Civit: un anno di attività, Brunetta soddisfatto

di Barbara Weisz

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La commissione che supporta le Pa nell'attuazione della riforma fa il punto: forte domanda di assistenza dalle ammministrazioni, importanza della chiarezza per il cittadino, strumenti per la valutazione delle performance.

In un anno di attività la Civit si è riunita 70 volte, ha approvato 14 delibere, ha risposto a 600 quesiti delle pubbliche amministrazioni. E ancora, ha gestito la formazione degli Organismi di autovalutazione (Oiv), che ad oggi sono 84, di cui 13 nei ministeri e gli altri in enti pubblici nazionali, ha esaminato 79 sistemi di valutazione delle performance, 71 piani della performance e 36 programmi della trasparenza e integrità inviati alle amministrazioni.

Sono i numeri di Civit, presentati al convegno Performance, trasparenza e qualità dei servizi, che è servito a fare il punto sul primo anno di attività della commissione, istituita dal ministero per supportare le amministrazioni nell’attuazione della riforma della Pubblica amministrazione.

«La riforma passa attraverso tre fasi» ha spiegato il presidente della Civit Antonio Martone, davanti a una platea di oltre 600 dirigenti dello Stato: «definire il quadro regolatorio, ed è quello che abbiamo fatto, procedere con le verifiche e osservare come i programmi di attuazione verranno effettivamente realizzati e non rimangano sulla carta».

Il sito della commissione, su cui si può consultare tutta la documentazione relativa all’attività svolta in questo primo anno, ha avuto 325 mila accessi, circa 1500 al giorno, e oltre un milione e mezzo di pagine visitate. Il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Bunetta, ha sottolineato come la Civit sia ormai il «rodato motore operativo della riforma della Pa».

Il convegno ha fatto emergere una forte di esigenza di supporto da parte delle pubbliche amministrazioni. Una tappa fondamentale è rappresentata dal Programma triennale per la trasparenza e l’integrità, di cui sono state predisposte le linee guida.

Importante la chiarezza della comunicazione con il cittadino, che deve avere a disposizione una documentazione sempre comprensibile. Sono stati analizzati una serie di documenti prodotti dalle amministrazioni sugli standard di qualità, come il “Barometro della qualità dei servizi pubblici” che ha coinvolto Automobile Clud d’Italia, Agenzia delle entrate, Autorità per l’energia elettrica e il gas, Istituto nazionale di previdenza sociale, Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti pubblici, Istituto commercio estero, Fs, Poste Italiane, Unioncamenre, che attraverso un software disponibile online assiste l’amministrazione nell’individuazione dei servizi, degli obiettivi, ed elabora i dati sui risultati conseguiti.

Altro argomento importante, sottolineato fra l’altro da Antonio Nadeo, capo dipartimento della Funzione Pubblica, riguarda la “responsabilizzazione dei dirigenti nel valutare il personale“. In generale, il ministro Burnetta ha concluso esprimendo l’auspicio che «le amministrazioni rispondano in maniera sempre più adeguata alla sfida» rappresentata dalla riforma e che si possano «creare le premesse per la piena soddisfazione del cittadino cliente della Pubblica Amministrazione».

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