Usa, Obama parla su YouTube

di Lorenzo Gennari

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Barack Obama ha tenuto il suo primo web discorso da neo Presidente degli Stati Uniti sfruttando YouTube. Tre minuti e trentaquattro secondi per riassumere ciò che intende fare appena insediato nella Casa Bianca

Il dominio registrato dallo staff del nuovo Presidente degli Stati Uniti la dice lunga sulla strategia di comunicazione adottata da Obama. “Changedotgov” (cambiamento punto gov) infatti, non solo identifica l’utente che carica su YouTube i contributi video del presidente, ma è anche il dominio internet dell’ufficio di presidenza di Barack Obama.

Internet perciò avrà un ruolo chiave anche questa volta (dopo essere stato sfruttato dagli elettori per informarsi sui programmi politici dei candidati), il messaggio da veicolare sarà lo stesso della campagna elettorale: cambiamento. L’idea, frutto di un preciso studio sulla comunicazione via web, è quella di poter sfruttare l’entusiasmo dei cittadini americani che si sentono partecipi della svolta, coinvolgendoli in prima persona.

La scelta di cavalcare l’onda della campagna elettorale però ha già prodotto piccoli effetti negativi proprio dal punto di vista della comunicazione. Come documentato dal blog “Obama’s gaffes”, l’agenda presente nel sito istituzionale del Presidente con il programma delle sue future azioni di governo, per diverse ore è sparita dalla home page: i temi erano uguali a quelli del programma della campagna presidenziale e quindi di tipo procedurale e legati ai finanziamenti elettorali. A causa delle regole sul finanziamento elettorale, i contenuti di un sito di campagna non possono essere copiati integralmente su un sito governativo.

Nel suo primo web video Obama si è pertanto concentrato sui contenuti del suo programma di governo. La parola d?ordine è “crisi economica“, da combattere attraverso l’occupazione. Poi si dovrà procedere con finanziamenti a lungo termine. Obama parla anche dei sacrifici che dovranno fare i cittadini americani per uscire dalla crisi. Un discorso di tre minuti e trentaquattro secondi, molto breve, ma in linea con i canoni di fruibilità e usabilità del Web.

Il sito change.gov non ha ancora molti contenuti, ma prevede già la possibilità di compilare form per mandare feedback e proposte di emendamento sui temi della politica nazionale. Nella pagine che riguardano la tecnologia, le intenzioni sono proprio a favore del convolgimento globale sfruttando la rete Internet: «Dobbiamo connettere i cittadini gli uni agli altri per coinvolgerli maggiormente e direttamente nella soluzione dei problemi che abbiamo di fronte. Dobbiamo usare tutte le tecnologie e tutti i metodi disponibili per aprire le porte del governo federale, creare un nuovo livello di trasparenza in grado di cambiare il modo in cui si conducono gli affari a Washington, e dare agli americani la possibilità di partecipare alle consultazioni e alle decisioni del governo in modi che fino a pochi anni fa non erano possibili».