Presentare in modo efficace

di Chiara Piro

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L'arte oratoria ha origini lontane. Oggi come allora è considerata un'abilità importante nella vita privata, ma non solo. Fondamentale in ambiente di lavoro

Come si può desumere dalla premessa, parlare in pubblico è un’arte, ma anche una scienza. Una scienza perché proprio il metodo empirico permette di trovare soluzioni sempre più adatte, rispetto alla società in continua evoluzione. L’utilizzo di strumenti specifici (tecniche e tecnologia) aiuta, inoltre, l’oratore a mantenere nel pubblico l’attenzione e il ricordo. E per molto tempo.

Per chi ha la necessità di gestire e coordinare gruppi di lavoro, per il manager, per chi deve portare a termine progetti complessi, per colui che si trova continuamente nella necessità di presentare ad “altri” le proprie idee, è necessaria un’ottima capacità oratoria, o public speaking. Si vuole fornire alcune regole e alcuni suggerimenti utili da seguire per diventare il migliore conferenziere. Per fare ciò è necessario seguire alcune regole importanti. Seguire cioè un metodo, che condiviso ormai dai più, aiuti in maniera sistematica a organizzare una presentazione ottimale. Ecco alcuni suggerimenti.

Prima regola: cercare di essere adeguatamente preparati e accertarsi di essere in possesso di tutte le informazioni necessarie per meglio rispondere a qualsiasi quesito. Rispetto all’argomento scelto, inoltre è importante conoscere il maggior numero possibile di informazioni.

Secondo: assicurarsi di possedere tutti i contenuti (testo, immagini, suoni, video) adeguati alla presentazione. Potrebbe essere utile, ad esempio, chiedersi: “se non fossi io l’oratore, come interpreterei il senso di quanto mi viene spiegato?”.

Terza regola: un vero e proprio must, è individuare nell’esposizione un’idea principale o dominante. In altre parole, l’intero discorso deve essere costruito con un’argomentazione a favore di questa specifica idea. Troppi concetti potrebbero distogliere l’attenzione degli ascoltatori. Pertanto, qualora si affronti un argomento complesso, è utile dividerlo in più discorsi.

Quarta regola: l’ascoltatore è la figura centrale di ogni buona presentazione. Si deve essere sicuri che al termine della stessa il pubblico abbia capito, o comunque assimilato, il senso del messaggio presentato. Per verificare l’efficacia della comunicazione, si può aprire una sessione di domande aperte.

Quinta regola: organizzare una sequenza logica dei risultati cui si è giunti. Strumento molto utile per il pubblico che, interessatosi alla tesi esposta, avrà del materiale utile da leggere, capire, e conservare. L’organizzazione logica servirà a sostenere l’idea principale, fornirà elementi di prova e una forte motivazione, parte integrante del processo di persuasione.

Infine, se i contenuti sono importanti, è sicuramente utile creare l’ambiente giusto nella sala che accoglierà la presentazione. Determinare con dettaglio i tempi, inserire tra un punto e l’altro racconti di vita reale, illustrazioni, foto e schemi esplicativi. In ultima analisi è fondamentale non leggere le diapositive preparate, ma fornire un valore aggiunto a ciò che si sta dicendo.

E, soprattutto, mai dimenticarsi di guardare il pubblico negli occhi.

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