Francia, frena in Assemblea la legge sulla pirateria

di Francesca Mancuso

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Con 21 voti contrari e soli 15 a favore, si è fermata in Asseblea Nazionale la legge contro la pirateria informatica

In Francia sembrava quasi fatta. La legge antipirateria voluta dal presidente francese Nicolas Sarkozy ha subito una battuta d’arresto. Ieri, dopo che il testo era già stato approvato da deputati e senatori, è stato sottoposto al voto finale del Senato e dell’Assemblea nazionale. Un’ultima tappa che, solitamente è quasi una formalità.

Ma, mentre al Senato il testo è stato adottato, all’Assemblea nazionale è stato fermato, ricevendo 21 voti contrari e soltanto 15 a favore, nell’atmosfera surreale di in un’aula semideserta, rispetto ai suoi 577 componenti. La maggior parte di essi infatti ha preferito astenersi dal voto di una legge giudicata impopolare. Una cosa del genere non succedeva da ben 26 anni, esattamente dal 1983.

Il nuovo provvedimento nato con l’obiettivo di combattere il download illegale da internet, il p2p, è considerato uno dei più severi in assoluto poichè prevedeva l’istituzione di un’Autorità per la protezione dei diritti di internet (Hadopi – Haute Autorité pour la Diffusion des ?uvres et la Protection des Droits sur Internet), che si sarebbe occupata direttamente del problema della pirateria informatica.

Ma in cosa consiste la legge antipirateria? La legge prevedeva diversi gradi di azione: agli utenti sorpresi per la prima volta a scaricare illegalmente musica, film o videogiochi protetti da copyright, sarebba stata inviata una mail di avvertimento; nel caso di una seconda violazione, avrebbero riceveruto un’altra mail e una lettera raccomandata, mentre per la terza volta l’Hadopi avrebbe provveduto a a tagliare l’accesso a internet, per un lasso di tempo variabile da due mesi a un anno, periodo nel quale l’internauta avrebbe continuato comunque a pagare l’abbonamento.

Quest’ultima novità ha attizzato nuove polemiche all’interno della maggioranza di centro-destra, tanto che ieri all’Assemblea nazionale anche due parlamentari di centro-destra hanno votato contro. Adesso bisognerà attendere il 28 aprile, quando ai deputati dovrebbe essere presentato il testo senza la condizione che prevede il pagamento dell’abbonamento.

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