La fine di Italia.it?

di Paolo Iasevoli

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A meno di un anno dalla sua nascita, il portale del turismo italiano rischia di chiudere i battenti. A lanciare l'ultimatum è il Ministro Rutelli al Comitato nazionale per il turismo

«Quel sito o cambia oppure è meglio chiuderlo»: così il Ministro per i Beni Culturali Rutelli lancia l’ultimatum a Italia.it, che va incontro a una fine prematura per quanto non del tutto inaspettata.

Nato nel 1994 ma di fatto ricreato da zero lo scorso Febbraio, il portale sarebbe dovuto diventare il punto di riferimento unico per tutto il settore del turismo italiano, arrivando a rappresentare l’immagine dell’Italia all’estero.

Fin dal suo debutto, tuttavia, il sito è stato sommerso di critiche. A cominciare dal costo eccessivo (si parla di 45 milioni di euro, dei quali 100.000 solo per il logo), passando per la vulnerabilità agli attacchi informatici e ai numerosi errori nei contenuti.

Inoltre, paradossalmente, il sito che avrebbe dovuto essere la punta di diamante dell’Italia sul Web è risultato non rispondente alle regole stabilite dalla Legge Stanca.

Il dissenso è cresciuto progressivamente e, nei primi mesi, ha portato anche alla nascita di lodevoli iniziative per tentare di sistemare il portale, come il progetto Ritalia. Adesso però, è tempo di bilanci e la sorte di Italia.it sembra segnata.

Il Ministro Rutelli, in occasione della riunione del Comitato nazionale per il turismo ha espresso senza mezzi termini il suo parere, intimando un radicale cambiamento, pena la chiusura. Le parole del Ministro, oltre che sulle aspre critiche degli Italiani, poggiano su dati concreti: nella classifica dei siti nazionali Italia.it si ferma alla posizione numero 2.539, mentre negli USA è addirittura al 579.039° posto. Non esattamente un ottimo risultato, per il portale che avrebbe dovuto dare visibilità all’Italia nel mondo.

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