Sanità digitale, verso nuovi servizi

di Barbara Weisz

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Nei prossimi giorni partirà il sistema elettronico per le visite fiscali ai lavoratori a casa per malattia, mentre entro il 2012 la ricetta medica online sarà un realtà.

Lo hanno annunciato il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, e il ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, che hanno anche fatto il punto sui certificati di malattia online, il cui flusso ha superato quota sette milioni in un anno.

Innanzitutto, le novità relative alle visite a domicilio: il medico di base invierà il certificato elettronico all’Inps, che lo renderà immediatamente disponibile al datore di lavoro. Se quest’ultimo deciderà di inviare la visita di controllo, il sistema individuerà il medico fiscale più vicino. Tutto informatizzato, dunque.

Quanto alla ricetta medica online, l’obiettivo dichiarato del ministro Brunetta è quello di far partire il servizio entro il 2012. La base giuridica c’è già tutta, «molte sperimentazioni sono in fase avanzata, come quelle di Lombardia e Toscana e ora – ha spiegato – si tratta portare il sistema a regime». La ricetta medica online «può comportare risparmi di due miliardi di euro l’anno sui 16 mld di spesa farmaceutica complessiva».

In generale secondo il ministro la sanità digitale rappresenta una grande opportunità di risparmio, intorno ai 10-12 miliardi all’anno. Lo ha sottolineato anche il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, secondo la quale l’utilizzo degli strumenti informatici può portare al settore «risparmi fino a 12 miliardi di euro all’anno su 110 miliardi». Gli industriali sono molto interessati a questi strumenti, che consentono una «riduzione di tempi e costi» e favoriscono anche «una maggiore trasparenza sulle percentuali di tassi d’assenteismo in alcuni settori e aziende che vanno oltre i picchi stagionali».

Il ministero stima che entro fine anno i certificati online raggiungeranno quota 25 milioni. I medici che utilizzano il servizio sono circa il 90%, mentre sul totale dei certificati è ormai cartaceo solo il 2%. Brunetta esprime soddisfazione per quella che definisce «una piccola rivoluzione già realizzata al 95% e che riguarda 180mila medici, 17 milioni di lavoratori pubblici e privati e oltre 4 milioni di imprese».

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