Lo spread di Internet, lettera aperta a Monti

di Barbara Weisz

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L'Internet Governance Forum 2011 termina con una lettera aperta al premier in pectore Mario Monti: il nuovo governo si impegni a colmare lo spread, il divario, digitale del paese.

Oltre al differenziale fra titoli italiani e tedeschi c’è un altro spread di cui Mario Monti deve preoccuparsi: quello digitale. A chiedere un impegno in questo senso al premier incaricato di formare il nuovo governo, l‘Internet Governance Forum del 2011 che si è appena concluso a Trento. L’Igf Italia ha pubblicato una lettera aperta a Mario Monti chiedendo che il «nuovo governo si impegni concretamente, anche attraverso la nomina di un ministro se necessario, per la piena implementazione di un’agenda digitale in conformità con quanto stabilito dall’Europa».

L’IGF di Trento è stato organizzato dal 10 al 12 novembre dalla Provincia autonoma di Trento in collaborazione con l’Istituto di Informatica e Telematica del Cnr di Pisa, il Centro NEXA su Internet e Società del Politecnico di Torino e Internet Society – ISOC Italia.

La missiva diretta a Mario Monti parte ricordando «l’importanza di Internet, spazio di libertà globale, strumento di organizzazione politica e sociale, sostegno indispensabile dell’economia». E prosegue: «lo spread digitale dell’Italia nei confronti dei principali paesi del mondo ha ormai raggiunto livelli insostenibili anche per la tenuta economica nazionale». Questo «pregiudica gravemente le nostre possibilità di crescita e di sviluppo» e in particolare pesano i «problemi legati alla diffusione della banda larga».

Secondo l’Internet Governance Forum, «come sancito dalla Commissione Europea nella Strategia 2020, lo sviluppo dell’economia digitale è una delle condizioni imprescindibili per il superamento stesso della crisi».

Nonostante i ritardi che caratterizzano l’Italia, nel paese «l’economia digitale rappresenta già il 2% del PIL» e «negli ultimi 15 anni, ha creato oltre 700.000 posti di lavoro». In Italia «sono state abbandonate le iniziative che, grazie anche a documenti sottoscritti con altri stati, avevano fatto del nostro Paese un indiscusso protagonista dell’iniziativa per un Internet Bill of Rights nel quadro degli Internet Governance Forum promossi dalle Nazioni Unite».

Dunque, si chiede un impegno concreto al prossimo governo, con «particolare attenzione sull’accesso ad Internet come diritto fondamentale della persona, come già riconosciuto da costituzioni, leggi nazionali e risoluzioni del Parlamento Europeo e del Consiglio d’Europa; sul riconoscimento in via di principio della conoscenza come bene comune globale; sulla garanzia della neutralità della rete in relazione ai flussi di dati; sulla definizione di uno statuto del lavoro in rete».

L’Internet Governace Forum si è formato al World Summit On Information Society (WSIS) del 2005 a Tunisi. E’ un organismo aperto a governi, settore privato e società civile il cui meeting inaugurale si è svolto nel novembre 2006 ad Atene. In Italia, la prima edizione è stata organizzata a Roma nel  maggio 2008 per iniziativa della Internet Society – ISOC Italia in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Quello di Trento è stato il quarto appuntamento italiano, dopo le edizioni degli anni scorsi a Cagliari, Pisa e Roma.

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