Pirateria… e il dipendente pubblico scarica file

di Marianna Di Iorio

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Il 30% dei file piratati è scaricato all'interno di uffici pubblici, ma il mercato dell'audiovisivo resiste alla crisi e si mantiene in buona salute. Il punto durante la Mediterranean Digital Conference

Circa un terzo dei file piratati, quasi il 30%, arriva dagli uffici pubblici. A rilasciare questa dichiarazione, Tullio Camiglieri, membro del Comitato contro la pirateria digitale presso la presidenza del Consiglio. Il fenomeno della pirateria è ancora in forte ascesa, anche se il mercato dell’audiovisivo resiste alla crisi e si presenta in buona salute.

Il punto durante la Mediterranean Digital Conference, evento promosso dalla Presidenza della Regione Lazio, con l’alto Patrocinio di Viviane Reding, membro della Commissione Europea. La conferenza, che si è conclusa ieri a Roma, è stata organizzata per promuovere l’audiovisivo e creare un dialogo tra Europa e Mediterraneo.

L’invito è quello di prendere rapidi provvedimenti all’interno delle amministrazioni pubbliche dove, appunto, viene scaricato molto del materiale piratato. «Proporremo al tavolo per la lotta alla pirateria della presidenza del Consiglio l’emanazione di una direttiva più formale per tutte le pubbliche amministrazioni, per mettere dei filtri ai server, in modo da non permettere di scaricare materiale piratato», ha commentato Gaetano Blandini, direttore generale per il Cinema del ministero dei Beni Culturali.

«Il fenomeno della pirateria – ha continuato Blandini – è molto rilevante, come dimostrano le ultime indagini, ma purtroppo è poco diffusa la percezione della pirateria come reato. Credo che se il trend continuerà in modo così rilevante, tra un periodo non troppo lungo non ci sarà nulla da piratare».

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