Fisco, Facebook contro l’evasione

di Barbara Weisz

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Utilizzare i social network per verificare la compatibilità di stili di vita e redditi. È l'ultima novità dell'Agenzia delle Entrate, attualmente allo studio.

La lotta all’evasione fiscale in Italia potrebbe passare anche da Facebook. Il fisco sta pensando di utilizzare i social network come strumento per stanare gli eventuali evasori fiscali. Attenzione: non è stato deciso niente, ma «ci stiamo pensando» ha dichiarato il direttore dell’Agenzia per le Entrate Attilio Befera. Che ha proseguito: «è tutto da vedere, siamo ancora alle prime riflessioni, fra una decina di giorni faremo una scelta».

La possibilità allo studio è quella di utilizzare le conversazioni, le foto, e in genere il materiale che si trova sulle pagine di Facebook, Twitter e affini per cercare elementi sul tenore di vita dei contribuenti, e valutarne la compatibilità con il reddito dichiarato. Un tipo di verifica che già esiste in alcuni paesi, come alcuni stati Usa, dove non sono mancate le polemiche riferite in particolare alla privacy.

Comunque sia, ciò che invece è certo è che nel giro di pochi mesi sarà messo a punto il “redditometro”, anch’esso uno strumento per trovare eventuali anomalie fra le entrate e le uscite dei contribuenti.

Un software che, secondo quanto dichiarato dall’Agenzia delle Entrate, sarà pronto entro giugno, mentre fra maggio e giugno è prevista la sperimentazione insieme alle associazioni di categoria. Un programma nel quale si potranno inserire i beni e i redditi propri e quelli del nucleo familiare. In caso di incongruità, c’è un secondo passaggio che confronta il tenore di vita con le entrate, in base a una serie di indici che saranno elaborati.

Tutte misure che vanno un pò nella stessa direzione, quella di utilizzare il tenore di vita come indicatore fiscale, per raggiungere un obiettivo preciso: combattere l‘evasione, che sottrae ogni anno all’economia italiana qualcosa come 120 miliardi di euro.

I primi risultati nella lotta all’evasione si sono già visti, l’anno scorso sono stati recuperati circa 25 miliardi. Ma la strada è ancora lunga. come ha sottolineato lo stesso Befera: «serviranno 10 anni per sconfiggerla».

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