughe di informazioni riservate interne all’azienda: il settore dei cyber-crimini che vedono vittime le imprese è in continua ascesa, e ha ormai superato un valore di 105 miliardi di dollari.

Più del giro d’affari della droga: l’ha dichiarato il CEO di McAfee, David DeWalt. Un vero e proprio crimine organizzato: «Abbiamo visto nell’ultimo periodo un significativo numero di minacce emergenti da gruppi sempre più complessi, in grado di attaccare compagnie di tutto il mondo».

Colpa delle aziende stesse, che sottostimano i rischi a cui vanno incontro per via delle perdite di dati, ma colpa anche delle organizzazioni governative: «È incredibile quanto bassa sia la consapevolezza dei pericoli in Rete – ha dichiarato DeWalt – Una rapina in un supermercato causa una pena maggiore del furto di milioni di dati on-line».

A mancare sono soprattutto gli strumenti per un rintracciamento efficace dei cyber-criminali, attualmente molto difficili da accusare e arrestare.

Nel frattempo i maggiori operatori nella sicurezza in Rete stanno cominciando a pensare delle contromosse. Partendo proprio dall’interno, per proteggere anche quei dati che rischiano di venir “rubati” per l’azione – incauta o meno – degli stessi dipendenti d’azienda.