Nuove imprese, con l’ICT via la burocrazia

di Lorenzo Gennari

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D'ora in poi si potrà aprire un'impresa direttamente via Internet inviando una singola comunicazione al registro delle imprese contenente le informazioni finora inviate ad enti diversi con differenti modalità

La comunicazione unica sarà obbligatoria dall’agosto di quest’anno, ma già ora è possibile creare un’impresa in cinque semplici passi. Ancora una volta è l’information & communication technology a dare un contributo radicale all’eliminazione della burocrazia.

Prima di tutto occorre collegarsi al sito del registro italiano delle imprese e cliccare sull’area “comunicazione unica”: da qui si scaricano alcuni software che servono per la realizzazione delle richieste che devono essere poi firmate digitalmente e inoltrate per via telematica.

I cinque passaggi da effettuare successivamente sono: compilare la richiesta di attribuzione di partita Iva e Codice Fiscale, compilare la pratica per il Registro delle Imprese, completare la pratica di Comunicazione Unica (inserendo eventualmente i moduli Inps e Inail), firmare digitalmente i documenti della pratica, inviare la pratica al Registro Imprese.

Il sistema si avvale, già dalla fase sperimentale, della posta elettronica certificata che serve per inviare le risposte alle domande presentate. Gli enti hanno a disposizione sette giorni per confermare l’avvenuta creazione della nuova impresa.

Grazie allo strumento della posta elettronica certificata, che viene assegnata gratuitamente dalla camera di commercio ai richiedenti che ne fossero sprovvisti, basta conservare la ricevuta della ricezione della richiesta (inviata dal registro delle imprese) per poter emettere fatture a pieno titolo (a meno che non ci sia bisogno di altre autorizzazioni).

Attivata in dieci città (Torino, Milano, Venezia, Padova, Ravenna, Prato, Pescara, Napoli, Taranto, Cagliari) parallelamente alla vecchia procedura, la “comunicazione unica” diventerà presto lo strumento di partenza per tutti gli altri imprenditori delle restanti città italiane (entro giugno). Dal 20 agosto di quest’anno invece sarà una procedura obbligatoria.

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