Il Marketing Politico

di Simona Tenentini

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Come i partiti declinano una particolare forma di tecnica commerciale per comunicare efficacemente con l?elettorato.

Nella società attuale l’evoluzione del marketing comprende, non solo l’innovazione continua degli strumenti a disposizione degli esperti, ma anche un’estensione degli iniziali ambiti di applicazione. Un tipico esempio è rappresentato dalle cosiddette forme di “marketing politico“, utilizzato per analizzare il comportamento elettorale, conoscere e valutare il potenziale elettore, elaborare dei messaggi che siano comprensibili ed il più possibili efficaci nella comunicazione con l’opinione pubblica.

Per comprendere il fenomeno nella sua complessità, occorre innanzitutto tener conto delle specifiche finalità delle strategie di marketing, che riguardano, in primis, la soddisfazione di bisogni e desideri. Se, in ambito imprenditoriale, ciò si traduce nell’identificare cosa vuole il consumatore e nel fornirglielo, in ambito politico invece lo scopo dei partiti è quello di conquistare il potere agendo nel rispetto delle regole democratiche.

In entrambi i casi, dunque, requisito imprescindibile è la capacità di procurarsi le competenze necessarie per poter offrire ciò che richiede il mercato e, soprattutto, la bravura nel saper comunicare al mercato stesso che si possiede la competenza cercata. Ed è qui che entra in gioco il ruolo fondamentale del marketing.

Per rendere più efficace l’idea, si potrebbe parafrasare una definizione fornita dal Sole 24 Ore, secondo cui «Il marketing è la funzione creativa del management che valutando i bisogni dei consumatori e intraprendendo ricerche e sviluppi per soddisfarli favorisce il commercio e l’occupazione».

In politica si potrebbe declinare la stessa frase dicendo che: «Il marketing politico è un processo con il quale un soggetto pone in essere una serie di analisi e ricerche al fine di conoscere desideri e aspirazioni dall’elettore in modo tale da poter sviluppare un progetto politico particolare e globale che raccolga il consenso necessario alla conquista del potere democratico».

A questo riguardo è assai significativa una campagna pubblicitaria che ha scatenato una massiccia polemica di recente in Spagna. Nello spot del Partito Socialista della Catalogna si vede una donna che si dirige verso le urne con la sua scheda elettorale. Sembrerebbe tutto tranquillo fino a quando, durante il tragitto, la donna sembra essere rapita da un piacere irrefrenabile che culmina, proprio mentre imbuca la scheda, in un plateale orgasmo, a simboleggiare che “votare è un piacere”.

La finalità della campagna è quella di sensibilizzare i giovani al voto, anche perché, come ha dichiarato il leader del PSC Josè Montilla: «Il fine giustifica i mezzi e se uno spot simile spinge gli elettori a votare è una buona cosa». Un immediato “controspot” è arrivato dalla candidata alla presidenza per Alternativa de Governo, Montserrat Nebrera, che ha realizzato un altro video, ancora più esplicito. In esso si sentono i gemiti di una donna e si vedono dei vestiti sul pavimento. Alla fine la Nebrera, con indosso solo un asciugamano, dichiara «Se volessimo creare scandalo per comparire sui media, avrei tolto questo asciugamano. Ma in politica non tutto vale».

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